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TIROCINIO - Coggle Diagram
TIROCINIO
10. CASO CLINICO: BAMBINO BILINGUE
CASO
• Amir (4 anni e mezzo) - Seconda generazione (L1: Arabo, L2: Italiano)
• Segnalazione: Maestre dell'infanzia
• Sintomi: Povertà lessicale, frasi incomplete/assenti, isolamento sociale
↓
⚠️ ATTENZIONE
Difficoltà in italiano ≠ automaticamente disturbo del linguaggio
Bisogna considerare:
→ quali lingue parla
→ da quanto tempo è esposto alle lingue
→ quale lingua utilizza maggiormente
→ contesto familiare
→ contesto scolastico
→ opportunità di esposizione linguistica
↓
DOMANDA CLINICA
È una difficoltà dovuta all'acquisizione della seconda lingua?
OPPURE
È presente una vera difficoltà linguistica?
↓
QUINDI
NO INTERPRETAZIONI AFFRETTATE
↓
INTEGRAZIONE DELLE INFORMAZIONI
11. COSA MI HA INSEGNATO QUESTO CASO?
Il caso del bambino bilingue mi ha fatto capire che:
1️⃣ Il test da solo NON basta
TEST + ANAMNESI + GENITORI + OSSERVAZIONE + STORIA EVOLUTIVA + CONTESTO
2️⃣ Bisogna considerare la persona nella sua globalità
3️⃣ Lo psicologo deve formulare IPOTESI
4️⃣ E poi VERIFICARLE
5️⃣ Serve un approccio INDIVIDUALIZZATO
GLOBALITÀ → CONTESTO → IPOTESI → VERIFICA → INDIVIDUALIZZAZIONE
12. CONCLUSIONE
COSA MI HA DATO IL TIROCINIO?
TEORIA
↓
PRATICA
↓
COMPETENZE
↓
CONSAPEVOLEZZA PROFESSIONALE
Ha rafforzato il mio interesse per:
→ età evolutiva
→ disturbi del neurosviluppo
→ valutazione psicodiagnostica
Prospettive future
→ continuare la formazione
→ approfondire diagnosi
→ approfondire intervento psicologico
→ sostenere bambino + famiglia
↓
Che professionista voglio diventare?
Non solo tecnicamente competente.
Ma anche:
ASCOLTO + RESPONSABILITÀ + CONSAPEVOLEZZA DEI LIMITI + LAVORO D'ÉQUIPE
↓
VISIONE CONCRETA DELLA PROFESSIONE
[ QUESITO CLINICO / DIAGNOSI DIFFERENZIALE ]
Semplice difficoltà da Bilinguismo/L2 VS Disturbo Primario del Linguaggio (DPL)
CRITERIO GUIDA: Il DPL deve manifestarsi in TUTTE le lingue del bambino!
[ ASSESSMENT MULTIDIMENSIONALE ]
- ESCLUSIONE SENSORIOMOTORIA
• Visita ORL + Esame Audiometrico)
• ESITO: Nella norma (udito integro)
2. VALUTAZIONE ITALIANO (L2)
• TNL (Vocabolario)
• TCGB (Grammatica)
• ESITO: Molto sotto la media per l'età
3 . VALUTAZIONE L1 (ARABO)
• Questionario BISC ai genitori
• Mediatore Culturale
• ESITO: Errori analoghi M-L-T fonologica a L2 (difficoltà L1)
4. MEMORIA DI LAVORO VERBALE
• Ripetizione di Non-Parole
• ESITO: Deficit
5. QUOZZIENTE INTELLETTIVO (QI)
• Matrici Progressive di Raven (CPM)
• ESITO: Nella norma (QI Non Verbale ok)
TCGB Test di Comprensione Grammaticale per Bambini. 3.5 /8 anni.
- capacità comprensione linguistica e sintattica della lingua italiana parlato, prescindendo dall'abilità di produzione.
- Scheda con 4 immagini. legge frase target
- Il bambino indicare tra le 4 opzioni:
- diverse strutture morfosintattiche: frasi affermative semplici, negative, passive, relative e con pronomi.
