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8.1: L’ultima dinastia : i Severi - Coggle Diagram
8.1: L’ultima dinastia : i Severi
L'ultima dinastia inizia con
Settimio Severo acclamato imperatore a soli 39 anni,
fu capostipite dell’ultima dinastia dell’impero, originario di Leptis Magna, in Africa
.
Il suo regno durò
18 anni
e fu il
più lungo del secolo, la dinastia resse per 40 anni
,
merito di una politica interna che tra i punti di forza
annoverava la pretesa di continuità con la
famiglia degli antonini
.
Settimio Severo sale al potere nel
193 d.C.
e cerca subito di legittimare la
propria posizione collegandosi alla famiglia degli Antonini
.
Nel
196 d.C. si presenta infatti come figlio adottivo di Marco Aurelio
,
e il suo ritratto riprende volutamente i tratti dell’imperatore precedente
.
Marco Aurelio, Settimio Severo
L’innesco nella famiglia degli antonini si vede anche nel
ritratto di tipo Serapide, dopo il viaggio in Egitto nel 199 d.C.
Con
masse di riccioli voluminosi e molto plastiche, spettinate sulla fronte con quattro boccoli che ricordano la divinità egizia Serapide
,
l’erede degli antonini mescola cosi la
propria immagine con quella dei principi antoniniani e di un dio
.
Settimio severo quand'era imperatore, si affrettò a
introdurre riforme ben viste dall’esercito
come
lo scioglimento e la riforma della guardia pretoriana insieme all’incremento delle unità nell’urbe
.
Furono anche erette
imponenti caserme. Inoltre egli approfittò degli incendi durante il regno di Commodo
per iniziare una campagna di
restauri come quello del pantheon. Fece inaugurare nel foro romano nel 203 d.C
.
Un
arco a triplice fornice svettante per più di 20 metri di altezza nel punto in cui la via sacra saliva sul Campidoglio.
https://c8.alamy.com/compit/2m969dd/veduta-dell-arco-di-settimio-severo-a-roma-si-tratta-di-un-arco-trionfale-di-marmo-bianco-nel-foro-romano-dedicato-nel-203-d-c-a-commemorare-le-vittorie-partiane-dell-imperatore-settimio-severo-e-dei-suoi-due-figli-caracalla-e-geta-nelle-due-campagne-contro-i-parthiani-2m969dd.jpg
L'Arco di Settimio Severo:
L'
arco di Settimio Severo
è un
arco trionfale a tre fornici
(con un
passaggio centrale affiancato da due passaggi laterali più piccoli
),
situato a Roma, all'angolo nord-ovest del Foro Romano e sorge su uno zoccolo in travertino, in origine accessibile solo per mezzo di scale
.
https://www.bing.com/images/search?view=detailV2&ccid=g4jCKjt2&id=DF2D3F5EA32A431F65DAFE291C97CC2392C3268D&thid=OIP.g4jCKjt2V6PqTd0vu1E1EgHaE5&mediaurl=https%3a%2f%2flive.staticflickr.com%2f554%2f19541603979_320b3bbef2_b.jpg&cdnurl=https%3a%2f%2fth.bing.com%2fth%2fid%2fR.8388c22a3b7657a3ea4ddd2fbb513512%3frik%3djSbDkiPMlxwp%252fg%26pid%3dImgRaw%26r%3d0&exph=678&expw=1024&q=arco+settimio+severo+roma&FORM=IRPRST&ck=3AFFC29A7C5B55DDC176238B0230C9D6&selectedIndex=3&itb=0
Eretto tra il
202
e il
203
,
fu dedicato dal senato all'imperatore Settimio Severo
e ai
suoi due figli, Caracalla e Geta per celebrare la vittoria sui Parti
,
ottenuta con
due campagne militari concluse rispettivamente nel 195 e nel 197-198
.
