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CURE PALLIATIVE E MODALITÀ DI SUPPORTO AVANZATO NEL FINE VITA
DEFINIZIONE E OBIETTIVI (LEGGE 38/2010 E DICHIARAZIONE OMS 2014)
CONCETTO FONDAMENTALE
Insieme di interventi terapeutici, diagnostici ed assistenziali globali (fisici, psicosociali e spirituali) rivolti al malato con prognosi infausta e inarrestabile (oncologici, BPCO avanzata, scompenso cardiaco con FE 15%, neurodegenerativi) e al suo nucleo familiare
Obiettivo primario: Miglioramento della Qualità della Vita (QoL) e supporto nell'elaborazione del lutto, considerando la morte come evento naturale senza scopi di accelerazione o posticipazione
CRITICITÀ NELL'INVIO E SOLUZIONI
Invio spesso tardivo legato al preconcetto che la palliazione inizi solo quando ogni cura specifica è esaurita
Orientamento moderno: Integrazione precoce tramite "Simultaneous cares" o "Supportive cares"
SINTOMATOLOGIA TIPICA NEI PAZIENTI PALLIATIVI
Dolore (fino al 96%), Anoressia (92%), Fatigue, Depressione (fino al 77%), Dispnea e Delirio (per cui si procede preliminarmente a un trattamento analgesico per escludere l'origine algica)
NEUROMODULAZIONE FARMACOLOGICA E ACCESSI NEL PAZIENTE ONCOLOGICO
SELEZIONE DEGLI INTERVENTI E COSTI-BENEFICI
Fattori prognostici di dolore difficile: Pazienti giovani, dolore neuropatico o incidente, distress psicologico, dipendenze, deterioramento cognitivo
Valutazione economica e invasività: Le pompe intratecali presentano costi elevati (circa 10.000 €) e richiedono un'aspettativa di vita minima di circa 6 mesi; in prognosi brevi si preferiscono device meno invasivi
DISPOSITIVI DI INFUSIONE E ACCESSI (DAL PORT ESTERNO AL COMPLETAMENTE INTERNO)
Pompe elastomeriche esterne: Sacca o cilindro portatile per terapie temporanee di giorni o settimane
Sistemi parzialmente impiantabili (Port spinale): Catetere e port sottocutanei collegabili a pompe esterne o iniettabili periodicamente
Pompe intratecali completamente impiantabili: Sistema totalmente sottocutaneo (addome/fianco) con serbatoio ricaricabile ogni 2-3 mesi tramite ago, ideale per il controllo a lungo termine senza limitare la vita quotidiana
Accessi vascolari e periferici correlati: Port centrali, PICC (inseriti da vena basilica fino alla giunzione cava superiore-atrio destro) e Midline (in vene di grosso calibro), utili anche per ridurre il ricorso alla via sottocutanea
INFUSIONE SOTTOCUTANEA (IPODERMOCLISI)
INDICAZIONI E CRITERI CLINICI
Utilizzata elettivamente nei pazienti oncologici quando non vi è controllo per os/transdermico (evitata nei non oncologici a favore della via intratecale) e nei soggetti con difficoltà di deglutizione o impossibilità di CVC
Vantaggi: Gestione domiciliare, prevenzione di complicanze vascolari (sanguinamenti, embolia gassosa), minore ansia per i familiari e possibilità di reidratazione (ipodermoclisi)
MODALITÀ DI SOMMINISTRAZIONE E SITI
Dosaggi: Pari a circa 1/3 rispetto alla via orale per limitare gli effetti collaterali sistemici
Siti di inserzione: Sottoclaveare, toracico anteriore o addominale (da evitare su aree irradiate, infiammate o edematose); l'ago va ispezionato ogni 24h e sostituito ogni 7 giorni
Reidratazione (faccia antero-mediale della coscia): Permette di infondere fino a 100 mL senza necessità di ialuronidasi
FARMACI COMPATIBILI E CONTROINDICAZIONI
Farmaci utilizzabili: Morfina, buprenorfina, tramadolo, associabili a singoli coadiuvanti o miscele (es. morfina + ketorolac + metoclopramide; morfina + midazolam + aloperidolo/metoclopramide)
Farmaci CONTROINDICATI: Diazepam (precipita rendendo la soluzione bianca e instabile), clorpromazina (irritante), metadone (lunga emivita e irritante), fenitoina
Controindicazioni generali: Edema generalizzato, disturbi della coagulazione, immunodepressione non severa, età infantile