TNL Test di Naming e Giudizio (Lessicale), 4-5 anni in su.
l vocabolario recettivo ed espressivo
- Prova di Denominazione immagine oggetto/azione: "Cos'è questo?"=L'accesso al magazzino lessicale e la capacità di recuperare ed etichettare corretta
- Prova di Giudizio Lessicale pronuncia una parola e il bambino riconosce selezionarla= La conoscenza e la ricchezza info semantiche immagazzinate in memoria. accuratezza delle risposte.
[ DIAGNOSI E FORMULAZIONE ]
• DIAGNOSI: Disturbo Primario del Linguaggio (DPL) / Disturbo del Linguaggio (DSM-5)
• MOTIVAZIONE: Deficit linguistico cross-linguistico (L1 + L2) con intelligenza non verbale ed esame audiometrico sovrapponibili alla norma.
[ INTERVENTO E RESTITUZIONE ]
RESTITUZIONE GENITORI
• Mantenimento L1 a casa (l'arabo NON è la causa)
• Psychoeducation
LOGOPEDIA & CLINICA
• Trattamento logopedico diretto sul linguaggio
• Supporto psicologico per frustrazione e isolamento
SCUOLA / MAESTRE
• Strategie d'inclusione nei momenti di gioco/attività
• Mediazione dei pari per ridurre l'isolamento
. BISC – Bilingual Language Experience Calculator. Questionario anamnestico/intervista semi-strutturata per genitori.
Quantità e qualità di input: Quante ore al giorno/settimana il bambino è esposto nei diversi contesti e livello di competenza dei parlanti con cui interagisce
Quantità di output: Quanto e con chi il bambino parla arabo rispetto all'italiano
Competenza percepita in L1: Domande specifiche ai genitori su come il bambino costruisce le frasi, comprende ed esprime concetti
Nella relazione clinica indicazioni per la scuola e PDP focalizzarsi accessibilità della comunicazione, inclusione relazionale e supporto sviluppo linguistico. Il documento formalizza strategie didattiche e inclusive concordate tra scuola e famiglia sulla base delle indicazioni della relazione specialistica.
Strategie Didattiche Facilitanti e Comunicazione Inclusiva supporto visivo: Accompagnare consegne verbali, le routine della giornata con immagini, pittogrammi, carte sequenziali
Linguaggio semplificato e diretto: frasi brevi, sintatticamente semplici e dirette.
Tecnica del Modellamento Espansione: Quando Amir produrre una frase o parola errata, le maestre riformulano la frase in modo corretto ed esteso senza rimproverarlo o chiedergli di ripetere forzatamente
2. Misure Compensative e Strumenti di Supporto: Agende Visive e Routine con Pittogrammi
CAA (Comunicazione Alternativa Aumentativa): Introduzione di una tabella dei bisogni essenziali evitare il ritiro/isolamento o le crisi di frustrazione.
3. Favorire l'Inclusione Sociale e Prevenire l'Isolamento
Tutoring tra Pari: Affiancare compagno con buone competenze comunicative e relazionali durante le attività di gioco libero o di laboratorio
Rassicurare il corpo docente che l'arabo a casa non interferisce negativamente con l'apprendimento dell'italiano.
5. Raccordo Scuola - Famiglia - Servizio (Rete Clinica) Pianificazione di incontri periodici di verifica (GLO): Monitoraggio congiunto con la scuola, i genitori, la logopedista e lo psicologo per verificare i progressi del linguaggio, della socializzazione e l'efficacia del PDP.
PRESENTAZIONE
Federica Crudo
Tirocinio Pratico Valutativo→ Neuropsichiatria Infantile – Istituto Carlo Besta – Milano
Centro di riferimento
- neurologia
- neuropsichiatria infantile
- ricerca neuroscientifica
↓
Cosa fa la struttura?