L'arco era posto nel
Foro a fare da pendant/corrispondente ideale all'arco di Augusto, anch'esso dedicato a una vittoria partica
,
e con l'
arco di Tiberio e il portico di Gaio e Lucio Cesare costituiva uno dei quattro accessi monumentali alla piazza forense storica non percorribile da carri: alcuni gradini sotto i fornici impedivano infatti il passaggio delle ruote
.
L'arco, all
'epoca parzialmente interrato, venne completamente dissotterrato nel 1804 per iniziativa di Pio VII.
L'arco , è costruito in
opera quadrata di marmo, con i tre fornici
inquadrati sul lato frontale da colonne sporgenti di ordine composito
,
su alti plinti, scolpiti con Vittorie e figure di barbari.
Si tratta del
più antico arco a Roma, conservato
,
con
colonne libere anziché addossate ai piloni
.
I
fornici laterali
sono messi in
comunicazione
con quello
centrale
per mezzo di
due piccoli passaggi arcuati
.
La
quarta riga dell'iscrizione, dove compare patri patriae optimis fortissimisque principibus, sostituisce il
testo originario
.
https://romeguides.it/wp-content/uploads/2022/08/Arco_Settimio_Severo.jpg
https://www.decarch.it/wiki/images/thumb/0/04/ArcoSSeveroSchema.jpg/450px-ArcoSSeveroSchema.jpg
Sopra l'attico
, come raffigurato nelle emissioni monetali, si trovava la
quadriga imperiale in bronzo e gruppi
statuari
.
I
due lati principali dell'arco erano decorati da rilievi. Ai lati del fornice centrale si trovano le consuete Vittorie con trofei
,
che volano sopra genietti che simboleggiano le quattro stagioni (due per faccia).
https://c8.alamy.com/comp/C7X2TX/triumphal-arch-of-the-emperor-septimius-severus-roman-forum-rome-C7X2TX.jpg
https://d3e1m60ptf1oym.cloudfront.net/4841ebbc-e667-11e2-acc8-f74cabaf2a83/E12079_uxga.jpg
Sui
fornici minori
si trovano
motivi analoghi, ma le personificazioni rappresentano dei fiumi
.
Nelle
chiavi d'arco
sono scolpite varie divinità:
Marte, Ercole, Libero, Virtus (forse) e Fortuna
.
https://api.viaggiart.com/resources/images/xl/big/image/26031-4ef6db75d6b499932a7aa54d7d2565c3-1502338238.jpg
Sui
fornici minori corre un piccolo fregio con la processione trionfale scolpita da altissimo rilievo
.
https://api.viaggiart.com/resources/images/xl/big/image/26031-4ef6db75d6b499932a7aa54d7d2565c3-1502338238.jpg
Sui
plinti delle colonne (elementi architettonici che sostengono la base delle colonne e possono presentare diverse forme e decorazioni),
rappresentazioni di
soldati romani con prigionieri parti (quattro sulla fronte e due sui lati minori)
.
https://romeguide.it/wp-content/uploads/2024/04/Arco-di-Settimio-Severo-4-e1712914531871.jpg
La parte più interessante della
decorazione
sono i
quattro grandi pannelli che occupano lo spazio sui fornici minori
,
dove è scolpita la
narrazione delle campagne di Settimio Severo in Mesopotamia, organizzate in fasce orizzontali da leggere dal basso verso l'alto
,
come consueto nella pittura trionfale e nelle narrazioni da essa derivate (colonna Traiana, colonna di Marco Aurelio).
https://c8.alamy.com/comp/A3E8XW/detailed-scene-on-the-titus-arch-in-the-forum-romanum-rome-italy-A3E8XW.jpg
La decorazione accessoria
segue lo stile classico dell'arte ufficiale ed è tesa a esaltare con simboli e allegorie l'eternità e l'universalità dell'Impero
(
le stagioni, i fiumi della Terra
), oltre alla
gloria degli imperatori
(
Vittorie, prigionieri
). Forte è la connotazione
chiaroscurale
.
