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8.3: Verso un nuovo ordine: Diocleziano e l’età tetrarchica - Coggle…
8.3: Verso un nuovo ordine: Diocleziano e
l’età tetrarchica
Nel
284 d.C.
sale al potere
Diocleziano
.
Per affrontare i
problemi dell’Impero introduce una nuova organizzazione politica, la tetrarchia
(
sistema di governo in cui il potere è suddiviso tra quattro sovrani, ideato per gestire meglio territori vasti e complessi dell'impero romano.
Il termine tetrarchia deriva dal greco tetràrches, composto da tétra:“quattro" e árchein: “governare"
) basata appunto sulla presenza di
due Augusti
e
due Cesari
.
Moltiplicò le province che divennero 100 per essere
controllate meglio.
L’
Italia fu divisa in 12 province, sopra le province vi erano dodici diocesi , roma perse centralità
.
L’Impero viene quindi governato da più sovrani contemporaneamente,
con l’obiettivo di
rendere più efficace il controllo dei territori e delle frontiere
.
Anche la
rappresentazione degli imperatori cambia
.
I ritratti di
augusti e cesari si somigliano a coppie senza essere identici, espressione di un governo congiunto
.
La
prima tetrarchia
è rappresentata con
grandi occhi spalancati, pieghe nasolabiali marcate e corte barbe delimitate sulle guance
.
Tutti i regnanti erano uomini maturi senza legami di sangue,
rappresentarli abbracciati fu pertanto una novità per l’arte statale a esprimere concordia nel governo
.
Il Gruppo dei Tetrarchi:
Il monumento ai Tetrarchi è un
doppio gruppo statuario in porfido rosso egiziano
,
costituito da
quattro figure in altorilievo, collocate all'angolo del tesoro di San Marco, nell'omonima piazza a Venezia.
L'
altezza
delle figure è di
1 metro e 36 cm
.
Le
figure ad altorilievo, l'anziano e il giovane, si abbracciano a due a due
,
simboleggiando così la concordia e la fraternitas tra gli Augusti (Diocleziano e Massimiano) e i Cesari (Galerio e Costanzo Cloro)
,
che doveva garantire la
successione nell'Impero dopo i tumultuosi scontri seguiti alla morte degli imperatori durante l'ultimo secolo
.
Le
quattro figure di imperatore hanno lo stesso abito-corazza, in un atteggiamento rigido e impassibile che ricorda le divinità orientali,
come la
triade palmirena di Baalshamin.
Sono caratterizzate dal
copricapo pannonico, dal paludamentum e dalla corazza (lorìca) coi baltei gemmati
;
le
corazze
erano
anticamente abbellite da foglie d'oro; gli imperatori impugnano saldamente una spada riccamente adorna, la cui elsa è a forma di testa d'aquila,
secondo un
modello probabilmente di origine sasanide.
Nelle
due coppie l'imperatore che poggia la mano destra sulla spalla sinistra dell'altro è barbato,
a voler probabilmente segnalare l'e
tà più anziana dell'Augusto rispetto ai Cesari.
Le
teste sono simili, con gli occhi scolpiti e copricapi piatti che al centro ospitavano gemme o paste vitree
;
esse presentano comunque
alcuni tratti di individuazione fisiognomica
,
ma nonostante ciò non è possibile identificare con certezza
quale figura appartenga all'uno o all'altro tetrarca per la scarsità di confronti e l'astrattezza della rappresentazione
.
https://www2.edu.lascuola.it/edizioni-digitali/ConfrontiStorici2/immagini%20gallery%20cartine/Tetrarchi_AG/mimg/n/Tetrarchi.jpg
L'opera
viene attribuita a maestranze egiziane
, anche per la
loro specializzazione nel trattare la durissima
pietra del porfido
,
proveniente dalle c
ave del Mons Porphyreticus in Egitto
.
Il gruppo è considerato, oltre che il simbolo della tetrarchia stessa,
un
capolavoro della scultura tardoantica
,
dove sono evidenti le
caratteristiche di essenzialità, simbolismo e pittoricismo di quest'epoca di "rottura" nella tradizione artistica,
priva ormai quasi del tutto di
richiami allo stile ellenistico
.
Nonostante la
perdita di centralità di Roma
Diocleziano fece
interventi notevoli. Costruì un nuovo impianto termale, il più fastoso del modo romano che si estendevano tra Viminale e Quirinale, iniziato nel 296 d.C. Fu completato nel 306d.C.,
ed anche l’
iscrizione di dedica nomina diocleziano e Massimiano.
Risistemò l’area centrale del foro romano.
Per la
decorazione dell’arcus novu
s furono usati
frammenti di monumenti claudi con adattamenti nei ritratti dei tetrarchi rilavorando barbe e capelli e l’aggiunta dell’iscrizione dei decennalia forse compiuta dagli augusti.
Sui
piedistalli figurati da destra a sinistra creati ex novo per l’arco oltre a vittorie e prigionieri barbari vi è la presenza dei Castori
.
Nel 303 d.C.
