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PART 8.2 - Coggle Diagram
PART 8.2
CAPITOLO SESTO – TRATTAMENTO SANZIONATORIO DEI DELITTI CONTRO LA P.A
Le riforme più recenti hanno aumentato la severità
del trattamento sanzionatorio, soprattutto per i delitti caratterizzati da transazioni illecite:
concussione;
induzione indebita;
corruzione;
traffico di influenze illecite.
PENE PRINCIPALI
Le cornici edittali dei principali delitti sono state progressivamente
avvicinate
, mostrando
l'elevato disvalore attribuito alla strumentalizzazione della funzione pubblica.
Concussione
– art. 317 c.p. → reclusione 6-12 anni.
Corruzione
propria
– art. 319 c.p. → 6-10 anni.
Corruzione
in atti giudiziari –
art. 319-ter c.p., fattispecie base → 6-12 anni.
Induzione
indebita
– art. 319-quater, comma 1 → 6 anni-10 anni e 6 mesi.
Corruzione
per l'esercizio della funzione – art. 318 c.p. → 3-8 anni,
dopo la l. 3/2019
CIRCOSTANZE ATTENUANTI – ART. 323-BIS
A) PARTICOLARE
TENUITÀ
– ART. 323-BIS, COMMA 1
È una circostanza:
Per i reati espressamente indicati dalla norma, l
a pena è diminuita se il fatto è di particolare tenuità.
La tenuità deve essere
valutata
complessivamente, considerando:
modalità della condotta;
concreta gravità dell'illecito.
entità del fatto;
attenuante quanto all'effetto;
speciale quanto all'ambito di applicazione, perché vale solo per i reati indicati.
Aggiornamento l. 114/2024
L'art. 323-bis comprende oggi anche:
art. 314-bis c.p. → indebita destinazione di denaro o cose mobili;
art. 346-bis c.p. → traffico di influenze illecite.
È stato invece eliminato il riferimento all'art. 323 c.p., perché l'abuso d'ufficio è stato abrogato dalla l. 114/2024.
B) ATTENUANTE
PREMIALE
– ART. 323-BIS, COMMA 2
Introdotta dalla l. 69/2015.
La pena è diminuita da 1/3 a 2/3 per chi si adopera efficacemente:
per evitare conseguenze ulteriori dell'attività delittuosa;
per assicurare le prove dei reati;
per individuare gli altri responsabili;
oppure per consentire il sequestro delle somme o utilità trasferite.
Ratio
Premiare la collaborazione effettiva con l'autorità.
Aggiornamento 2024
La l. 114/2024 ha esteso espressamente l'attenuante anche all'art. 346-bis c.p.
PENE
ACCESSORIE
– ART. 317-BIS C.P.
Le riforme del 2015 e 2019 hanno rafforzato fortemente
le pene accessorie per i più gravi reati contro la P.A.
L'art. 317-bis prevede:
interdizione perpetua dai pubblici uffici;
incapacità perpetua di contrattare con la P.A., salvo che per ottenere prestazioni di un pubblico servizio.
Eccezioni
Se:
la pena detentiva inflitta è non superiore a 2 anni;
oppure ricorre la particolare tenuità ex art. 323-bis, comma 1;
le pene accessorie durano da 5 a 7 anni.
Se ricorre invece l'attenuante premiale dell'art. 323-bis, comma 2: → durata da 1 a 5 anni.
RIABILITAZIONE
Regola generale:
riabilitazione → estinzione delle pene accessorie e degli altri effetti penali della condanna.
Per determinate pene accessorie perpetue relative ai reati contro la P.A., però
, la sola riabilitazione non basta.
Servono:
almeno 7 anni;
prove effettive e costanti di buona condotta.
Formula da ricordare Riabilitazione + 7 anni + buona condotta → possibile estinzione delle pene accessorie perpetue.
AFFIDAMENTO IN PROVA
L'esito positivo dell'affidamento in prova al servizio sociale: →
non estingue automaticamente le pene accessorie perpetue.
ESTINZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO – ART. 32-QUINQUIES C.P.
Per determinati gravi reati contro la P.A., tra cui peculato, concussione e corruzione, la condanna del dipendente pubblico alla:
reclusione non inferiore a 2 anni
può comportare: → estinzione del rapporto di lavoro o di impiego.