Le
scene scolpite
vennero probabilmente create usando come modello le
pitture che narravano i fatti della guerra inviate dalla Mesopotamia al Senato in preparazione del trionfo
,
che poi venne rimandato dall'imperatore e mai celebrato.
L'
ambientazione delle scene è unica, con un generico paesaggio roccioso(ottenuto bucherellando la superficie del marmo)
,
con
accenni di fiumi (come il Tigri nel pannello di Nord-Ovest)
e le
schematiche
raffigurazioni di città.
La narrazione
in alcuni punti è continua, in altri mostra scene isolate, istantanee
.
La comprensione dei fatti è spesso affidata a
gesti eloquenti e situazioni facilmente intelligibili
.
Uno dei
pannelli più significativi è quello dell'Assedio e presa di Ctesifonte
,
dove è particolarmente evidente l'
uso del trapano, che crea zone profonde con forti ombreggiature
alternate a quelle in luce sulla superficie, dando un effetto coloristico già visibile in alcune opere sin dall'età di Antonino Pio.
https://www.worldhistory.org/img/r/p/750x750/1346.jpg?v=1599306303
una novità ancora più eclatante è la
rappresentazione della figura umana, ormai appiattita in scene di massa
ben lontane dalla visione "greca" della rappresentazione dell'individuo isolato e plastico
.
Si tratta di una testimonianza evidente della nascita di
nuovi stilemi legati al filone dell'arte "provinciale e plebea" che dominarono l'arte tardoantica sfociando poi nell'arte medievale
.
Lo Septizodium:
Questo edificio, era costruito da
Settimio Severo
e sorgeva nella valle tra
Celio e Palatino
,
accanto al Circo Massimo, lungo la via Appia
.
https://2.bp.blogspot.com/-DEXpSQPPlTQ/WjVApa7gx9I/AAAAAAAAkFA/w_f3nTlId-g_pG6PNtHilC3scBDzpOxtgCLcBGAs/s1600/septizonio2.jpg
Secondo molti era la nuova facciata monumentale del palazzo imperiale sul Palatino
,
col
nuovo fronte sulla Via Appia, un'ala aggiunta al palazzo imperiale di Domiziano da Settimio Severo
,
nella sistemazione delle
pendici sud est del colle, per completare degli edifici termali avviati un secolo prima da Domiziano
.
Per breve tempo
ospitò la tomba dell'imperatore Geta, figlio di Settimio
,
il che
farebbe pensare a un mausoleo, ma richiama anche una struttura a sette piani, anche se fin dalle stampe più antiche ne appaiono sempre tre
.
Secondo alcune fonti il Settizonio era una
struttura idrica monumentale, contenente le sette divinità planetarie
:
Saturno, Sole, Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere.
In effetti
deriverebbe da "Sette soli" cioè sette astri, la simbologia astrale con riferimento ai sette pianeti
,
per la
passione di Settimio per l'astrologia
e che
probabilmente proveniva proprio da Leptis
.
Infatti
volle che il suo oroscopo venisse dipinto sul soffitto della sala delle udienze imperiali
.
Crollata
la
sezione centrale, le due parti delle rovine erano dette Septem solia maior e Septem solia minor
.
La distruzione e il prelievo di marmi pregiati, travertino, colonne e decori vari proseguirono nei secoli dalle famiglie patrizie
che
dominarono
attraverso i
vari Papi che riuscirono a far nominare nei conclave, attraverso pagamenti e alleanze
.
La
demolizione definitiva si dovette a Sisto V
.
L'edificio è noto dalla
pianta sulla Forma Urbis severiana e da disegni rinascimentali, nonchè da il "Trattato
di Verona sulle rovine Romane" del 1610
da cui risulta che
le colonne fossero corinzie "Tutte le colonne
sono di granito e marmo migliori, alcuni bianchi, alcuni colorati"
.
