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GESTIONE DELL'ARRESTO CARDIACO E PRE-ARRIVAL CARE - Coggle Diagram
GESTIONE DELL'ARRESTO CARDIACO E PRE-ARRIVAL CARE
CONTESTI CLINICI E CATENA DI SOPRAVVIVENZA
DIFFERENZIAZIONE DEI CONTESTI
IHCA (In-Hospital Cardiac Arrest): arresto cardiaco in ambiente ospedaliero, gestito direttamente dal personale sanitario avanzato secondo protocolli clinici integrati.
OHCA (Out-Of-Hospital Cardiac Arrest): arresto cardiaco extra-ospedaliero; la gestione iniziale si integra con le fasi di soccorso laico e territoriale prima dell'arrivo in ospedale.
CATENA DI SOPRAVVIVENZA
Pre-arrival care: allarme precoce, RCP precoce (compressioni) e uso tempestivo del DAE da parte di astanti o soccorritori laici.
Emergency medical service (EMS): soccorso avanzato pre-ospedaliero (supporto vitale avanzato, farmaci, vie aeree avanzate, defibrillazione).
Emergency department / Intensive care: ricovero ospedaliero, gestione post-rianimazione, ECMO e trattamento mirato delle cause reversibili.
Nota statistica: l'efficacia decade drasticamente nel tempo; ogni minuto di ritardo riduce le probabilità di sopravvivenza del $7-10\%$.
FASE DI PRE-ARRIVAL CARE (SOCCORSO LAICO)
ALLARME E ATTIVAZIONE DEI SOCCORSI
Contattare immediatamente il 118 o il 112 (numero unico europeo).
In presenza di più persone, evitare il fenomeno dello "scarico di responsabilità" indicando un soggetto specifico a cui affidare la chiamata. L'operatore centrale può guidare passo-passo le manovre di emergenza.
COMPRESSIONI TORACICHE (CHEST COMPRESSIONS)
Posizione del paziente: supino su una superficie rigida e piana (es. pavimento).
Sede: metà inferiore dello sterno (incrocio tra la linea bis-capezzolare e lo sterno, circa due dita sopra il processo xifoideo).
Parametri tecnici:
Frequenza: circa $100\text{ bpm}$.
Profondità: $5-6\text{ cm}$ negli adulti (non temere eventuali fratture costali, prioritarie rispetto al danno d'arresto).
Tecnica: braccia tese e rigide, fulcro sull'articolazione coxo-femorale, rilascio completo del torace dopo ogni compressione senza mai staccare le mani.
Emodinamica garantita: le compressioni generano una pressione arteriosa media ($\text{PAM}$) di circa $30-40\text{ mmHg}$, sufficiente a garantire una minima perfusione critica per cuore e cervello.
Controllo del ritmo: ogni $2\text{ minuti}$ interrompere brevemente per rivalutare il polso centrale (carotideo) o verificare il monitoraggio del DAE.
DEFIBRILLATORE SEMI-AUTOMATICO ESTERNO (DAE / AED)
Dispositivo intuitivo guidato da comandi vocali registrati.
Posizionamento delle piastre (pads) come illustrato sulle stesse, allontanamento dei soccorritori e analisi automatica del ritmo:
Ritmo defibrillabile: il DAE eroga automaticamente o guida all'erogazione dello shock.
Ritmo non defibrillabile: il dispositivo indica di proseguire immediatamente con le compressioni toraciche.
VENTILAZIONE E RAPPORTO COMPRESSIONE-VENTILAZIONE
Manovra di disostruzione e apertura: controllo del cavo orale ed esecuzione della manovra di estensione del capo e sollevamento del mento (head tilt - chin lift), salvo sospetto trauma cervicale.
Tecnica bocca-a-bocca: chiusura ermetica delle narici, insufflazione della durata di $1\text{ secondom}$ verificando il sollevamento toracico ($1-2\text{ cm}$), attendendo $2\text{ secondi}$ per l'espirazione passiva.
Rapporti standard (Compression-Ventilation Ratio):
1 soccorritore (adulto): rapporto $30:2$
2 soccorritori o pediatrico: rapporto $15:2$
Metodo Compression-Only: considerata l'uguale efficacia statistica sulla sopravvivenza rispetto al metodo convenzionale e il rischio di esitazione o interruzioni prolungate da parte dei laici, la sola esecuzione delle compressioni toraciche è ampiamente raccomandata nella rianimazione di base.