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ANGINA STABILE - Coggle Diagram
ANGINA STABILE
DEFINIZIONE E QUADRO CLINICO
CARATTERISTICHE DELLA PATOLOGIA
condizione di cronica sofferenza ipossica del miocardio con dolore anginoso scatenato esclusivamente da condizioni di aumentata funzionalità o richiesta cardiaca (es. stress fisico ed emotivo, esposizione al freddo) e assente a riposo
persistenza del quadro sintomatologico per almeno sessanta giorni
ANAMNESI E SINTOMATOLOGIA
dolore precordiale o retrosternale di tipo costrittivo-gravativo ad insorgenza improvvisa
irradiazione tipica (uno o più siti): arto superiore sinistro, radice della mandibola o epigastrio (frequente negli infarti inferiori)
DIAGNOSI
esclusivamente clinica; gli esami strumentali e di approfondimento possiedono unicamente uno scopo prognostico
PROVE DA SFORZO E TEST PROVOCATIVI
TEST DI PROVOCAZIONE DELL'ISCHEMIA
finalizzati a slatentizzare il divario tra domanda e offerta di ossigeno mediante incremento dell'attività cardiaca (tapis-roulant o cicloergometro)
METODICHE DI VALUTAZIONE
ECG da sforzo: evidenzia tipicamente un sottoslivellamento del tratto ST (quadro pre-infartuale NSTEMI); non indicato in pazienti con blocco di branca, portatori di pacemaker o in terapia con digitalici
Ecocardiogramma da sforzo (ECO-stress): valutazione delle anomalie cinetiche regionali sotto carico
Scintigrafia miocardica (SPECT): analisi della perfusione regionale tramite traccianti (es. radiofarmaci o analoghi) con tecnologia ECG-gated per annullare gli artifacts da movimento
TECNICHE DI IMAGING ANATOMICO
Coronaro-TAC: esame non invasivo di primo livello per lo studio anatomico delle coronarie (con tecnologia ECG-gated)
Coronarografia: esame invasivo con cateterismo cardiaco e iniezione di mezzo di contrasto radio-opaco; riservato a casi con dolore refrattario, frazione di eiezione ventricolare sinistra ridotta (FEVS < 50%), fattori di rischio severi o per finalità interventistiche terapeutiche
PROTOCOLLO TERAPEUTICO
TERAPIA MEDICA (OBIETTIVO: RIDURRE LO SQUILIBRIO DI OSSIGENO)
Prima scelta:
Beta-bloccanti (es. metoprololo): riducono il lavoro cardiaco e aumentano la perfusione diastolica (effetto cronotropo negativo); controindicati in bradicardia, vasculopatia periferica (AOCP), BPCO e asma
Nitroderivati (es. cerotti di nitroglicerina o sublinguale al bisogno): diminuiscono pre-carico e post-carico e determinano coronarodilatazione
Seconda scelta:
Calcio-antagonisti: diidropiridinici (coronarodilatazione) o non diidropiridinici (riduzione della contrattilità)
Ranolazina e ivabradina: antianginosi che agiscono riducendo l'attività cardiaca senza effetto coronarico diretto (utili in caso di intolleranza ai beta-bloccanti)
RIDUZIONE DEL RISCHIO CARDIOVASCOLARE
somministrazione di statine ad alta potenza (es. atorvastatina) per il controllo dei livelli di colesterolo LDL
TERAPIA CHIRURGICA E INTERVENTISTICA
esecuzione di coronarografia con angioplastica e posizionamento di stent (PTCA), seguita da terapia antiaggregante a vita e misure di prevenzione cardiovascolare