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VARIABILI COINVOLTE NEL PROCESSO DI APPRENDIMENTO - Coggle Diagram
VARIABILI COINVOLTE NEL PROCESSO DI APPRENDIMENTO
FATTORI INDIVIDUALI: Concetto di Sé, Autoefficacia, Pensieri disfunzionali, Attribuzioni di causa, Ansia da prestazione
CONCETTO DI SÉ:
-Autovalutazione generale che comprende atteggiamenti autovalutativi e forme di conoscenza che riguardano sé stessi
Insieme dei sentimenti e dei pensieri che un soggetto ha di sé stesso -È influenzato dalla comparazione sociale
-Definito dalla Conoscenza del soggetto e la percezione di sé in situazioni di successo incrementato o meno davanti a delle sfide
-Percezione dell’individuo in uno specifico dominio di funzionamento
AUTOEFFICACIA:
Definizione: Si riferisce all'autovalutazione specifica relativa alla capacità di completare determinati compiti
Influenza: È meno soggetta alla comparazione sociale rispetto ad altre forme di autovalutazione
Convinzioni individuali: Riguarda le credenze personali sulle proprie abilità nel portare a termine con successo compiti scolastici specifici
Caratteristiche delle convinzioni di autoefficacia:
Multidimensionalità: Le convinzioni riguardano diversi ambiti di funzionamento;
es uno studente può avere livelli di autoefficacia differenti in matematica rispetto all'italiano.
Dipendenza dal contesto: È fondamentale che il contesto supporti l’autoefficacia fin dall'infanzia. Un ambiente poco
favorevole può compromettere la percezione di autoefficacia nei bambini. Un numero elevato di contesti
caratterizzati da bassa autoefficacia può portare a una diminuzione dell'autostima e della motivazione.
Criteri di prestazione: Le convinzioni si basano su criteri di prestazione legati al successo
nella risoluzione di problemi specifici, piuttosto che su standard normativi.
Aspettative: Rappresentano le convinzioni relative alla possibilità di realizzare obiettivi in determinate circostanze
PENSIERI DISFUNZIONALI:
La modalità di codifica delle info e la scelta di strategie adeguate a specifiche situazioni possono essere influenzate sia da deficit
cognitivi riguardanti il processo di elaborazione dei feedback ambientali, sia da valutazioni personali distorte. I pensieri
disfunzionali sono convinzioni, sistemi di valutazione degli eventi e delle persone che influenzano negativamente la
capacità di problem solving e di fronteggiamento di eventi stressanti, ostacolando un uso adeguato delle
risorse mentali. L’elevata frequenza di pensieri disfunzionali è tipica sia dei comportamenti di
internalizzazione (es: ansia, depressione, isolamento sociale), che di esternalizzazione (es: aggressività)
TIPICHE FORME DI PENSIERI DISFUNZIONALI:
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Sono forme di pensiero “irrazionali”, non funzionali. Il problema insorge quando questi pensieri diventano
convinzioni e credenze radicate. Una elevata frequenza di pensieri disfunzionali favorisce l’attivazione di stati emotivi
negativi; può quindi inibire la messa in atto di adeguate strategie per fronteggiare una determinata situazione
Es ragazzo che deve ottenere sempre prestazioni eccellenti: appena incontra un ostacolo va in frustrazione. Anche qui, il
contesto è molto impattante nel portare il soggetto a sviluppare pensieri disfunzionali (es. genitori che non
dicono mai “No” possono portare il figlio a sviluppare pretese eccessive sugli altri e sulle condizioni di vita)
Le persone con un basso senso di autoefficacia, di fronte a situazioni difficili, avranno difficoltà ad
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ATTRIBUZIONI DI CAUSA:
La convinzione di poter controllare il proprio processo di apprendimento, insieme alla capacità
di identificare le cause dei propri successi e fallimenti, costituisce una risorsa fondamentale per gli studenti
Esiste uno schema bidimensionale per la classificazione delle cause (Weiner):
LOCUS della Causa: Interno: Relativo a fattori personali (abilità, sforzo) Esterno: Relativo a fattori esterni (circostanze, fortuna)