SOSPENSIONE CONDIZIONALE DELLA PENA
Regola generale – art. 166 c.p.
La sospensione condizionale della pena si estende normalmente anche alle pene accessorie.
Eccezione per alcuni reati contro la P.A.
Il giudice può disporre che continuino a produrre effetti:
interdizione dai pubblici uffici;
incapacità di contrattare con la P.A.
Quindi: pena principale sospesa ≠ necessariamente sospensione della pena accessoria.
NORME PREMIALI
Le norme premiali servono soprattutto a rompere il patto corruttivo.
Nella corruzione, infatti, normalmente:
corrotto e corruttore hanno entrambi interesse a mantenere segreto l'accordo.
Gli strumenti principali sono:
attenuante premiale → art. 323-bis, comma 2;
causa di non punibilità → art. 323-ter.
CAUSA DI NON PUNIBILITÀ – ART. 323-TER C.P.
Introdotta dalla l. 3/2019.
Si applica, nei limiti previsti dalla norma, ai reati di:
art. 318; art. 319; art. 319-ter; art. 319-quater; artt. 320 e 321; art. 322-bis, limitatamente a corruzione e induzione indebita; art. 346-bis;
art. 353 →
turbata libertà degli incanti;
art. 353-bis →
turbata libertà del procedimento di scelta del contraente;
art. 354 →
astensione dagli incanti.
La l. 114/2024 ha inserito espressamente anche il traffico di influenze illecite ex art. 346-bis.
QUINDI
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OPERAZIONI SOTTO COPERTURA
La l. 3/2019 ha esteso
ai gravi reati contro la P.A. la disciplina delle operazioni sotto copertura prevista dall'art. 9 l. 146/2006.
L'agente infiltrato, nell'ambito di un'attività investigativa autorizzata e al solo fine di acquisire prove, può compiere atti come:
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Limite fondamentale
L'agente può scoprire o documentare un reato, ma non deve creare un proposito criminoso che prima non esisteva.
Distinzione da ricordare
Agente
infiltrato
→ interviene su un'attività criminosa già esistente o autonomamente formatasi.
Agente
provocatore
→ induce il soggetto a commettere un reato che altrimenti non avrebbe commesso.
La disciplina speciale protegge l'agente infiltrato, non una generale attività di provocazione criminosa.
IPOTESI DI CONFISCA NEI REATI CONTRO LA P.A.
Nei reati contro la P.A. il legislatore ha progressivamente
potenziato gli strumenti
di confisca, perché l
a confisca generale ex art. 240 c.p. risultava insufficiente
soprattutto nei fenomeni caratterizzati da accumulazione di ricchezze illecite.
Le principali forme sono:
art. 335-bis c.p. → c
onfisca obbligatoria per i delitti dei pubblici ufficiali contro la P.A.;
L'art. 335-bis c.p. stabilisce che,
salvo
quanto previsto dall'art. 322-ter, in caso di condanna per i
delitti del Capo I, Titolo II, è ordinata la confisca anche nelle ipotesi dell'art. 240, comma 1.
Funzione
L'art. 335-bis:
non crea una nuova tipologia di confisca;
r
ende obbligatoria la confisca che l'art. 240,
comma 1, prevede
normalmente come facoltativa
art. 240, comma 1 = facoltativa → art. 335-bis = obbligatoria.
La formula
«salvo quanto previsto dall'art. 322-ter»
significa che
→ se ricorrono i presupposti dell'art. 322-ter, si applica quest'ultimo.
Oggetto
Può riguardare:
cose servite o destinate a
commettere il reato;
prodotto
del reato → risultato materiale dell'attività criminosa;
profitto
del reato → vantaggio economico derivante dall'illecito.
È necessaria una
relazione tra bene e reato:
si tratta quindi di una
confisca diretta.
art. 322-ter c.p. →
confisca speciale di prezzo e profitto;
È una confisca speciale e obbligatoria prevista per
determinati delitti contro la P.A.
Si applica, tra l'altro, ai delitti compresi negli artt.
314-320 c.p.
, categoria nella quale rientra oggi anche il nuovo art. 314-bis.
Presupposto
Occorre
:
sentenza di condanna;
oppure patteggiamento ex art. 444 c.p.p.
La confisca è obbligatoria.