Di
marmo
insomma erano
colonne, cornici e intercolumni per tutta la facciata, scanditi con rosoni sempre
in marmo,
intagliati in forme diverse
. Il
prospetto
era lungo
89 m.
e
simile
ai
frontescena teatrali
:
vi si
aprivano tre nicchioni semicircolari con ai lati due avancorpi a base quadrata
,
movimentando con spigoli retti e ampie curvature il fronte di tre piani colonnati di altezza decrescente verso l'alto
.
Le
tre nicchie
ospitavano altrettante
fontane a base circolare, con un'unica vasca che ne raccoglieva le
acque più in basso
.
https://www.ostia-antica.org/switzerland/topics/images/septizodium-reconstruction-plan.jpg
La costruzione sembrerebbe ispirata al
gusto asiatico, ma non ci sono abbastanza frammenti architettonici che lo dimostrino
.
Come modelli si possono citare il
ninfeo di Mileto, di epoca traianea,
e il
ninfeo di Aspendos, di epoca adrianea,
.
che a loro volta si ispiravano alle scene degli edifici teatrali, già all'epoca dotati di giochi d'acqua
Tra il 203 e il 204 d.C. banchieri e commercianti di capi bovini votarono l’elezione di un monumento all’imperatore e alla sua famiglia
.
Venne cosi costruito l’
arco degli argentari nell’area del foro boario
.
L'
ARCO DEGLI ARGENTARI
:
Il monumento fu
eretto nel 204
nel punto in cui l'
antica strada urbana del vicus Iugarius
si immetteva nella piazza del Foro Boario, nella zona dell'attuale piazza della Bocca della Verità.
https://c8.alamy.com/comp/MN9P6G/italy-rome-forum-boarium-arco-degli-argentari-roman-arch-close-to-san-giorgio-in-velabro-MN9P6G.jpg
Come attesta l'
epigrafe posta sull'arco
, esso era una
dedica privata degli argentarii et negotiantes boari huius loci ("i banchieri e i commercianti boari di questo luogo")
agli augusti Settimio Severo e Caracalla, al cesare Geta, a Giulia Domna, moglie di Settimio Severo, e a Fulvia Plautilla, moglie di Caracalla
.
https://www.rome-roma.net/photos/2013-mars2014/eglisesderome/images/arco_degli_argentari_foro_boario_4961.jpg
Dalle iscrizioni furono in
seguito abrasi i nomi di Plautilla (esiliata nel 205 e uccisa nel 211) e di Geta (ucciso nel 212),
dei quali
era stata decretata la damnatio memoriae. In un primo momento la dedica riguardò forse anche il prefetto del pretorio Gaio Fulvio Plauziano, padre di Plautilla anch'egli caduto nel 205 d.C.
Secondo
recenti ricostruzioni, in cima all'arco
erano poste
cinque statue
:
al centro quella di Settimio Severo, ai lati i figli Geta (sulla sinistra) e Caracalla (sulla destra);
tra i due figli erano poste quelle di Giulia Domna (sulla sinistra, tra Severo e Geta) e di Fulvia Plautilla (sulla destra, tra Severo e Caracalla)
.
Il monumento è
alto complessivamente 6,15 m e il passaggio ha una larghezza di 3,30 m
.
La
porta
è costituita da un
architrave sostenuto da due spessi pilastri, con lesene decorate agli angoli, di cui quello orientale venne per metà inglobato nel VII secolo nella vicina chiesa di San Giorgio in Velabro.
La struttura è rivestita di
lastre di marmo bianco, tranne il basamento in travertino
.
