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CHIRURGIA D'URGENZA, PRIMO SOCCORSO E GESTIONE DELLE MAXI-EMERGENZE -…
CHIRURGIA D'URGENZA, PRIMO SOCCORSO E GESTIONE DELLE MAXI-EMERGENZE
DEFINIZIONI E FILOSOFIA DI INTERVENTO
DIFFERENZA TRA EMERGENZA E URGENZA
Emergenza: Condizione che pone il paziente a immediato rischio di vita, richiedendo manovre rianimatorie e terapeutiche tempestive
Urgenza: Potenziale minaccia alla vita che consente l'esecuzione di indagini diagnostiche e un trattamento differibile
SETTING CHIRURGICO E RIFERIMENTI NORMATIVI
Chirurgia in elezione: Eseguita su pazienti studiati e preparati
Chirurgia in urgenza: Necessaria per patologie acute con rischio per la sopravvivenza; comporta un rischio chirurgico maggiore
Manifesto della medicina d'emergenza (Europa, 1998): Obiettivi di riduzione di mortalità e disabilità, standardizzazione dell'assistenza e integrazione dei sistemi ospedalieri e territoriali
EPIDEMIOLOGIA DEL TRAUMA E FATTORE TEMPO
ANDAMENTO TRIFASICO DELLA MORTALITÀ TRAUMATICA
Il 50-60% dei decessi avviene sul posto o durante il trasporto
Il 20% si registra nelle prime 4 ore di ricovero (specialmente in traumi con ISS > 50, dove la mortalità a 6 ore raggiunge l'84%)
Stime di evitabilità: Fino al 35% dei decessi pre-ospedalieri e tra il 18 e il 46% di quelli ospedalieri sono considerati evitabili
IL FATTORE TEMPO ("FREE THERAPY INTERVAL")
Intervallo < 15-20 minuti: Riduce del 25% la mortalità chirurgica, del 20% quella medica e del 40% la probabilità di disabilità
Soglia critica: Dopo 10 minuti di danno anossico cerebrale sopraggiunge la morte biologica
FILOSOFIE DI SOCCORSO A CONFRONTO
Stay and Play (Modello Rescue-Based / Europeo): Massimizzazione del trattamento sul luogo dell'evento con ambulanza medicalizzata
Load and Go (Modello Hospital-Based / Americano): Trasporto rapido al centro disponibile con il minimo trattamento sul posto e ambulanza non medicalizzata
CATENA DELLA SOPRAVVIVENZA E ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI (PUGLIA)
I 4 ANELLI DELLA SOPRAVVIVENZA
Allarme (118)
Trattamento pre-ospedaliero appropriato
Trasporto adeguato in ospedale
Trattamento ospedaliero definitivo
RETE DI EMERGENZA IN PUGLIA
Punti fissi di primo intervento ospedaliero: Stabilizzazione e trasferimento sicuro
Pronto Soccorso attivo: Bacino di circa 100.000 abitanti con servizi di base (radiologia, cardiologia, ginecologia)
DEA di I livello: Bacino di 200-300K abitanti (in Puglia 1 ogni 584K abitanti), dotati di TC 24h, UTIC e rianimazione
DEA di II livello: Bacino di 500-600K abitanti (in Puglia 1 ogni 454K abitanti, superiore alla media nazionale), con specialità avanzate come neurochirurgia, TIN e centro antiveleni
GESTIONE DELLE MACRO-EMERGENZE E RUOLO DEL CHIRURGO D'URGENZA
DEFINIZIONE DI MACRO-EMERGENZA
Evento circoscritto nel tempo e nello spazio con elevato numero di feriti, danno alle strutture e improvvisa inadeguatezza delle risorse disponibili
Figure di riferimento: Operatori di Protezione Civile o Disaster Manager con competenze organizzative e clinico-chirurgiche
COMPITI DEL CHIRURGO D'URGENZA E TECNOLOGIE
Attività clinica: Gestione dell'emergenza (diagnostica strumentale, definizione delle priorità), esecuzione di trattamenti specifici (toracotomia, damage control surgery) e prevenzione di sepsi e sindromi compartimentali
Tecnologie e supporto: Eco-FAST, TC spirale, telemedicina, registri dedicati, procedure standardizzate e team multidisciplinari addestrati mediante simulazione