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FRAGILITÀ NELL'ANZIANO - Coggle Diagram
FRAGILITÀ NELL'ANZIANO
1. DEFINIZIONE ED EPIDEMIOLOGIA
DEFINIZIONE CLINICA
Sindrome geriatrica caratterizzata da declino funzionale multisistemico e progressivo
Marcata riduzione delle riserve funzionali e dell'omeostasi organica
Aumento della vulnerabilità e dell'inclinazione a scompensi clinici precipitosi anche di fronte a fattori stressogeni minimi (endogeni o esogeni)
Conseguenze primarie: aumento del rischio di patologie acute, disabilità, allettamento, re-ospedalizzazione e mortalità
EPIDEMIOLOGIA E FATTORI DI RISCHIO
Correlazione diretta ed esponenziale con l'avanzare dell'età (incidenza significativamente più elevata nei soggetti $\ge 70\text{ anni}$)
Prevalenza maggiore nel sesso femminile (correlata anche a una maggiore aspettativa di vita complessiva)
Rilevante impatto determinante causato da isolamento socio-ambientale, depressione e disturbi della sfera psicologica
2. MODELLI TEORICI DI FRAGILITÀ
MODELLO FUNZIONALE (DOMINI COMPROMESSI)
Definizione basata sulla presenza di alterazioni concomitanti in $\ge 2$ dei seguenti domini clinici:
Dominio fisico: instabilità posturale, vertigini, ipotrofia muscolare
Dominio biologico/nutrizionale: malnutrizione proteico-energetica, calo ponderale involontario
Dominio cognitivo: deficit attentivi, amnesie, rallentamento neuropsichico
Dominio sensoriale: ipoacusia grave, deficit del visus
MODELLO FENOTIPICO DI FRIED (2001)
Focalizzato prevalentemente sulla dimensione biologica e fisico-motoria (5 criteri misurabili):
Calo ponderale involontario: perdita di peso $\ge 5\%$ o $\ge 4.5\text{ kg}$ nell'ultimo anno
Astenia e affaticabilità: presenza riferita per almeno $\ge 3\text{ giorni/settimana}$
Riduzione della forza muscolare: misurata obiettivamente tramite Hand Grip Test (dinamometria manuale isometrica bilaterale)
Sedentarietà/Inattività: ridotto consumo calorico giornaliero valutato mediante scala PASE (Physical Activity Scale for Elderly)
Bassa velocità del cammino: durata $> 7\text{ secondi}$ su un percorso standardizzato di $5\text{ metri}$
Stratificazione fenotipica:
Soggetto Robusto: $0$ criteri presenti
Soggetto Pre-fragile: $1-2$ criteri presenti
Soggetto Fragile: $\ge 3$ criteri presenti
MODELLO DI ACCUMULO DEL DEFICIT DI ROCKWOOD (2001) – FRAILTY INDEX
La fragilità è intesa come la somma cumulativa di deficit clinici, patologie, disabilità e alterazioni biologiche (su una lista standardizzata di 50-70 item)
Calcolo del Frailty Index (FI): rapporto numerico continuo da $0$ a $1$ (esprime la percentuale di deficit accumulati rispetto al totale dei valutabili)
Superamento del concetto rigido di singola malattia a favore del continuum del deficit
Proprietà biologiche del FI:
Distribuzione non-gaussiana nella popolazione generale (concentrata verso valori bassi)
Valore di $FI \approx 0.70$ considerato come limite fisiologico massimo di sopravvivenza nell'uomo
Con l'avanzare dell'età, la media del FI si sposta verso $0.5$, rendendo la distribuzione progressivamente simmetrica
Criticità e compensazioni: limite concettuale dovuto all'uguale peso ponderale assegnato a deficit di gravità differente (es. deficit di Vitamina D vs esiti di cardiopatia ischemica); limite parzialmente compensato dall'effetto "cascata" (le patologie severe trascinano fisiologicamente deficit secondari multipli)
3. EZIOPATOGENESI ED EZIOLOGIA
ALTERAZIONI SUB-CELLULARI E MOLECOLARI
Instabilità genomica, progressivo accorciamento dei telomeri ed alterazioni epigenetiche
Disfunzione mitocondriale con eccessiva produzione di ROS (stress ossidativo)
Senescenza cellulare e alterata sensibilità/sensing dei nutrienti
ALTERAZIONI CELLULARI E TESSUTALI
Esaurimento funzionale del pool di cellule staminali (riduzione della capacità rigenerativa e riparativa dei tessuti)
Alterazione della comunicazione intercellulare e infiammazione cronica di basso grado (Inflammaging)
SCOMPENSO OMEOSTATICO SISTERMICO
Progressiva deregulation dei sistemi neuro-endocrino, immunitario e metabolico
Alterazione del bilancio energetico integrato e tendenza al catabolismo proteico
4. MANIFESTAZIONI CLINICHE E SINDROMI GERIATRICHE
Suscettibilità infettiva e multimorbilità: estrema vulnerabilità agli agenti patogeni e tendenza alla cronicizzazione delle malattie acute
Instabilità motoria e complicanze da allettamento: disturbi della deambulazione, cadute ricorrenti e sviluppo rapido di lesioni da decubito
Incontinenza urinaria: funzionale o transitoria da scompenso sistemico
Delirium (Stato Confusionale Acuto): disorientamento spazio-temporale fluttuante e transitorio (da non confondere con la demenza o il declino cognitivo cronico, di cui rappresenta spesso un marker di fragilità cerebrale)
5. DIAGNOSI E VALUTAZIONE PROGNOSTICA
VALUTAZIONE MULTIDIMENSIONALE GERIATRICA (CGA)
Approccio diagnostico integrato non sostituibile da un singolo test, volto ad analizzare la sfera clinica, funzionale, cognitiva, affettiva e socio-ambientale dell'anziano
MULTIDIMENSIONAL PROGNOSTIC INDEX (MPI)
Strumento prognostico validato derivato dai domini della CGA (ADL, IADL, CIRS, MNA, Exton-Smith, SPMSQ, numero farmaci, coabitazione)
Calcolo del rischio di mortalità a breve e medio termine ($1\text{ anno}$) e di istituzionalizzazione/durata della degenza ospedaliera
Stratificazione prognostica (Classi di Rischio):
MPI 1 (Basso Rischio): punteggio $0.0 - 0.33$
MPI 2 (Medio Rischio): punteggio $0.34 - 0.66$
MPI 3 (Alto Rischio): punteggio $0.67 - 1.00$
Significato clinico: dimostra che la prognosi quoad vitam e quoad valetudinem dell'anziano non dipende dall'età anagrafica pura, ma dal grado di compromissione multidimensionale globale