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TEORIE 1 - Coggle Diagram
TEORIE 1
Teorie degli Effetti della Comunicazione
Teoria dell'uniformità dell'effetto (Teoria ipodermica / Bullet theory / Proiettile magico)
Visione: Elementaristica e meccanicistica del target (individui isolati e indifesi).
Presupposto: I media plasmano l'opinione pubblica e la persuasione è sempre garantita se i messaggi raggiungono il target.
Rivalutazione neuroscientifica: Focus sulle risposte immediate e istintive (emozionali), indipendenti dalla razionalità (es. stimoli disgustosi causano allontanamento universale).
Effetto della ripetizione (Cumulative effect)
Studi: Zajonc e Long sulla mera esposizione.
Risultato: La ripetizione facilita l'apprendimento, la gradevolezza e l'accettazione del messaggio.
Teoria degli effetti condizionali
Principio: I media influenzano l'audience in particolari condizioni e per soggetti specifici, riconoscendo un ruolo attivo al ricevente.
Variabili: Genere, età, professione, stato socio-economico.
Teoria degli effetti limitati
Esposizione selettiva: L'audience tende a esporsi a informazioni congeniali e a evitare messaggi difformi.
Risultato: Le campagne di persuasione hanno successo con chi è già d'accordo; spesso il risultato è il rinforzo di atteggiamenti esistenti.
Teoria dell'agenda setting
Principio: I media indicano a cosa pensare (non come pensare) tramite enfasi e priorità delle notizie (McCombs e Shaw).
Meccanismo euristico: Sfrutta il risparmio energetico del cervello e l'euristica della disponibilità (informazioni più frequenti sono più reperibili).
Teoria della coltivazione
Ruolo: I mass media fungono da agenti di socializzazione che plasmano percezioni, valori e comportamenti.
Mainstreaming: Omogeneizzazione nelle concezioni del mondo dovuta alla visione televisiva (es. percezione del mondo più violento)
Criteri di Efficacia della Comunicazione Persuasiva
Credibilità: Validità e attendibilità del contenuto, distinta dalla verità.
Coerenza: Organizzazione logica degli elementi a sostegno dell'argomentazione.
Congruenza: Capacità di trovarsi nel luogo giusto, al momento giusto, con le parole giuste.
Consistenza: Continuità temporale, costanza e non contraddittorietà della proposta persuasiva (reiterazione).
Evoluzione: Dal Modello Razionalistico alle Neuroscienze
Strumenti di Misurazione nel Neuromarketing
Eye tracking: Misura il comportamento visivo (fissazioni, percorsi di visione, dilatazione pupillare) basandosi sull'ipotesi mente-occhio.
Analisi della conduttanza cutanea: Rileva la sudorazione della pelle per valutare il grado di attivazione (arousal).
Analisi respiratoria e battito cardiaco: Correlati allo stato di concentrazione, attenzione e tensione emotiva.
Misura delle espressioni facciali: Analisi delle micro-espressioni tramite software (es. Face Reader, modello FACS di Paul Ekman).
Tempi di risposta e latenza (es. IAT): Misurano la velocità di associazione per valutare la forza e la radicatezza di un atteggiamento.
Elettroencefalogramma (EEG): Misura le onde cerebrali e l'asimmetria della banda alpha (prefrontale destra = emozioni negative; sinistra = positive).
Postura: Rileva il grado di avvicinamento (attrazione) o allontanamento (disgusto/paura) rispetto allo stimolo.
Modello Razionalistico / Cognitivista
Homo Oeconomicus: Consumatore razionale, consapevole, che valuta costi-benefici in modo logico-matematico.
Modelli storici: Salesmanship theory, modello AIDA (Attention, Interest, Desire, Action), modello DAGMAR di Colley (Consapevolezza, Comprensione, Convinzione, Azione), e Unique Selling Point (USP) di Rosser Reeves.
Limiti: L'emozione era vista come un fattore di disturbo; il modello non spiega il successo di messaggi irrazionali o emotivi.
La Svolta Psicoanalitica e Inconsapevole
Ernest Dichter: Fondatore della Ricerca Motivazionale (1953); focus sui processi pulsionali dell'inconscio, desideri e paure simboliche legate ai prodotti.
Il Contributo delle Neuroscienze e del Neuromarketing
Nuovo paradigma: Le emozioni sono "dimensioni cognitive" e guidano istantaneamente le decisioni (Richard Davidson).
Razionalizzatori, non decisori razionali: La mente cognitiva si attiva ex post per razionalizzare scelte guidate dall'emozione.
Definizione di Neuromarketing (Ale Smidts): Studio delle reazioni senso-motorie, cognitive e affettive agli stimoli di marketing misurando indicatori psicofisiologici.
Analisi della Comunicazione, Psicologia dei Media e Neuromarketing
Obiettivo: Valutare la presenza di concetti, argomentazioni e rappresentazioni legate a un fenomeno.
Funzione: Individuare gli aspetti per persuadere i consumatori e gli elementi omessi.
Applicazioni: Studio della rappresentazione mediatica della realtà e dei processi interpretativi guidati dalle aspettative.
Effetto di esposizione (Webster e Wakshlag): Studio delle differenze di visione tra gruppi, quantità di esposizione e tempo di attenzione.