La
decorazione esterna è ricchissima
e riempie tutta la superficie disponibile:
sulla
fronte meridionale l'iscrizione dedicatoria, che si sovrappone al fregio e all'architrave della trabeazione
,
è inquadrata da
due bassorilievi raffiguranti Ercole e un genio
. I
pannelli all'interno del passaggio
presentano
rilievi con scene di sacrificio, con le figure simmetricamente contrapposte:
sul lato destro (pilastro orientale) sono raffigurati Settimio
Severo e Giulia Domna, mentre una figura abrasa doveva rappresentare Geta;
mentre
sul lato opposto Caracalla, che in origine aveva accanto Plautilla e Plauziano, anch'essi abrasi in seguito alla damnatio memoriae.
Sul
lato esterno del pilastro occidentale,
il pannello raffigura
soldati e prigionieri barbari,
https://c8.alamy.com/compit/r1pjbe/roma-l-italia-la-arcus-argentariorum-arcata-del-money-changers-arco-degli-argentari-204-ad-ovest-esterna-raffigurante-soldati-romani-e-bar-r1pjbe.jpg
mentre sul
lato frontale, tra le due lesene angolari del pilone, decorate da stendardi militari, si conserva una figura in tunica corta,
piuttosto rovinata.
Completano l'insieme, sopra i
rilievi maggiori, pannelli più piccoli con Vittorie o aquile sorreggenti ghirlande,
e
al di sotto,
scene dell
'immolazione delle vittime sacrificali.
Interessante notare la
disposizione frontale delle figure imperiali che anticipano un modo che sarà tipico per Costantino
.
L'arco di Leptis Magna:
Soluzioni iconografiche simili all'arco degli argentari si ritrovano pure sull’
arco dei severi eretto tra il 205 e il 209 d.C.
A
Leptis Magna probabilmente dalla comunità cittadina.
Ancora una volta
non un arco trionfale ma un tetrapilo onorario all’incrocio di strade trafficate.
https://media.istockphoto.com/photos/septimus-severius-arch-leptis-magna-picture-id459405369?k=20&m=459405369&s=612x612&w=0&h=jEd6YUuuzNycW9lj21
In
calcare e marmo, con scene cerimoniali raffiguranti l’imperatore e la sua famiglia
fu eseguito da
maestranza abili nell’uso del trapano con forti effetti chiaroscurali nella lavorazione delle masse ricciute, nella definizione del contorno delle figure, nelle pieghe dei panneggi
.
Sull’
attivo nord
la
processione trionfale (come simbolo della vittoria eterna degli imperatori)
era centrata sulla
quadriga con Settimio severo, Geta e caracalla. Anche qui un’inquadratura frontale
che
distorce la prospettiva complessiva(i cavalli sono di profilo)
.
L'arco è costituito da
quattro imponenti pilastri che sorreggono una copertura a cupola.
Ciascuna delle
quattro facciate esterne dei pilastri era affiancata da due colonne corinzie
,
tra le quali
erano scolpite decorazioni in rilievo rappresentanti le saldissime virtù e le grandi imprese dell'epoca dei Severi.
Nel punto di intersezione tra
la cupola e i pilastri
si possono notare delle
aquile con le ali piegate, simbolo
della Roma imperiale
.
Sopra le colonne
si trovano
due bei pannelli
che riproducono nei dettagli
processioni trionfali, riti sacrificali e lo stesso Settimio Severo che tiene per mano il figlio Caracalla
.
Sulla
facciata interna delle colonne
sono riportate scene di
campagne militari, cerimonie religiose e
immagine della famiglia dell'imperatore
.
Con la
prematura morte di Settimio severo lascia l’impero nelle mani dei figli geta e caracalla
.
I loro
ritratti degli ultimi anni di regno del padre sono volutamente indistinguibili
e inaugurano una
nuova moda, barba e capelli molto corti forse scaturita da consuetudini militari.
Una volta
ucciso il fratello Caracalla operò un cambio di immagine
,
il suo ritratto piu diffuso dell’epoca
lo
mostra energico, collo piegato a sinistra per creare una somiglianza con Alessandro magno
.