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La cappella Brancacci - Coggle Diagram
La cappella Brancacci
Luogo e decorazione
Si trova nel transetto destro della chiesa del Carmine a Firenze; prende il nome da Felice Brancacci, mercante di seta e patrono dal 1422 al 1436
Masolino e Masaccio iniziano nel 1424: progettano insieme il ciclo e si dividono equamente il lavoro; nel 1428 Masaccio parte per Roma e gli affreschi restano incompiuti
Filippino Lippi completa il ciclo nel 1481–1482; nel Settecento vengono rifatte la volta e aperta una finestra sulla parete di fondo
Il restauro del 1990 rivela sinopie, cioè disegni preparatori, che confermano la stretta collaborazione tra Masolino e Masaccio
Il tributo della moneta
Dal Vangelo di Matteo: al centro l’esattore chiede la tassa e Gesù indica a Pietro di pescare; a sinistra Pietro trova la moneta nel pesce; a destra paga l’esattore
La prospettiva centrale unifica i tre momenti: il punto di fuga è nella testa di Gesù, centro dello spazio e del significato della scena
Il paesaggio lontano e il cielo con nuvole e luce intensa appaiono naturali; i panneggi evidenziano il volume delle figure, solide e solenni come statue
Gli apostoli esprimono nobiltà morale e l’ideale del buon cittadino; il tema della tassa richiama il Catasto fiorentino del 1427, sostenuto da Felice Brancacci
Cacciata di Adamo ed Eva
Adamo ed Eva sono cacciati dal Paradiso dopo il peccato originale; la loro nudità esprime la fragilità della condizione umana
Adamo si piega e si copre il volto per vergogna e disperazione; Eva urla di dolore e si copre il corpo, richiamando la Venere pudica dell’arte greca
Anatomia precisa, posture e gesti espressivi rendono le figure vive e vere; la drammaticità e il naturalismo avvicinano Masaccio a Donatello
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