Diocleziano
emanò un editto che fu l’ultima grande persecuzione contro i cristiani che potevano essere messi a morte e torturati mentre si procedette alla distruzione di chiese
.
Nel
305 d.C.
Diocleziano decise di
abdicare e scelse Spalato in Dalmazia come sede del suo palazzo
.
Il palazzo di Diocleziano:
Si tratta di un imponente complesso architettonico fatto edificare dall'imperatore Diocleziano,
molto probabilmente fra il
293 ed il 305 d.C.
, allo scopo di
farne la propria dimora
.
https://patrimoniunesco.home.blog/wp-content/uploads/2019/07/diocletians_palace_original_appearance.jpg
https://i.pinimg.com/236x/4a/35/66/4a35665f68b146cc322497e335184678--split-croatia-louis-kahn.jpg?nii=t
Dopo aver riformato l'Impero romano, con l'entrata in vigore del
sistema della tetrarchia
,
Diocleziano si ritirò a vita privata nel palazzo appositamente fattosi costruire dopo dieci anni dalla sua elezione come Imperatore
.
Vi visse dal 305 fino alla morte, avvenuta nel 313
. Nel
614
gli
Avari
e gli
Slavi
distrussero la città romana di Salona
,
a pochi chilometri dal palazzo di Diocleziano, ed iniziò il
declino della città, quando gli abitanti si trasferirono nel palazzo fortificato
.
Il palazzo, una
sorta di grande villa fortificata, si presentava come una struttura autonoma, cittadella dedicata alla figura sacra dell'imperatore, per il quale esisteva già un mausoleo, destinata quindi ad ospitarlo in eterno
.
Strutturata con la
pianta tipica degli accampamenti militari romani
:
due strade perpendicolari, il cardo ed il decumanus, che si intersecano e dalle quali si dipartono numerose vie trasversali perpendicolari a scacchiera
,
aveva una forma
leggermente trapezoidale (il lato sud era leggermente irregolare per il declivio
del terreno verso il mare)
,
con
un lato affacciato sul mare e quattro poderose torri quadrate agli angoli e il numero di colonne sono 50
.
In
origine, la sua cinta muraria in opus quadratum, alta 18 m e spessa 2 m, misurava 215,50 m per 175–181 m
.
In queste
mura
si aprono tuttora
vari torrioni quadrati e quattro porte, affiancate da torri a base ottagonale
:
la
Porta Aurea (a nord),
la P
orta Argentea (ad est)
, la
Porta Ferrea (ad ovest)
e la
Porta Aenea o bronzea, sul mare a sud.
Le poderose mura furono una sorta di
novità rispetto alle ville romane dei secoli precedenti e si resero necessarie per via degli eventi turbolenti della storia romana dell'epoca
.
La
Porta Aurea è inquadrata da edicolette pensili e sormontata da archetti su colonnine pensili (oggi delle
colonne restano solo le mensole di base e i capitelli)
.
Le
altre due porte (Argentea e Ferrea) hanno decorazione più semplice.
Ciascuna era dotata di
controporta e cortile d'armi
.
Da qui partivano
le vie colonnate che dividevano il complesso in quattro riquadri principali
:
i
due a nord ospitavano caserme, servizi e giardini (poco conosciuti, organizzati su peristili centrali e con file di stanzette lungo le mura),
mentre la
parte meridionale, ove si sono conservate più consistenti vestigia monumentali, ospitava il quartiere imperiale
.
Dalla
prosecuzione colonnata della strada nord-sud si poteva giungere al portico detto "peristilio", con quattro colonne sostenenti un archivolto a serliana
.
Attraverso il peristilio verso sud si accedeva a un vano a base circolare copertoda cupola e poi ad un vano rettangolare con colonne che faceva da vestibolo d'accesso agli appartamenti privati dell'imperatore,
disposti
sul lato lungo il mare, sul quale si affacciavano
con un loggiato a semicolonne che inquadravano gli archi
;
all'
estremità
e al
centro
si trovavano
tre
serliane. Il peristilio è uno degli ambienti meglio conservati tutt'oggi,
e pare che avesse la funzione di
scenografia per le cerimonie ufficiali alle quali partecipava come protagonista l'imperatore
.
Dal peristilio infatti si accedeva
ad est e ad ovest ad ambienti di culto
:
A ovest erano presenti due edifici rotondi, di uso sconosciuto, ed un tempio tetrastilo probabilmente dedicato a Giove, del quale restano ancora oggi delle rovine, poi trasformato in battistero (il pronao è però perduto);
A est si ergeva l'edificio a base ottagonale del mausoleo imperiale (tomba di eccezionale monumentalità destinata all'imperatore), cinto da una serie di colonne (peristasi) e coperto a cupola, all'esterno protetta da un tetto piramidale; in seguito il mausoleo venne trasformato in cattedrale, permettendone la sopravvivenza.
L'
appartamento privato
era
diviso in due metà simmetriche, divise dalla prosecuzione sotterranea della via colonnata
.
Questa fase tetrarchica prepara così il
passaggio al IV secolo e alla trasformazione dell’Impero sotto Costantino
.