Il suo successo venne offuscato da quello di Racine, che divenne celebre già con il suo primo capolavoro, Andromaca (1667), a cui seguirono Britannico (1669), Berenice (1670), Mitridate (1673) e Fedra (1677), opere sempre costruite seguendo le regole dei modelli classici. La distanza tra i due autori dipende soprattutto dalla diversa concezione dell'individuo: infatti, se Corneille esalta il libero arbitrio, mettendo in primo piano la volontà dell'eroe, che non arretra di fronte agli ostacoli, Racine, il cui pensiero rivela un sostanziale pessimismo sulla libertà della natura humana, ritiene, al contrario, impossibile resestre alla forza travolgente delle passioni.