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LESIONI DA DECUBITO - Coggle Diagram
LESIONI DA DECUBITO
3. ANATOMIA PATOLOGICA E STADIAZIONE (NPUAP/EAPUAP)
STADIO 1
Coinvolgimento: epidermide
Caratteristiche: eritema cutaneo stazionario che non sbianca alla digitopressione; area calda, edematosa, indurita o dolente
Evoluzione: se trattata e scaricata dalla pressione, guarisce in 5-10 giorni con restitutio ad integrum
STADIO 2
Coinvolgimento: epidermide e derma (senza superare la fascia profonda)
Caratteristiche: perdita parziale di spessore cutaneo; presenza di vescicole, flittene (intatte o rotte), disepitelizzazione o ulcera superficiale a fondo rosa/rosso
STADIO 3
Coinvolgimento: tessuto sottocutaneo (ipoderma) fino alla fascia profonda (senza attraversarla)
Caratteristiche: perdita di sostanza a tutto spessore; presenza di cavitazione, escara necrotica o tessuto di sfacelo (slough)
STADIO 4
Coinvolgimento: esteso a strutture profonde (muscoli, tendini, legamenti, piani ossei e articolari)
Caratteristiche: ulcerazione profonda e diffusa con vasta distruzione necrotica; frequente presenza di tramiti fistolosi
5. STRATEGIE TERAPEUTICHE (REGOLA DELLE 3 "C")
1. CLEANING (Detersione e Debridement)
Detersione e pulizia della lesione con soluzione fisiologica o antisettici topici non citotossici
Sbrigliamento (Debridement): rimozione chirurgica, enzimatica o autolitica del materiale necrotico, dell'escara e dello sfacelo prima del lavaggio
2. COVERING (Copertura e Medicazione)
Applicazione di medicazioni avanzate (idrocolloidi, poliuretani, alginati o idrogel) in ambiente umido controllato
Medicazioni semi-occlusive con frequenza di cambio adeguata al grado di esudato
3. COMFORT (Analgesia e Gestione del Dolore)
Terapia analgesica sistemica o topica per il controllo del dolore acuto e procedurale
TRATTAMENTO CHIRURGICO
Indicato nelle ulcere di Stadio 3-4 estese: toilette chirurgica radicale e ricostruzione mediante lembi cutanei o muscolo-cutanei di rotazione/avanzamento
1. DEFINIZIONE ED EPIDEMIOLOGIA
DEFINIZIONE CLINICA
Lesioni cutanee e dei tessuti profondi a evoluzione necrotica, provocate dalla compressione prolungata e/o da forze di taglio/frizione esercitate tra prominenze ossee e un piano d'appoggio esterno
Derivano da un'alterata perfusione ed ischemia tissutale locale secondaria a mancata o errata variazione di decubito
EPIDEMIOLOGIA E IMPATTO CLINICO
Colpiscono prevalentemente soggetti allettati, paraplegici, immobilizzati o con grave declino funzionale
Fascia d'età: circa l'80% delle lesioni si sviluppa in pazienti $> 65\text{ anni}$
Prognosi: rappresentano un indicatore prognostico sfavorevole, correlato ad un significativo aumento di morbilità, disabilità, tempi di degenza e mortalità
2. EZIOPATOGENESI E FATTORI DI RISCHIO
MECCANISMI PATOGENETICI PRIMARI
Compressione prolungata (Pressione d'interfaccia):
Forze di compressione continue schiacciano i tessuti molli tra prominenza ossea e superficie esterna
Collabimento dei vasi venosi e capillari distrettuali $\rightarrow$ ostacolo al deflusso venoso $\rightarrow$ stasi e riduzione dell'afflusso arterioso $\rightarrow$ ischemia microvascolare e necrosi
Trazione e Frizione (Forze di taglio e scivolamento):
Spostamenti o riposizionamenti repentini provocano lo scorrimento dei piani cutanei superficiali sui tessuti profondi
Torsione, stiramento e micro-strappamenti dei vasi perforanti distrettuali $\rightarrow$ ipoperfusione ed ischemia acuta
FATTORI DI RISCHIO PREDISPONENTI
Locali e meccanici: immobilizzazione, uso di apparecchi gessati o bendaggi costrittivi, ipoestesia o anestesia locale prolungata
Vascolari e sistemici: angiopatie (arteriopatia obliterante, flebopatie, microangiopatia diabetica, aterosclerosi)
Cutanei e nutrizionali: ipotrofia da malnutrizione proteico-energetica, disidratazione, macerazione cutanea (incontinenza urinaria/fecale), esposizione a detergenti aggressivi
4. COMPLICANZE E DIAGNOSI DIFFERENZIALE
COMPLICANZE INFETTIVE E NEOPLASTICHE
Infezioni locali estese, fascite, artrite settica, osteomielite
Batteriemia e sepsi sistemica
Degenerazione neoplastica su piaga cronica (Ulcera di Marjolin)
DIAGNOSI E DIFFERENZIALE
La diagnosi è prevalentemente clinica ed obiettiva
Diagnosi differenziale: micosi profonde, ascessi cutanei/sottocutanei, fascite necrotizzante, pioderma gangrenoso, ulcere vascolari (arteriose/venose)
6. PREVENZIONE E SCALE DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO
PREVENZIONE ATTIVA E PRESIDI
Riposizionamento e mobilizzazione: cambio di postura programmato ogni 2 ore nei pazienti allettati
Presidi antidecubito: utilizzo di materassi dinamici a compressore (ad aria alternata), cuscini in gel/silicone o sovramaterassi per ridistribuire le pressioni d'interfaccia
Igiene e cura cutanea: mantenimento della cute pulita e asciutta, idratazione, gestione dell'incontinenza e correzione degli stati di malnutrizione/disidratazione
VALUTAZIONE QUANTITATIVA DEL RISCHIO
Scala di Exton-Smith:
Valuta 5 parametri (condizioni generali, stato mentale, attività, mobilità, incontinenza) con punteggio da 1 a 4 per ciascun item
Interpretazione del punteggio totale: $< 10$ assenza di rischio | $10-15$ basso rischio | $15-20$ medio rischio | $> 20$ elevato rischio
Scala di Braden:
Valuta 6 parametri (percezione sensoriale, umidità, attività motoria, mobilità, nutrizione, frizione/scivolamento) con punteggio da 1 a 4 (tranne frizione 1-3)
Interpretazione del punteggio totale: $< 16$ paziente a rischio di lesioni da decubito | $> 16$ paziente non a rischio