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LE PERICARDITI (AGGIORNAMENTO: DIAGNOSI E TERAPIA) - Coggle Diagram
LE PERICARDITI (AGGIORNAMENTO: DIAGNOSI E TERAPIA)
DIAGNOSI
ANAMNESI E ESAME OBIETTIVO:
rilevazione del dolore toracico e di eventuali sfregamenti pericardici
ESAMI DI LABORATORIO:
indici di flogosi e di miocardio-necrosi:
generalmente normali (tranne che nelle forme epistenocardiche post-infartuali)
possibile lieve innalzamento dei marker di necrosi per estensione della flogosi miocardica (senza ischemia)
ormoni tiroidei e TSH: esclusione di pericardite associata a mixedema
uricemia: esclusione di pericardite associata a iperuricemia
ESAMI STRUMENTALI:
elettrocardiogramma (ECG): progressione trifasica tipica
stadio 1: sopraslivellamento del tratto ST "a sella" diffuso a quasi tutte le derivazioni (escluso aVR e V1), utile per la diagnosi differenziale con STEMI
stadio 2: scomparsa del ST e comparsa di sottoslivellamento del tratto PQ diffuso
stadio 3: comparsa di onde T invertite dopo alcuni giorni
stadio 4: normalizzazione del tracciato ECG
ecocardiogramma:
evidenziazione di versamento pericardico anche minimo (foglietti iper-ecogeni separati da spazio anecogeno)
rilevazione di eventuale ispessimento pericardico (sensibilità e specificità intorno al 90%)
radiografia del torace:
poco utilizzata, evidenzia solo versamenti abbondanti (volume maggiore di 200 ml) con tipica ombra cardiaca "a fiasca"
ESAMI MICROBIOLOGICI:
emocoltura in caso di sospetta pericardite batterica
DIAGNOSI DIFFERENZIALE: PERICARDITE VS STEMI
DOLORE TORACICO:
pericardite: retrosternale e precordiale, urente/puntorio, dipendente da decubito e respirazione
stemi: retrosternale e precordiale, costrittivo-gravativo, indipendente da decubito e respirazione
ESAMI DI LABORATORIO (MIOCARDIO-NECROSI):
pericardite: normali o lievemente aumentati (tranne nelle forme epistenocardiche)
stemi: marcatamente aumentati
QUADRO ECGRAFICO:
pericardite: sopraslivellamento ST diffuso, sottoslivellamento PQ diffuso, onde T invertite
stemi: sopraslivellamento ST localizzato a poche derivazioni corrispondenti all'area necrotica, presenza di onde Q patologiche
TERAPIA
PERICARDITE ACUTA:
prima linea:
FANS (es. acido acetilsalicilico o ibuprofene)
colchicina (riduce il rischio di recidive; durata minima di 3 mesi o 6 mesi in caso di recidiva)
seconda linea:
corticosteroidi (utilizzabili solo dopo aver escluso con certezza l'eziologia batterica per evitare il rischio di neutropenia e depressione immunitaria)
PERICARDITI SECONDARIE:
trattamento mirato della causa sottostante con terapia specifica