Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
EMERGENZE IN CURE PALLIATIVE E GESTIONE CLINICA DEL PAZIENTE CRITICO -…
EMERGENZE IN CURE PALLIATIVE E GESTIONE CLINICA DEL PAZIENTE CRITICO
APPROCCIO PALLIATIVO ALLE EMERGENZE
FILOSOFIA DI INTERVENTO
Il palliativista valuta l'emergenza in base all'aspettativa di vita, allo stadio di malattia e alla garanzia del benessere complessivo del paziente
Priorità: Controllo dell'ansia, del dolore e dei sintomi con sedazione palliativa mirata (senza indurre coma profondo, preservando la dignità)
PRINCIPALI EMERGENZE ONCOLOGICO-PALLIATIVE
SOFFOCAMENTO E OSTRUZIONE DELLE VIE AEREE
Eziologia e cause:
Compressione estrinseca o accrescimento endoluminale
Paralisi bilaterale delle corde vocali (stridore importante): trattamento con corticosteroidi (riduzione dell'edema) ed eventuale miscela elio-ossigeno (4:1) in posizione seduta
Inalazione di emorragia massiva (distretto cefalico o emottisi): gestione del sanguinamento esterno con garza grassa e acido tranexamico
Polmonite ab ingestis (disfagia o fistola tracheo-esofagea, quest'ultima con prognosi infausta di 1-7 settimane)
Accumulo di secrezioni non espettorabili: gestione farmacologica per ridurre la produzione di muco bronchiale (evitando sondini nasali che scatenano tosse e broncospasmo in assenza di tracheostomia)
EMORRAGIE CRITICHE (DISTRETTO CERVICO-CEFALICO)
Manifestazioni: Emorragie ex-ore, tracheorragie e sanguinamenti da ulcerazioni cutanee
Ruolo della tracheostomia: Se presente, consente l'aspirazione e l'uso di cannule cuffiate per impedire la discesa del sangue; se assente, rischio elevato di decesso acuto per asfissia
Gestione d'emergenza: Manovre rianimatorie, accesso venoso, liquidi/trasfusioni e utilizzo di
telini verde scuro
per smorzare l'impatto visivo e ridurre l'ansia di pazienti e familiari; sedazione immediata con diazepam o midazolam (5-10 mg EV)
COMPRESSIONE MIDOLLARE ESTRINSECA
Meccanismi e cause: Metastasi al corpo vertebrale (80% dei casi con compressione antero-posteriore), lesioni delle lame, compressioni a manicotto o crollo vertebrale con retropulsione dei frammenti ossei
Quadro clinico e segni di allarme:
Dolore vertebrale in crescendo, esacerbato dalla posizione supina notturna (al contrario delle semplici metastasi) e dalla manovra di Valsalva/tosse
Segno di Lhermitte positivo (scarica elettrica corporea sollevando il capo da supini)
Deficit neurologici (ipoestesia termodolorifica, paraparesi/tetraparesi e turbe sfinteriche da interessamento della cauda)
Trattamento: Desametasone ad alto dosaggio immediato (24 mg EV a scalare) associato a radioterapia urgente (o intervento chirurgico decompressivo in casi selezionati con diagnosi molto precoce e stabilità strutturale)
FRATTURE PATOLOGICHE
Contesto: Frequenti in neoplasie osteolitiche (es. mammella, polmone, rene)
Criteri di rischio frattura: Lesione corticale superiore a 2.5 cm, distruzione corticale > 50% del diametro osseo, persistenza o progressione del dolore dopo radioterapia
IPERCALCEMIA MALIGNA
Patogenesi: Rilascio di PTH-r da parte del tumore o alterazioni del metabolismo della vitamina D (comune in polmone, mammella, mieloma)
Sintomatologia (spesso sovrapponibile agli effetti degli oppiacei o scambiata per essi): Sopore, astenia, ottundimento, nausea, vomito, stipsi, polidipsia/poliuria, disidratazione e alterazioni ECG (bradiaritmie, BAV)
Trattamento: Idratazione aggressiva (fino a 3-4 L/die valutando lo scompenso cardiaco), mobilizzazione e terapia ipocalcemizzante con
bifosfonati
(es. acido zoledronico, pamidronato, clodronato) o calcitonina
SINDROME DA OSTRUZIONE DELLA VENA CAVA SUPERIORE (VCS)
Clinica: Turgore delle vene del collo, edema a mantellina (collo consolare), edema palpebrale/focale, cefalea, sonnolenza e circoli collaterali toracici
Gestione: Cortisonici ad alto dosaggio per l'effetto antiedemigeno, radioterapia di salvataggio (o chemioterapia) e sedazione palliativa nei casi avanzati