→ diagnosi
→ valutazione
→ presa in carico
→ ricerca
→ formazione
2. PERCHÉ HO SCELTO QUESTA SEDE?
Due motivi:
FORMATIVO
→ interesse per età evolutiva
→ interesse per disturbi del neurosviluppo
PERSONALE
→ esperienza personale con DSA
→ precedente percorso diagnostico proprio al Besta
→ maggiore sensibilità verso queste tematiche
↓
UNIVERSITÀ
→ interesse mantenuto durante il percorso universitario
3. COSA HO FATTO DURANTE IL TIROCINIO?
Ho affiancato:
→ psicologa
che si occupava principalmente di:
→ valutazione neuropsicologica
→ valutazione psicodiagnostica
Ho osservato:
- COLLOQUIO CON I GENITORI
- ANAMNESI
- OSSERVAZIONE
- SOMMINISTRAZIONE TEST
- INTERPRETAZIONE
- IPOTESI DIAGNOSTICA
Casi osservati:
- DSA
- ADHD
- disturbi del linguaggio
4. LA COSA PIÙ IMPORTANTE: LA DIAGNOSI
❌ Diagnosi ≠ singolo test
✅ Diagnosi = INTEGRAZIONE DI INFORMAZIONI
↓
QUADRO COMPLESSIVO DEL BAMBINO
“Il percorso diagnostico non si basa esclusivamente sul risultato dei test, ma sull'integrazione di molteplici fonti di informazione.”
5. LAVORO D'ÉQUIPE
PSICOLOGO
↕
NEUROPSICHIATRA INFANTILE
↕
LOGOPEDISTA
↕
ALTRI PROFESSIONISTI
↓
PRESA IN CARICO INTEGRATA
Obiettivo:
→ rispondere ai bisogni del minore
→ sostenere la famiglia
6. COSA HO IMPARATO?
TECNICO-PROFESSIONALE
→ strumenti di valutazione
→ procedure diagnostiche
→ valutazione in età evolutiva
TRASVERSALE
→ osservazione clinica
→ ascolto attivo
→ collaborazione interdisciplinare
7. ⚖️ DEONTOLOGIA
15 → 31 → 5 → 3 → 6
ART. 15 RISERVATEZZA / CONDIVISIONE IN ÉQUIPE
→ informazioni condivise solo se necessarie
→ tutela della privacy
→ non condividere indiscriminatamente
ART. 31 MINORE + CONSENSO INFORMATO
→ ruolo dei genitori/responsabilità genitoriale
→ minore comunque coinvolto
→ comunicazione adeguata all'età
→ valorizzare partecipazione e autonomia
ART. 5 COMPETENZA
→ utilizzare strumenti coerenti con formazione e competenze
ART. 3 TUTELA + CORRETTEZZA PROFESSIONALE
→ tutelare il destinatario dell'intervento
ART. 6 AUTONOMIA + COLLABORAZIONE
→ rispettare i diversi ruoli professionali
→ collaborare con altri professionisti
La deontologia non è solo teoria → è pratica quotidiana.
Si vede nel:
→ proteggere le informazioni
→ tutelare la privacy
→ rispettare i ruoli
→ comunicare correttamente
→ mantenere un atteggiamento professionale
8. PUNTO DI FORZA
Cosa mi è piaciuto?
→ casi clinici reali
→ contesto altamente specializzato
→ professionisti esperti
↓
Cosa ho trovato particolarmente interessante?
→ osservare il ragionamento clinico
↓
Ragionamento clinico
- informazioni
- ipotesi diagnostiche
- percorso di presa in carico
9. ⚠️LIMITE DELL'ESPERIENZA
CONTINUITÀ – ORGANIZZAZIONE – RIFLESSIONE
Cosa è successo?
Ho osservato diverse fasi diagnostiche
MA → non sempre ho seguito lo stesso paziente dall'inizio alla fine.
Perché? organizzazione del servizio + numero elevato di pazienti + molti percorsi contemporaneamente
↓
LIMITAZIONE DEL TIROCINIO
MA... COSA HO IMPARATO?
La presa in carico completa richiede:
→ continuità
→ coordinamento
→ comunicazione tra professionisti
→ visione globale della persona
-