ARDIGò 1828-1920--> uno dei maggiori rappresentanti della filosofia positiva del nostro Paese. Nel 1870, con il saggio su ''La psicologia come scienza positiva'', sancisce definitivamente della psicologia positiva--> con quest'opera si proclama apertamente contro la vecchia speculazione idealistica e contro la psicologia razionale ad essa legata, proponendo un rinnovamento della filosofia attraverso una necessaria apertura alla cultura scientifica.
Ciò porta alla nascita di una nuova psicologia che prevede lo studio della coscienza attraverso il metodo sperimentale (osservazione diretta della coscienza)--> Ardigò definisce la coscienza come l'insieme delle rappresentazioni, sia presenti che passate, che una persona ha. Possiamo conoscere solo ciò che è reale, cioè i fenomeni osservabili, e questa conoscenza deve avvenire attraverso il metodo positivo, ovvero l'osservazione dei fatti concreti
POLEMICA ARDIGò-SERGI SU PERCEZIONE E SENSAZIONE: nel 1881 Sergi pubblica un volume sulla ''Teoria fisiologica della percezione'' con il sottotitolo ''introduzione allo studio della psicologia'', in cui analizza la percezione dal punto di vista fisiologico (processo nerveo della percezione)
- Ardigò nel 1882 risponde a Sergi con una recensione che porta il titolo di ''Il fatto psicologico della percezione''. Critica a Sergi di non aver analizzato bene la distinzione tra sensazione e percezione: mentre la sensazione è mera osservazione, la percezione è già anche un esperimento. Poi lo rimprovera di considerare solo la percezione esterna, senza considerare che insieme alla percezione interna fa parte di un unico processo più articolato. A proposito di questo, Ardigò ribadisce la distinzione tra ''sensazione pura'' e ''percezione'': le sensazioni pure sono sensazioni oggettivate date dalla semplice osservazione, aggiungendo l'esperimento alla pura sensazione, si ottiene la percezione.
--> l'esperimento di cui parla altro non è che la verifica di una sensazione, attraverso un altro senso (es.toccare un oggetto dopo averlo visto), a ciò si aggiunge che ogni percezione comporta l'acquisizione di dati e di abitudini che faciliteranno e abbrevieranno la percezione successiva.
Sergi risponde ad Ardigò: ritiene di essere stato frainteso e di essere interessato ai processi fisiologici dell'atto percettivo. Sostiene che le definizioni di Ardigò di sensazione pura e percezione siano spiegate come farebbero gli idealisti. Lui ammette di trattare delle teorie ma insiste anche sul fatto che bisogna partire da esse per arrivare all'esperienza.
- Pochi anni dopo, Ardigò ritorna sulla polemica mossa a Sergi, riprendendo e ampliando il suo articolo su ''Il fatto psicologico della percezione'', realizzando un'opera in 5 parti, contenuta nel 4 volume delle sue ''Opere filosofiche'' (1886)
--> Ardigò afferma che ogni atto mentale dipende da un processo fisico relativo; per cui l'atto mentale risulta essere indice psichico di un'attività fisiologica.
1 è dedicata alla critica del concetto di ''onda percettiva''
2 si occupa di sensazione e percezione
3 espone una serie di situazioni prese dalla vita reale di tutti i giorni
4 tratta del tempo della percezione e del ''lavoro abbreviato''
5 rappresenta la conclusione dell'opera e della polemica