STABILITÀ: Stabile: Caratteristiche permanenti (es. abilità, caratteristiche del compito) Instabile: Caratteristiche modificabili (es. impegno, casualità)
CONTROLLABILITÀ (aggiunta successiva da Weiner ): Rappresenta la percezione dell’osservatore riguardo alla presenza o assenza di controllo volontario sulla causa attribuita
Questi elementi sono cruciali per comprendere come gli studenti interpretano le loro esperienze di apprendimento
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Individui che hanno scarsa autoefficacia pensano che qualsiasi sforzo volto a modificare un determinato stato
di cose sia inutile, di conseguenza realizzano pochi cambiamenti anche in contesti che offrono parecchie opportunità. Non credono
nel fatto che le abilità personali si accrescano grazie all’impegno (ritenuto inutile, dal momento che ritengono di avere scarse capacità)
Soggetti con impotenza appresa tenderanno a fare attribuzioni interne e stabili per insuccessi
(abilità: “sono incapace”) e attribuzioni esterne per successi (fortuna, compito facile) bias di attribuzione causale
A questo si aggiungono forti stati emotivi negativi: ANSIA, Individui particolarmente ansiosi, che devono affrontare
situazioni che richiedono un particolare impegno, prevedono un fallimento e manifestano un tipico comportamento di evitamento del compito.
Sono, quindi, soggetti che presentano una forte ANSIA DA PRESTAZIONE:
è strettamente collegata ai pensieri disfunzionali, ad inadeguate attribuzioni di causa e convinzioni di controllo e ad una bassa autoefficacia
Comprende fattori psicofisiologici (attivazione del SNA e sintomi neurovegetativi) e processi cognitivi: è infatti
associata ad errori di elaborazione delle informazioni, caratterizzanti da anticipazioni catastrofiche, e ad autosvalutazione Es Paura dell’esame:
valutazioni negative (non ce la posso fare, sono incapace) sintomi neurovegetativi (sudorazione, coliche) l’ansia
diventa anticipatoria tutto ciò li predispone all’insuccesso questo insuccesso conferma il tutto circolo vizioso
Ecco perché lo stato di impotenza viene appreso dopo una serie di insuccessi
FATTORI CONTESTUALI: Famiglia, Scuola
fattori individuali e contestuali= LEARNED HELPLESSNESS
Famiglia e scuola influenzano l’evoluzione cognitiva (l’apprendimento), ma soprattutto sono i principali contesti di socializzazione: influenzano
attitudini e valori, emozioni, percezione di sé e delle relazioni con gli altri (essenziali per un buon adattamento sociale e culturale)
FAMIGLIA:
Genitori che forniscono feedback, cura e guida, solitamente hanno figli con inclinazione positiva nei confronti delle razioni sociali,
adeguate competenze personali e un sufficiente livello di autonomia. La percezione di godere del sostegno sociale
aiuta a diminuire gli effetti motivazionali negativi derivanti da esperienze spiacevoli. Quando i bambini notano che i
genitori incoraggiano la loro autonomia sviluppano un senso di competenza, forti convinzioni di poter esercitare
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SCUOLA:
L’atteggiamento dell’insegnante svolge un ruolo chiave sui risultati dei singoli studenti, anche semplicemente
comunicando loro le modalità comportamentali che ci si aspetta che essi mettano in atto.
Stili educativi ed obiettivi:
OBIETTIVI DI PRESTAZIONE: insegnanti che utilizzano criterio comparativi di valutazione
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OBIETTIVI DI PADRONANZA: docenti che promuovono lo sviluppo delle abilità
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Stili educativi e controllo del processo di apprendimento:
ALTA AUTONOMIA: docenti che motivano i ragazzi supportando i loro bisogni di autorealizzazione e
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ALTO CONTROLLO: docenti che guidano il processo di apprendimento degli studenti mediante feedback riferiti alla
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RAPPORTO INSEGNANTE ALUNNO: punto cardine nell’adattamento dei ragazzi alla scuola
Se caratterizzato dall’affetto, dell’assenza di conflitto e da una chiara e aperta comunicazione favorisce un buon adattamento
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