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ESOFAGO, perchè l'esofago tende a risalire? perchè i visceri della…
ESOFAGO
caratteristiche generali
organo cavo impari e mediano, con diametro di 2-2.5 cm e lunghezza di 25-28 cm, che collega la faringe allo stomaco, da C6/C7 (posteriormente alla cartilagine cricoide) fino a T11
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NON ha andamento rettilineo, ma presenta curvature sia sul piano frontale sia su quello sagittale
nel primo tratto la convessità è rivolta verso sinistra; mentre sul piano sagittale segue la cifosi toracica
anche il lume non è costante, ma presenta restringimenti
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il lume ha una forma stellata a causa della presenta di pieghe temporanee formate dalla sottomucosa, che quando passa il bolo si distende
3 porzioni
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porzione cervicale
lunga circa 5 cm, termina in corrispondenza dell’incisura giugulare dello sterno
DIVERTICOLI
sono delle sacche formate da estroflessioni della parete dell'esofago e che possono essere causati da un'eccessiva trazione o da processi infiammatori
la parete muscolare diventa lassa e perde elasticità e le tonache sottomucosa e mucosa si insinuano tra le fibre muscolari creando una sacca
si formano in punti di fragilità della parete come ad esempio al di sopra della porzione anulare del muscolo cricotiroideo (triangolo di Killian)
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generalmente i diverticoli non regrediscono spontaneamente, ma bisogna intervenire chirurgicamente
la loro presenza favorisce il ristagno del bolo alimentare, con conseguente aumento del rischio di infezioni e di processi infiammatori
RAPPORTI
porzione cervicale
lateralmente è in rapporto con i lobi della tiroide, con il fascio vascolonervoso del collo (carotide comune, giugulare interna e nervo vago) e con il nervo laringeo ricorrente di sinistra
posteriormente è in rapporto con la fascia cervicale, con tessuto connettivo e con le vertebre cervicali
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porzione toracica
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porzione ipobronchiale (inferiormente alla biforcazione tracheale, addossata alla colonna vertebrale (mediastino posteriore)
posteriormente è in rapporto con la colonna vertebrale e a livello di T8/T9 con l'aorta toracica (che prima si trova a sinistra, ma scendendo si sposta posteriormente)
lateralmente a destra è in rapporto con l'arco della vena azygos, con la pleura/faccia mediastinica del polmone destro
anteriormente con il sacco pericardico e il cuore (in particolare con la faccia posteriore dell'atrio sinistro) e con l'arteria polmonare sinistra
lateralmente a sinistra è in rapporto con la vena polmonare inferiore sinistra e con la pleura/faccia mediastinica del polmone sinistro
porzione diaframmatica
anteriormente con le fibre del pilastro sinistro del diaframma, in piccola parte col fegato e con il tronco vagale anteriore e posteriore
posteriormente è in rapporto con il pilastro sinistro del diaframma, con i nervi frenici inferiori e con i vasi splancnici di sinistra
ANATOMICA MICROSCOPICA
TONACA SOTTOMUCOSA
costituita da tessuto connettivo lasso ricco di fibre elastiche contenente ghiandole con funzione protettiva e lubrificante, oltre al plesso nervoso sottomucoso
nella porzione prossimale e in quella distale le ghiandole mucose sono contenute nella lamina propria e i dotti escretori si dirigono verso l'epitelio
nella porzione intermedia invece le ghiandole sono contenute nella tonaca sottomucosa e i loro dotti escretori attraversano la muscolari mucosae, la lamina propria e l'epitelio
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TONACA MUSCOLARE
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caratteristiche
nel 1/3 prossimale il muscolo è striato volontario (fa seguito ai muscoli costrittori ed elevatori della faringe) perchè la fase inziale della deglutizione è volontaria
a circa 2 cm dal muscolo cricofaringeo, le fibre longitudinali dell'esofago divergono lateralmente:
