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MEDICINA DI LABORATORIO - Coggle Diagram
MEDICINA DI LABORATORIO
DEF: scienza quantitativa che misura la concentrazione di analiti nei fluidi biologici, esprimendo il risultato come valore numerico associato a un'unità di misura e a un intervallo di riferimento (referto), poi confrontati con intervalli di riferimento con lo scopo di assegnare significato diagnostico e clinico
utilità test biochimico clinico:
- diagnosi: confermare o escludere un sospetto patologico
- screening: indagini di prevenzione su soggetti asintomatici
- prognosi: valutare il rischio o predire l'evoluzione di una malattia
- follow up/monitoraggio terapeutico: seguire il decorso patologico o l'efficacia dei farmaci
percorso diagnostico: ciclo ideale che inizia dalla mente del medico (formulazione del quesito clinico e selezione del test) e vi ritorna con l'interpretazione del referto e l'azione terapeutica.
Una diagnosi accurata e tempestiva assicura al paziente le migliori terapie di cura, ma impatta sui processi di programmazione sanitaria e sui costi del sistema sanitario del paziente.
La richiesta di un test è appropriata solo se produce un beneficio clinico reale per il paziente, ottimizzando la diagnosi e riducendo al contempo i costi sanitari inutili
FASE PREANALITICA
Comprende selezione del test, identificazione del paziente, prelievo, trasporto, preparazione e conservazione del campione.
Rilevanza: è la fase meno controllata e causa circa il 70% degli errori totali del laboratorio
Matrici biologiche utilizzabili:
sangue (venoso, arterioso, capillare), urine (estemporanee o delle 24 ore), saliva, feci e liquor
principali cause di errore: campione emolizzato, insufficiente o coagulato
emolisi è causa di errori per il passaggio di emoglobina (e altre sostanze) dagli eritrociti al siero/plasma, può interferire con metodi di dosaggio colorimetrici/inibire reazioni
FASE ANALITICA
Esecuzione tecnica della misurazione.
Presenta un tasso di errore bassissimo grazie all'automazione, alla robotizzazione e ai controlli di qualità
FASE POSTANALITICA
Validazione, refertazione e interpretazione clinica dei risultati.
L'errore è molto basso
Risultati sono influenzati da variabilità analitica (dipendono da reagenti, calibratori, strumenti, operatori) e biologica
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PRELIEVO DI SANGUE
Plasma: prelievo trattato con anticoagulante, poi centrifugato
Siero: prelievo senza anticoagulante, poi centrifugato
Condizioni:
- digiuno: prelievo va eseguito di norma al mattino, a digiuno da 8–10 h.
- postura: il passaggio all'ortostatismo riduce il volume plasmatico del ~10%, concentrando le proteine e le macromolecole nel circolo.
- ritmi circadiani: variazioni fisiologiche nel corso della giornata (es. ACTH, cortisolo).
- interferenze farmacologiche: possono agire in vivo (effetto biologico reale) o in vitro (interferenza analitica con il dosaggio)
Errori nella preparazione del paziente: misura glicemia non effettuata a digiuno, misura di analiti in presenza di farmaci che interferiscono nel risultato, misura ormoni sensibili al ritmo circadiano
Tipi di interferenza:
- farmacologica (in vivo): diuretici, contraccettivi orali, morfina, vit K e D
- analitica (in vitro): può dare falsi risultati; interferenze di tipo fisico (fotometriche) e chimico (alterazioni nelle reazioni chimiche)
Anticoagulanti:
- EDTA: chelante irreversibile di Ca2+, per emocromo
- citrato di sodio: chelante rev Ca2+, per test coagulazione, rapporto 9:1
- eparina: potenzia antitrombina
Necessario corretto trasporto campione, tempi di consegna idonei.
Evitare esposizione a vibrazioni o scuotimenti del campione, esposizione a luce solare/calore, contaminazioni chimiche e microbiche
Criteri di non accettabilità: identificazione e dati mancanti, contenitore non idoneo, quantità insufficiente/prelievo scorretto, rapporto con anticoagulante scorretto o mancata aggiunta del conservante, alterazioni campione, conservazione non corretta