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EPATITE AUTOIMMUNE (AIH / AHI) - Coggle Diagram
EPATITE AUTOIMMUNE (AIH / AHI)
DEFINIZIONE ED EPIDEMIOLOGIA
definizione: patologia infiammatoria cronica e progressiva del parenchima epatico ad eziologia autoimmune, caratterizzata da reazione immunitaria diretta contro auto-antigeni epatocitari con necrosi d'interfaccia (piecemeal necrosis) nello spazio peri-portale
epidemiologia e associazioni:
nettissima prevalenza nel sesso femminile
frequente associazione con altre malattie autoimmuni sistemiche o d'organo (es. tiroidite di Hashimoto, artrite reumatoide, celiachia, diabete tipo 1)
distribuzione di incidenza bimodal-bifasica (primo picco in età giovanile/pediatrica, secondo picco verso i $50\text{ anni}$)
CLASSIFICAZIONE IN BASE AI PROFILI DI AUTOANTICORPI
tipo 1 e tipo 3 (circa 75% dei casi):
età di insorgenza: prevalente nell'età adulta
autoanticorpi carotterizzanti:
tipo 1: ANA (anticorpi anti-nucleo) e ASMA (anticorpi anti-muscolo liscio)
tipo 3: anticorpi anti-SLA (solubile liver antigen) e anti-LP (liver-pancreas)
decorso clinico: spettro di gravità variabile, buona responsività iniziale alla terapia immunosoppressiva, rischio di recidiva a lungo termine
tipo 2 (circa 25% dei casi):
età di insorgenza: prevalentemente giovanile/pediatrica
autoanticorpi caratterizzanti: anti-LKM1 (microsomi epatici e renali di tipo 1) e/o anti-LC1 (citosol epatico)
decorso clinico: forma ad esordio più severo ed aggressivo, scarsa risposta o refrattarietà al trattamento standard e riscontro di recidiva a lungo termine prossimo al $100\%$
EZIOPATOGENESI ED ELEMENTI SCATENANTI
predisposizione genetica: associazione stretta con specifici aplotipi del complesso maggiore di istocompatibilità (HLA-B8, HLA-DR3, HLA-DR4 / HLA-DR$\beta$1)
fattori ambientali e slatentizzazione:
trigger infettivi virali (in particolare HSV, CMV, EBV) scatenanti risposte autoimmuni mediante meccanismi di mimetismo molecolare
variazioni dell'assetto ormonale ed immunitario legati alla gravidanza o al post-partum
QUADRO CLINICO E LABORATORISTICO
sintomatologia generale: esordio subdolo e sfumato caratterizzato da astenia profonda, epatomegalia dolorosa (tensione in ipocondrio destro) ed amenorrea secondaria nella donna (da ridotta clearance epatica e conseguente alterazione del catabolismo degli estrogeni)
profilo di laboratorio:
fase iniziale di citolisi: marcato incremento delle transaminasi (AST e ALT $5-10$ volte i limiti superiori) e iperbilirubinemia a prevalenza diretta
fase avanzata / danno parenchimale: ipoalbuminemia, allungamento del tempo di protrombina ($\uparrow \text{PT-INR}$) e caratteristica ipergammaglobulinemia policlonale (elevati livelli di IgG plasmatiche)
indici di colestasi (FA e $\gamma\text{GT}$): di norma normali o solo lievemente alterati, poichè i dotti biliari non rappresentano il target primario del processo infiammatorio
diagnostica differenziale: costante negatività per i marcatori sierologici e molecolari di epatite virale primaria (HAV, HBV, HCV, HDV, HEV)
CRITERI DIAGNOSTICI E TRATTAMENTO
sistemi di punteggio (AIH-score semplificato):
diagnosi formulata mediante l'impiego dello score semplificato che integra: titolo degli autoanticorpi specifici (ANA, ASMA, anti-LKM), livelli di IgG sieriche, reperto istologico della biopsia epatica (necrosi d'interfaccia) ed assenza di marcatori di epatite virale
un valore di score $\ge 7$ pone diagnosi di epatite autoimmune certa ($\ge 6$ probabile)
schema terapeutico in due fasi:
1. fase di induzione: finalizzata allo spegnimento acuto della flogosi parenchimale; basata sull'impiego di corticosteroidi ad alte dosi (es. prednisone)
2. fase di mantenimento: finalizzata alla prevenzione delle recidive; basata sulla somministrazione di Azatioprina (analogo purinico) associata al descalage graduale e progressivo del cortisonico fino alla sospensione
criteri di monitoraggio e sospensione del trattamento:
follow-up periodico basato sulla normalizzazione completa delle transaminasi e delle IgG
il tentativo di sospensione della terapia richiede almeno 3 anni di remissione clinica, biochimica e di laboratorio stabile e deve essere sempre preceduto da una biopsia epatica di controllo per confermare la totale risoluzione della flogosi istologica