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nei 2/3 distali il muscolo diventa liscio e involontario, adattandosi alle funzioni peristaltiche del tubo digerente
a differenza della faringe, a livello del diaframma le fibre dell'esofago non si fondono con quella del diaframma, ma sono separate da strutture connettivali
la fascia diaframmatica, in corrispondenza dell'orifizio esofageo, si sdoppia in due foglietti che formano due legamenti esofagei che ancorano l'esofago al diaframma per evitare la formazione dell'ernia iatale
l'ernia iatale accade quando l'esofago risale attraverso lo iato esofageo e i legamenti esofagei impediscono proprio questo
TONACA MUCOSA
epitelio pavimentoso pluristratificato non cheratinizzato con funzione di protezione e non vascolarizzato
lamina propria di tessuto connettivo lasso altamente vascolarizzato e innervato, ricco di fibre elastiche e di aggregati linfoidi
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muscolaris mucosae formata da uno o più strati di muscolatura liscia disposti in maniera longitudinale che hanno il compito di svuotare le ghiandole
la giunzione gastroesofagea divide l'epitelio pavimentoso della mucosa dell'esofago dall'epitelio cilindrico semplice ricco di ghiandole gastriche tipico dello stomaco
SFINTERI ESOFAGEI
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tra esofago e stomaco si forma l'angolo di Hiss, non ancora presente nei neonati (perchè l'esofago è rettilineo) motivo per cui essi tendono a rigurgitare più facilmente
VASCOLARIZZAZIONE
arterie
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porzione addominale
rami esofagei forniti dall'arteria gastrica sinistra, ramo del tronco celiaco
porzione cervicale
rami esofagei che originano dall'arteria tiroidea inferiore, ramo del tronco tireocervicale derivante dalla succlavia
vene
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porzione addominale
vene esofagee che confluiscono nella vena gastrica sinistra che è una delle tributarie della vena porta
porzione cervicale
vene esofagee che confluiscono nelle vene tiroidee inferiori o direttamente nella vena brachiocefalica di sinistra
ANASTOMOSI PORTO-CAVALI
sono dei collegamenti tra il sistema portale epatico e il sistema delle vene cave a livello della porzione addominale dell'esofago
in condizioni fisiologiche, le vene presentano una parete elastica e il sangue, non incontrando resistenze, può confluire o verso la vena porta (porzione addominale) o verso la vena cava superiore (porzione toracica)
in condizioni patologiche epatiche (cirrosi o fibrosi epatica), il sangue arriva al fegato tramite la vena porta, ma non riesce a confluire nelle vene interlobulari e nei sinusoidi epatici
di conseguenza si verifica un'inversione del flusso venoso, di nuovo verso il plesso venoso e poi nelle vene azygos che raggiungeranno la vena cava superiore
il plesso venoso esofageo però non riesce a sostenere l'aumento di pressione, di conseguenza le pareti perdono elasticità, portando alla formazione di dilatazioni patologiche note come VARICI ESOFAGEE
esse assumono l'aspetto di sacchetti venosi in cui il sangue tende a ristagnare rischiando di lacerare le pareti, causando sanguinamenti o emorragie
DRENAGGIO LINFATICO
l'esofago possiede un plesso linfatico sviluppato con capillari che originano nella tonaca mucosa e convogliano la linfa verso l'esterno attraverso collettori di calibro maggiore situati nella tonaca avventizia che drenano infine nei linfonodi iuxtaesofagei
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flusso bidirezionale
la linfa può invertire il proprio decorso: dalla porzione toracica può portarci verso il basso verso la cavità addominale e viceversa
questo può essere una delle spiegazioni della localizzazione delle metastasi di tumori esofagei e di tumori gastrici
tumori esofagei che si sviluppano nella porzione toracica possono dare metastasi nell'addome e viceversa
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perchè l'esofago tende a risalire? perchè i visceri della cavità addominale creano una pressione maggiore rispetto alla cavità toracica