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TACHICARDIE SOPRAVENTRICOLARI (TSV) - Coggle Diagram
TACHICARDIE SOPRAVENTRICOLARI (TSV)
DEFINIZIONE E CLASSIFICAZIONE
CONCETTO CHIAVE
disturbi del ritmo cardiaco originati a livello sopraventricolare (atriale o giunzionale), caratterizzati da almeno tre contrazioni ventricolari consecutive con frequenza cardiaca superiore a cento battiti al minuto ($\text{FC} > 100\text{ bpm}$, intervallo tra i battiti inferiore a tre quadratini)
CLASSIFICAZIONE BASATA SULL'ORIGINE DEL FOCUS ARITMOGENO
Tachicardie atriali: il focus si trova nel miocardio di lavoro atriale (frequenza solitamente superiore a $150\text{ bpm}$). L'impulso si propaga agli atri e poi ai ventricoli, determinando contrazioni tachicardiche di entrambe le camere cardiache.
Tachicardie giunzionali o nodali: il focus si trova a livello del nodo atrioventricolare (NAV). L'impulso procede direttamente ai ventricoli lungo il sistema di conduzione, senza coinvolgere gli atri nella tachicardia.
REPERTI ELETTROCARDIOGRAFICI
MORFOLOGIA E DURATA DEI QRS (Tachicardia a QRS stretto)
complessi QRS ravvicinati (intervallo $\text{RR}$ ridotto)
morfologia normale e durata inferiore a zero virgola dodici secondi ($< 0.12\text{ s}$, meno di tre quadratini), poiché la depolarizzazione ventricolare sfrutta la normale via del sistema His-Purkinje
PRESENZA DELL'ONDA P
Tachicardie atriali: l'onda P è presente (sebbene talvolta con morfologia alterata e difficile da isolare visivamente a causa della elevata frequenza)
Tachicardie giunzionali: l'onda P è assente in quanto gli atri non partecipano alla contrazione tachicardica
Regola pratica: esaminando l'ECG a colpo d'occhio tra due complessi QRS consecutivi, se è visibile una sola onda intermedia essa corrisponde all'onda T (tachicardia nodale); se sono presenti più onde, si riconoscono sia l'onda T sia l'onda P (tachicardia atriale).
PROTOCOLLO TERAPEUTICO
PAZIENTE EMODINAMICAMENTE STABILE
Manovre vagali (Prima linea): aumentano il tono parasimpatico inibendo il NSA e il NAV; efficaci unicamente nelle TSV e inefficaci nelle tachicardie ventricolari. Comprendono:
Manovra di Valsalva: espirazione forzata a glottide chiusa con aumento della pressione intratoracica, riduzione del ritorno venoso (RV) e stimolazione dei barocettori del seno carotideo tramite i vasi del collo.
Compressione dei bulbi oculari: stimolazione riflessa del parasimpatico.
Massaggio del seno carotideo: stimolazione barocettoriale monolaterale (mai bilaterale) sottostante l'angolo della mandibola.
Farmaci antiaritmici (Seconda linea - Acronimo ABCD): somministrati in ordine di efficacia:
Adenosina
Beta-bloccanti
Calcio-antagonisti (in particolare Verapamil)
Digitalici (ultima scelta per via dell'elevato grado di tossicità)
Cardioversione elettrica sincronizzata (Terza linea): riservata ai casi refrattari.
PAZIENTE EMODINAMICAMENTE INSTABILE
Cardioversione elettrica sincronizzata: erogazione di uno shock elettrico trans-toracico sincronizzato con l'onda R del ciclo ventricolare per resettare l'attività elettrica, evitando periodi refrattari critici o l'innesco di fibrillazione ventricolare.