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FIBRILLAZIONE ATRIALE (FA) - Coggle Diagram
FIBRILLAZIONE ATRIALE (FA)
DEFINIZIONE ED EPIDEMIOLOGIA
QUADRO PATOLOGICO
aritmia ipercinetica caratterizzata da contrazione disordinata, caotica ed emodinamicamente inefficace dei miocardiociti atriali, associata a un ritmo ventricolare irregolarmente irregolare e non sinusale
Differenza con il flutter: a differenza del flutter in cui la contrazione atriale è organizzata sebbene estremamente rapida, nella fibrillazione l'attività atriale è del tutto frammentata da migliaia di microcircuiti di rientro indipendenti (camera atriale funzionalmente immobile in diastole)
PROFILO EPIDEMIOLOGICO
aritmia più frequente nella popolazione generale, con una prevalenza del 10% nei soggetti di età superiore a sessantacinque anni
frequente coesistenza con alcolismo, ipertensione arteriosa, cardiopatie della valvola mitrale (ma non aortica) e ipertiroidismo
PATOGENESI E COMPLICANZE
MECCANISMO ARITMOGENO
presenza di molteplici microcircuiti di rientro simultanei nell'atrio; il nodo atrioventricolare (NAV) agisce comunque da filtro protettivo consentendo il passaggio solo di una quota casuale di impulsi verso i ventricoli
PRINCIPALI COMPLICANZE
Trombosi ed embolia sistemica: la stasi e le turbolenze ematiche (specialmente a livello dell'auricola sinistra) favoriscono la formazione di trombi intracavitari con rischio di distacco e accidenti tromboembolici (ictus)
Scompenso cardiaco: perdita della contrazione atriale attiva in presistole (kick atriale), riduzione del volume telediastolico ventricolare e irregolarità del ciclo che determinano un crollo della gittata cardiaca (GC) e congestione a monte (dispnea, ortopnea, edema polmonare)
MANIFESTAZIONI CLINICHE E CLASSIFICAZIONE
QUADRO CLINICO
cardiopalmo aritmico, polso periferico irregolarmente irregolare, toni cardiaci variabili all'auscultazione, angora, astenia e dispnea legata alla ridotta perfusione e all'aumento della pressione idrostatica polmonare
CLASSIFICAZIONE CLINICA DEI SINTOMI (GRADAZIONE)
Grado 1: nessun sintomo percepito (forma silente ad alto rischio di complicanze)
Grado 2a: sintomi lievi compatibili con le normali attività quotidiane
Grado 2b: sintomi moderati con limitazione negli sforzi intensi
Grado 3: sintomi severi che compromettono la qualità di vita
Grado 4: FA disabilitante con percezione di morte imminente
REPERTI ELETTROCARDIOGRAFICI
TRACCIATO ECG
Assenza di onde P: sostituite da micro-oscillazioni e deflessioni caotiche e rapide (frequenza di $400-500\text{ bpm}$) che rendono la linea isoelettrica ondulante
Intervalli RR irregolari: complessi QRS stretti (a morfologia normale) distribuiti in modo assolutamente casuale e irregolare
Regola pratica per la frequenza media: contare il numero di onde R presenti in una striscia di $7.5\text{ cm}$, moltiplicare per venti e sottrarre dieci ($FC_{\text{media}} = (R_{7.5\text{ cm}} \times 20) - 10$)
PROTOCOLLO TERAPEUTICO (LINEE GUIDA ESC)
OBIETTIVI FONDAMENTALI
Controllo del ritmo, prevenzione tromboembolica e correzione delle comorbidità/fattori di rischio cardiovascolare
PROFILASSI ANTICOAGULANTE E SCORE CHA2DS2-VASc
Valutazione del rischio tromboembolico mediante lo score dedicato ($\text{CHA}_2\text{DS}_2\text{-VASc}$):
Maschi: indicazione assoluta se score $\ge 2$, consigliata se score $= 1$
Femmine: indicazione assoluta se score $> 2$, consigliata se score $= 2$
Scelta dell'anticoagulante:
Presenza di valvole protesiche (FA valvolare): TAO classici come Warfarin o Acenocumarolo
Assenza di valvole protesiche: NAO (Dabigatran, Rivaroxaban, Apixaban, Edoxaban) o TAO tradizionali
GESTIONE IN ACUTO IN BASE ALLA STABILITÀ E ALL'INSORGENZA
Paziente emodinamicamente instabile: cardioversione elettrica sincronizzata immediata
Paziente emodinamicamente stabile:
Insorgenza $< 48\text{ ore}$: cardioversione immediata (elettrica o farmacologica con beta-bloccanti o calcio-antagonisti) seguita da quattro settimane di terapia anticoagulante
Insorgenza $> 48\text{ ore}$ o incerta: tre settimane di terapia anticoagulante protettiva prima di procedere alla cardioversione, seguita da ulteriori quattro settimane di anticoagulazione
FA cronica: trattamento farmacologico di controllo della frequenza/ritmo (es. flecainide, propafenone, amiodarone) associato a profilassi anticoagulante cronica in base allo score di rischio