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EPATITE C (HCV) - Coggle Diagram
EPATITE C (HCV)
DEFINIZIONE ED EPIDEMIOLOGIA
definizione: epatite infettiva acuta ad eziologia virale (virus ad RNA monocatenario a polarità positiva, ssRNA) ad elevatissima tendenza alla cronicizzazione
eterogeneità genomica: presenza di $7$ genotipi virali differenti (in Europa prevale il genotipo 2B), caratterizzati da una diversa prognosi, velocità di progressione e risposta al trattamento
epidemiologia: rappresenta la forma di epatite cronica di origine virale a maggiore prevalenza nella popolazione generale
EZIOPATOGENESI E STORIA NATURALE
modalità di trasmissione:
via parenterale / ematica: via principale di trasmissione (esposizione a sangue o emoderivati infetti, strumentario medico o estetico non sterile, scambio di siringhe)
via sessuale: meno efficiente rispetto ad HBV
via verticale (perinatale): trasmissione feto-materna con efficienza inferiore rispetto ad HBV
fase acuta e trend di cronicizzazione:
esordio clinico: asintomatica nell' $80\%$ dei casi, sintomatica nel $20\%$, eccezionalmente fulminante ($< 1\%$)
sierologia in acuto: produzione di anticorpi non neutralizzanti (la presenza di Ig anti-HCV indica l'avvenuto contatto ma non l'avvenuta eradicazione)
esito dell'infezione acuta: risoluzione spontanea solo nel $20\%$ dei casi (guarigione cellulo-mediata mediata dai linfociti T citotossici, favorita nel sesso femminile e nei soggetti giovani); cronicizzazione nel restante $80\%$ dei casi (andamento opposto ad HBV)
fase cronica ed evoluzione:
decorso paucisintomatico o asintomatico per decenni con lento e progressivo accumulo di fibrosi
rischio evolutivo a lungo termine verso la cirrosi epatica e le sue complicanze (scompenso idropico, insufficienza epatica ed epatocarcinoma / HCC)
APPROCCIO TERAPEUTICO INNOVATIVO (DAA)
agenti antivirali diretti (DAA - Direct Acting Antivirals):
trattamento di scelta di prima linea per via orale che ha soppiantato l'uso di Interferone ed Anti-metaboliti (Ribavirina)
garantiscono un tasso di eradicazione e guarigione virologica completa ($SVR$) $> 95\%$ dei pazienti
classi farmacologiche principali:
inibitori della RNA-polimerasi RNA-dipendente (NS5B): desinenza "-buvir" (es. Sofosbuvir)
inibitori della proteasi virale (NS3/4A): desinenza "-previr"
inibitori del complesso di replicazione e assemblaggio (NS5A): desinenza "-asvir"
monitoring del follow-up: valutazione della risposta virologica sostenuta tramite dosaggio dell'HCV-RNA plasmatico a 12 settimane/12 mesi dal termine del ciclo terapeutico
MANIFESTAZIONI EXTRAEPATICHE DA IPERSTIMOLAZIONE B-CELLULARE
vasculite crioglobulinemica:
fisiopatologia: l'HCV è il principale agente infettivo in grado di indurre una stimolazione B-linfocitaria policlonale o monoclonale con produzione di crioglobuline (IgM con attività di fattore reumatoide che precipitano a temperature $< 37^\circ\text{C}$)
sottotipi di crioglobuline: tipo 1 (esclusivamente monoclonali, tipiche di MM/LnH); tipo 2 (miste: Ig monoclonali ad attività di fattore reumatoide dirette contro IgG policlonali, tipiche di HCV); tipo 3 (interamente policlonali)
quadro clinico da deposizione di immunocomplessi (IC): porpora palpabile agli arti inferiori (vasi sottocutanei), glomerulofrite membranosa o membranoproliferativa con sindrome nefrosica (microcircolo renale), polineuropatia periferica (vasa nervorum)
linfomi non-hodgkin a cellule B (LnH-B):
aumentato rischio di patologie linfoproliferative B-derivate secondarie alla stimolazione antigenica cronica (linfoma marginale, linfoma centrofollicolare, LLC)
ITER DIAGNOSTICO E VALUTAZIONE DELLA FIBROSI
esami di laboratorio:
transaminasi (AST/ALT): fluttuanti o persistentemente elevate; nel $20-30\%$ dei soggetti con infezione cronica attiva le transaminasi possono risultare normali (la normalità non esclude la progressione della fibrosi)
sierologia (Ig anti-HCV): test di screening per la ricerca degli anticorpi anti-HCV; dimostra unicamente l'avvenuto contatto primario
indagini molecolari (RT-PCR per HCV-RNA): la ricerca quantitativa dell'HCV-RNA nel sangue è il marker di attiva replicazione virale e di infezione in atto; la tipizzazione qualitativa definisce il genotipo virale specifico
stadiazione della fibrosi epatica:
elastografia epatica (FibroScan): metodica non invasiva basata sugli ultrasuoni per la quantificazione della rigidità del parenchima epatico; ottimale nel follow-up e nella scelta del timing terapeutico per HCV
biopsia epatica: riservata unicamente ai casi dubbi o complessi per l'invasività della procedura