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8.2: Gli anni dell’ "anarchia militare" - Coggle Diagram
8.2: Gli anni dell’ "anarchia militare"
Dopo la fine dei Severi si apre una
fase di forte instabilità (50 anni), tradizionalmente chiamata “anarchia militare”
.
Severo Alessandro fu ucciso nel 235 d.C. Insieme alla madre dalle sue stesse truppe.
In questo periodo, si susseguirono
11 imperatori, comandanti militari ascesi al trono
grazie al sostegno dell’
esercito
e della
guardia pretoriana
.
Massimino il trace (235-238) inaugurò i ritratti del secolo
con una
chioma a penna, volto con formule
realistiche dai tratti irregolari, accentuata ossatura
,
marcata contrazione dei muscoli, barba che invade il collo, espressione poco serena di un uomo al potere in un momento di grande instabilità.
Sulla stessa linea si muove
Traiano decio, volto dai tratti duri, espressione ansiosa,
rughe e orbite infossate che gli valgono l’etichetta di dolore morale.
Nel
III secolo
specie tra il
230-240
diventano popolari le
rappresentazioni dei defunti
come
intellettuali sui sarcofagi, intenti alla lettura, seduti su sgabelli o cattedre,
per lo più
membri della classe senatoria smaniosi di presentarsi come uomini dotti
.
Il Sarcofago di Plotino:
Anche qui sul
sarcofago di Plotino del 280 d.C. Il protagonista forse di rango equestre indossa una tunica
sotto la toga drappeggiata come un mantello greco mentre srotola un rotolo in posizione di lettura circondato da
donne della famiglia in veste di muse e da filosofi
.
è un
scarcofago romano custodito ai Musei vaticani
e risalente al periodo tra il
260
e il
280 d.C.
.
Sebbene la destinazione del sarcofago
a ospitare le spoglie del filosofo neoplatonico Plotino sia del tutto congetturale/ipotetica
,
il
rilievo che adorna il fronte (alto 1,50 metri) è un interessante
esempio del
tema della dissertazione filosofica sui sarcofagi,
che si diffuse nella classe senatoria romana al posto dei sarcofagi con scene di battaglia quando Gallieno privò i senatori dei comandi militari
.
La
fronte
mostra il
defunto su un trono impegnato in attività intellettuale e nell'atto di srotolare un rotulo di papiro e con una capsa ai piedi
.
https://salimbasarda.net/wp-content/uploads/2016/07/Sarcofago_di_plotino.jpg
Due figure femminili ai suoi lati si atteggiano a Muse e tra quella di sinistra e il defunto si vede una testa maschile in secondo piano a rilievo più schiacciato.
il sarcofago
proseguiva in larghezza probabilmente con altre figure, che non ci sono pervenute.
Lo
sfondo
è costituito da un
tendaggio (parapetasma)
e
un'ambientazione architettonica nella parte mancante,
come sembrano suggerire i resti di un pilastro corinzio sulla destra
.
Il
lato posteriore
mostra una
caccia al leone (tema molto in voga, di ascendenza orientale) a basissimo rilievo e di qualità più scarsa
.
L'esecuzione è tipica dell'
arte nell'età di Gallieno, con un'impostazione classica ma molto attenta al disegno
ritmato
,
come si evince dalle
linee dei panneggi e nel forte chiaroscuro di barbe e capelli
.
L'
enfasi lineare accentua
anche la
perdita del volume delle figure, con un risultato molto disegnativo,
e le
linee orizzontali del drappeggio sullo sfondo appiattiscono lo spazio
.
Il Sarcofago di Baldino:
In questo sarcofago troviamo che
i due sposi
sono raffigurati
sia sul coperchio sia sulla fronte
;
l’
uomo offre un sacrificio su un altare incoronato da una vittoria e affiancato da Marte, in compagnia della moglie
che ricorda venere
.
https://pbs.twimg.com/media/FE0wxoMX0AoW493.jpg:large
Il
corpo del sarcofago
presenta una
tipica decorazione a fregio continuo, con un rilievo che mette in scena diverse situazioni
che hanno per protagonisti
i due coniugi destinatari dell’opera. Mostrare lo stesso personaggio coinvolto in attività differenti
ha obiettivo di fornire un’
immagine sfaccettata delle qualità, dei valori e della condotta di vita dell’effigiato,
rendendo il sarcofago
molto simile ad una classica iscrizione onoraria
Il sarcofago vuole dunque esaltare la vita e la posizione sociale dei suoi committenti:
all’estremità destra della fronte si colloca una scena di Dextrarum iunctio, momento conclusivo del rito nuziale, in cui la donna,
con il capo velato, stringe la destra al personaggio maschile, in tunica e toga sacerdotale.
Il tutto si svolge sotto gli occhi di Iuno Pronuba o della personificazione della Concordia
e di un più piccolo personaggio maschile, forse Imeneo o i pueri matrinus et patrinus, rappresentanti dell'abitazione fisica.
https://live.staticflickr.com/5699/22763308253_5616dfc5e6_b.jpg
Al
centro del rilievo i due coniugi
sono rappresentati nel
momento solenne di un’offerta sacrificale:
l’
uomo, accompagnato da Marte e con abiti militari (lorica squamata, paludamentum, cinctorium e calcei), viene
incoronato dalla dea Vittoria con una corona d’alloro; la consorte, raffigurata nei panni di Venere
e accompagnata da un
amorino con lo specchio tra le mani, tiene in mano un lungo scettro
.
Più
a sinistra
presiedono all’evento la
Virtus
e la
dea Fortuna con la cornucopia
.
Su
l fianco sinistro, scolpito a rilievo più basso, è rappresentato un piccolo corteo di accompagnatrici
con
offerte e suppellettili, mentre su quello destro sono rappresentati un suonatore di flauto ed una danzatrice.
La
coppia di defunti
ricorre una
terza volta sul coperchio
, con i
due distesi come su di un letto tricliniare e un’espressione dei volti più serena e meditativa.