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ANTIDEPRESSIVI E SINDROME SEROTONINERGICA NELLA TERAPIA DEL DOLORE -…
ANTIDEPRESSIVI E SINDROME SEROTONINERGICA NELLA TERAPIA DEL DOLORE
CLASSIFICAZIONE E RUOLO DEGLI ANTIDEPRESSIVI NEL DOLORE NEUROPATICO
ANTIDEPRESSIVI TRICICLICI (TCA)
Meccanismo d'azione: Blocco del reuptake di noradrenalina e serotonina (modulazione discendente) + lieve azione anestetica locale (blocco dei canali del sodio)
Principali molecole: Amitriptilina (massima efficacia clinica, pur a fronte di maggiori effetti collaterali), Imipramina, Nortriptilina, Desipramina
Effetti collaterali gravosi (antagonismo recettoriale):
Blocco muscarinico: Secchezza delle fauci, stipsi (sinergica con gli oppioidi), ritenzione urinaria, tachicardia e visione offuscata (attenzione in ipertrofia prostatica e glaucoma)
Blocco istaminergico (H1): Sedazione e confusione mentale
Blocco alfa1-adrenergico: Ipotensione posturale e disturbi eiaculatori (controindicati nei cardiopatici)
Modalità d'uso: Utilizzo a bassi dosaggi iniziali (molto inferiori rispetto a quelli psichiatrici)
INIBITORI SELETTIVI DEL REUPTAKE DI SEROTONINA E NORADRENALINA (SNRI)
Vantaggio principale: Efficacia analgesica simile ai triciclici ma con totale assenza dei loro pesanti effetti collaterali anticolinergici, istaminergici e alfa1-litici
Posologia di riferimento:
Duloxetina: Partenza a 30 mg/die per una settimana, seguiti dalla dose standard di 60 mg/die (dosaggio utile per il dolore neuropatico)
Venlafaxina: Intervallo terapeutico compreso tra 150 mg e 225 mg/die
Controindicazioni: Disfunzione epatica severa e ipertensione arteriosa instabile
INIBITORI SELETTIVI DEL REUPTAKE DELLA SEROTONINA (SSRI)
Ruolo clinico: Scarsa o nulla efficacia analgesica diretta; non indicati nel trattamento del dolore neuropatico, ma utilizzabili esclusivamente qualora si renda necessario trattare la componente depressiva concomitante
SINDROME SEROTONINERGICA: QUADRO CLINICO E GESTIONE TERAPEUTICA
DEFINIZIONE E FATTORI DI RISCHIO
Condizione potenzialmente fatale causata da un eccesso di serotonina centrale e periferica (iperstimolazione dei recettori 5-HT1A e 5-HT2A)
Farmaci responsabili (spesso in associazione): Antidepressivi (TCA, SNRI, SSRI), analgesici oppioidi con attività serotoninergica (Tramadolo, Tapentadolo), antiemetici (Ondansetron), triptani e integratori (es. 5-HTP)
MANIFESTAZIONI CLINICHE (TRE GRUPPI DI SINTOMI)
Alterazioni neurologiche: Agitazione, ansia, confusione, tremori, iperreflessia, mioclonie, rigidità muscolare e convulsioni nei casi gravi
Alterazioni autonome: Ipertermia, tachicardia, ipertensione, diaforesi, nausea, vomito e diarrea
Segni di gravità: Ipertermia marcata, rigidità generalizzata, insufficienza renale acuta, collasso cardiovascolare e rischio di morte
TRATTAMENTO E GESTIONE DI EMERGENZA
Sospensione immediata o riduzione drastica dei farmaci serotoninergici
Supporto sintomatico (controllo termico, reidratazione e stabilizzazione emodinamica)
Somministrazione di benzodiazepine per gestire agitazione e tremori
Utilizzo di antagonisti specifici (es. Ciproeptadina per bloccare i recettori 5-HT1/2) nei quadri da moderati a severi