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((I governi post-unitari dovettero affrontare il collasso finanziario…
I governi post-unitari dovettero affrontare il collasso finanziario dovuto all'unificazione dei debiti pubblici dei vecchi stati preunitari.
Liberismo economico: Furono abbattute le barriere doganali interne ed estesi a tutta la penisola le tariffe doganali piemontesi (molto basse). Questa scelta espose la debole industria del Sud alla concorrenza delle merci del Nord e straniere, provocandone il crollo.
Infrastrutture e trasporti: Lo Stato investì massicciamente per creare un mercato nazionale unico, quadruplicando la rete ferroviaria tra il 1861 e il 1875 per collegare il Paese.
L'ossessione del "Pareggio di Bilancio": Guidata dal ministro Quintino Sella, la Destra applicò una rigidissima politica di austerità . Per risanare le casse dello Stato si puntò sulle imposte indirette (tasse sui consumi).
La tassa sul macinato (1868): Fu una vera e propria tassa sul pane. Colpì duramente le classi più povere, scatenando violentissime rivolte popolari in tutta Italia, represse nel sangue dall'esercito. Il pareggio fu raggiunto nel 1876.
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La società italiana era caratterizzata da una profonda frattura tra una ristrettissima élite dirigente e una massa popolare poverissima.
Analfabetismo drammatico: Oltre il 75% della popolazione non sapeva né leggere né scrivere (con punte del 90% nel Mezzogiorno). Quasi nessuno parlava la lingua italiana; si comunicava esclusivamente attraverso i dialetti locali.
Condizioni igienico-sanitarie pessime: La maggior parte della popolazione viveva ammassata in abitazioni malsane. Le malattie da denutrizione o da scarse condizioni igieniche erano diffusissime (pellagra, malaria, colera e tifo).
La questione meridionale e il Brigantaggio: Il Sud si sentì "conquistato" e non integrato. L'introduzione della leva militare obbligatoria (che sottraeva braccia al lavoro nei campi) e le nuove tasse crearono un profondo malcontento. Tra il 1861 e il 1865 esplose il brigantaggio, una violenta rivolta contadina e legittimista che lo Stato represse duramente con l'esercito.
La frattura con i cattolici: Il completamento dell'Unità con la presa di Roma (1870) provocò la rottura con la Chiesa. Con il Non Expedit (1874), Papa Pio IX vietò ai cattolici di partecipare alla vita politica del nuovo Stato, isolando ulteriormente le istituzioni dalla maggioranza della popolazione.
La SocietĂ : PovertĂ , Analfabetismo e Fratture
Nel 1861 l'Italia era un paese fortemente arretrato rispetto alle potenze industriali europee come Gran Bretagna e Francia.
Dominio dell'agricoltura: Circa il 70% della popolazione attiva lavorava la terra, ma la produttivitĂ era bassa a causa di strutture agrarie vecchie e frammentate.
Le tre Italie agricole:
Nord (Pianura Padana): Aziende agricole moderne di stampo capitalistico, con investimenti, impiego di manodopera salariata (braccianti) e rotazione delle culture.
Centro: Dominato dalla mezzadria. La terra era divisa in poderi dove il proprietario e il contadino si spartivano a metĂ i prodotti e le spese. Questo sistema garantiva la pace sociale ma frenava gli investimenti.
Sud: Dominato dal latifondo. Grandi proprietĂ terriere in mano a nobili assenteisti, coltivate a grano con metodi arcaici e contratti di lavoro precari (bracciantato o affitto a breve termine).
Industria quasi assente: Il settore industriale rappresentava meno del 20% del PIL ed era limitato ad alcune aree del Nord (soprattutto tessile in Piemonte e Lombardia). Mancavano carbone, ferro e capitali.
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