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DINAMICHE MULTICULTURALI DI IERI E DI OGGI - Coggle Diagram
DINAMICHE MULTICULTURALI DI IERI E DI OGGI
La multiculturalità non è una novità:
La compresenza di più culture non è un fenomeno esclusivo della nostra epoca.
Già nell'antichità (presso i Greci e i Romani) e attraverso invasioni e guerre (come l'Impero romano o l'espansione araba), le culture si sono sempre mescolate.
La nascita degli Stati moderni:
Tra il Quattrocento e il Cinquecento, con l'accentramento del potere e la nascita dello Stato moderno
si sono definiti confini territoriali precisi e un'unità linguistica e culturale, lasciando spesso spazio a minoranze interne.
Le grandi migrazioni e il "Nuovo Mondo":
La colonizzazione delle Americhe, l'immigrazione europea tra l'Ottocento e il Novecento e la drammatica tratta dei neri (con la deportazione di milioni di africani come schiavi)
hanno profondamente plasmato la fisionomia sociale e culturale d'oltreoceano (dando vita a generi come il blues e il jazz).
L'Europa è diventata terra di immigrazione a causa di tre fattori principali:
La decolonizzazione di Asia e Africa, che ha lasciato instabilità e povertà.
Il crollo dei regimi comunisti nell'Est europeo (1955-1991).
Crisi e guerre locali, come quelle legate alla "Primavera araba" in Medio Oriente e Nord Africa.
I flussi migratori recenti (dal '900 a oggi):
Uguaglianza, diritti e il valore della differenza
Uguaglianza formale e sostanziale:
Con l'Illuminismo e le Costituzioni moderne si afferma l'uguaglianza formale (tutti uguali davanti alla legge)
A questa si affianca l'uguaglianza sostanziale, che impone allo Stato di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano di fatto la libertà dei cittadini.
Dalla tolleranza religiosa al prospettivismo:
Nilo nei secoli passati filosofi come Locke e Voltaire hanno lottato per la tolleranza religiosa.
ma una pluralità di punti di vista legati ai diversi contesti culturali. A ciò si uniscono le lotte dei movimenti sociali (es. il femminismo) per valorizzare la propria specificità.
Nel Novecento si afferma il prospettivismo, ossia la consapevolezza che non esiste un'unica visione della realtà,