Dopo la morte, il suo collaboratore Brini si occupa delle carte, introducendo nuove suddivisioni, tra cui la serie “Aggiunte”, e redige un inventario manoscritto, donando l’archivio alla Regia Biblioteca Universitaria di Bologna. Dopo 60 anni, i bibliotecari avviarono nuovi interventi di ordinamenti e segnatura dei fascicoli. In questa fase, anche l’inventario manoscritto di Brini, inizialmente composto da fogli sciolti, venne numerato meccanicamente e rilegato.