Il movimento è da considerarsi mezzo di comunicazione.
Pertanto, lavorando nella prospettiva semiomotoria, le azioni motorie intrinseche al movimento vengono descritte
attraverso l’ osservazione e la identificazione degli elementi strutturali e della pratica del movimento espressivo,
portando la persona a prendere coscienza (e conoscenza) delle emozioni più profonde.
Come ricorda Dewey, attraverso l’esperienza artistica è possibile favorire una “riscoperta del quotidiano”
perché essa è un mezzo per soddisfare il proprio bisogno di espressività universale, di comprensione e sviluppo delle
personali potenzialità creative contenute negli oggetti comuni, i quali vengono e divengono un mezzo di
comunicazione tra il mondo interiore e quello esterno. Il movimento coordinato e /o guidato e la danza costituiscono
una delle attività più complete da offrire ai bambini e in esse si rintracciano i requisiti necessari richiesti dagli
ordinamenti ministeriali per diversificare le attività che vanno ad integrare le attività motorie all’interno dei
programmi scolastici.
Sempre più diffusamente emerge il valore educativo delle
attività di danza, come quelli di movimento sulla musica, quali
attività capaci di offrire un collegamento tra didattica,
creatività e movimento. In tal modo si afferma più
modernamente la dimensione artistica ed espressiva delle
attività
scolastiche,
non più ad orientamento solo
fisico-motorio, offrendo ai discenti una occasione di
elaborazione creativa del movimento e della libertà di azione.