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6.4: La ritrattistica imperiale, da Ottaviano a Domiziano - Coggle Diagram
6.4: La ritrattistica imperiale, da Ottaviano a Domiziano
Il ritratto imperiale serve a costruire l'immagine pubblica dell'imperatore. Per questo i cambiamenti nel volto,
nell’acconciatura e nell’espressione non sono casuali, ma riflettono anche il modo in cui il sovrano vuole presentarsi.
I primi ritratti di Ottaviano , i tipi beziers/Spoleto realizzati negli anni immediatamente successivi al suo arrivo a roma
mostrano un viso magro e ossuto, occhi piccoli e infossati, collo piegato di lato e verso l’alto
e capigliatura agitata con ciocche a fiammelle disposte in ordine disordinato, uno schema di derivazione da Alessandro magno.
Pur non avendo una statua intera di Ottaviano, ci si può fare un’idea delle formule iconografiche adottate attraverso la monetazione.
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Anche il terzo tipo ritrattistico il più diffuso tra i ritratti giovanili, realizzato probabilmente negli anni della vittoria di Nauloco su Sesto Pompeo nel 36 a.C. e noto come tipo «Alcudia» dall’esemplare in apparenza più vicino al prototipo, presenta caratteristiche analoghe, sebbene si noti una maggiore distensione dei tratti facciali.
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Agli anni fra il 31 e il 29 a.C. è stato di recente attribuito, con buoni argomenti, il ritratto tipo «Louvre MA 1280»,
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L’ultimo ritratto quando Ottaviano diventa augusto mostra di nuovo un viso giovanile coi tratti attutiti e ammorbiditi,
la capigliatura è più vivace del tipo LOUVRE ma meno agitata dei tipi precedenti con schema a tenaglia o forbice sulla fronte.
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La corazza è finemente decorata con la raffigurazione della
riconsegna ai romani dei vessilli perduti da crasso nel 53 ac contro i parti.
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Nella ritrattistica privata del 1 secolo d.C. Invece persiste una tradizione realistica tardorepubblicana
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L'Augusto di via Labicana è una statua marmorea che ritrae Augusto a figura intera, a tutto tondo,
nelle vesti di pontefice massimo. Alta 207 cm, deve il suo nome alla zona dove venne scavata alle pendici del
colle Oppio, in via Labicana.
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Dopo augusto gli altri imperatori claudi (Tiberio,Caligola,Claudio e nerone)
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Nerone infatti parte da un taglio di capelli a calotta con frangia derivato dalla famiglia Giulio-claudia e passa a ritratti con elementi specifici del volto accentuati
come la sua rotondità, collo pronunciato me grassoccio, volontà dell’imperatore di staccarsi dal passato e libero dalla madre di voler costruire un’immagine personalizzata
con una nuova chioma con frangia a falcetto detta “chioma piegata a forma di gradini” avviando una moda durata fino ad adriano.
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Vespasiano si distinse dal ritratto di Nerone accentuando il realismo dei tratti quasi a rasentare la rozzezza in molti suoi ritratti
anche se vi sono suoi ritratti più addolciti e giovanili, anche Tito e Domiziano seguono lo schema del padre ma in modo meno marcato.
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