Oggetto
Riguarda:
prezzo
del reato → corrispettivo dato o promesso per commettere l'illecito;
profitto
del reato → vantaggio economico ottenuto dal reato, anche sotto forma di risparmio di spesa.
L'art. 322-ter distingue:
A) CONFISCA DIRETTA
Colpisce
direttamente
il prezzo o profitto derivante dal reato.
Richiede quindi:
che il vantaggio sia stato effettivamente conseguito;
che vi sia un collegamento tra bene confiscato e reato.
tangente di €50.000 ricevuta e ancora individuabile → confisca diretta dei €50.000.
Se invece
la corruzione si perfeziona con l'accordo ma il denaro promesso non viene mai ricevuto, quella somma non costituisce ancora un profitto concretamente acquisito da confiscare direttamente.
Non può essere confiscato il bene appartenente a un terzo estraneo al reato.
B) CONFISCA PER EQUIVALENTE
Opera quando la confisca diretta di prezzo o profitto non è possibile.
Il giudice può confiscare
→ altri beni di cui il reo ha la disponibilità, per un valore corrispondente al prezzo o profitto.
Non
serve quindi un
rapporto
di derivazione
tra il bene confiscato e il reato.
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art. 240-bis c.p. →
confisca allargata;
La confisca allargata nasce nel contrasto alla
criminalità organizzata,
ma è stata progressivamente estesa anche ad
altri reati, compresi numerosi delitti contro la P.A.
non richiede di dimostrare che ogni singolo bene confiscato derivi direttamente dal reato per cui è intervenuta la condanna.
Serve quindi a superare il limite della confisca tradizionale, fondata sul rapporto
singolo bene ↔ singolo reato.
Presupposto
Occorre
normalmente:
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Il reato di condanna viene definito
reato-spia o reato-matrice:
→ è un indice della possibile
esistenza di una più ampia attività criminosa produttrice di ricchezza.
Condizioni
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Perché si chiama “allargata”?
oltre il prezzo o profitto del singolo reato oggetto della condanna.
Limite
temporale
La giurisprudenza richiede una ragionevole correlazione temporale tra:
acquisizione dei beni;
periodo del reato-spia o dell'attività criminosa rilevante.
La Corte costituzionale n. 33/2018 ha
confermato proprio l'esigenza di una ragionevolezza temporale della presunzione.
Ha inoltre chiarito che il giudice deve verificare se il fatto concreto non sia manifestamente estraneo al modello criminoso che giustifica la presunzione, evitando automatismi per fatti puramente episodici o occasionali.
La Corte ha anche invitato il legislatore a mantenere il catalogo dei reati-spia secondo criteri coesi e ragionevolmente restrittivi, data la forte invasività della misura.
reato-spia + patrimonio sproporzionato + mancata giustificazione → confisca allargata.
art. 24 d.lgs. 159/2011 →
confisca di prevenzione.
È una misura praeter delictum →
non richiede necessariamente una condanna penale per uno specifico reato.
Opera nell'ambito del
procedimento di prevenzione.
Presupposto soggettivo
Tra le categorie rilevanti rientrano i soggetti che, sulla base di
elementi di fatto, risultano vivere abitualmente, anche in parte, con proventi di attività delittuose.
L'accertamento della pericolosità non può essere generico.
Devono emergere attività delittuose:
abituali;
produttive di profitti;
dalle quali il soggetto ricavi una parte significativa dei propri mezzi di sostentamento.
OGGETTO – ART. 24 D.LGS. 159/2011
La confisca di prevenzione può riguardare alternativamente:
beni di valore sproporzionato rispetto al reddito o all'attività economica e dei quali non sia giustificata la provenienza;
beni che costituiscono frutto di attività illecite;
beni che costituiscono reimpiego dei proventi illeciti.
Quindi l'art. 24 contempla categorie alternative di beni confiscabili.
. ART. 578-BIS C.P.P. –
CONFISCA NONOSTANTE L'ESTINZIONE DEL REATO
In determinati casi il
giudice dell'impugnazione
può
pronunciarsi
sulla confisca anche quando s
opravviene una causa di estinzione del reato.
È però necessario che siano stati accertati:
la responsabilità;
i presupposti della confisca.
estinzione del reato ≠ confisca completamente svincolata dall'accertamento del fatto.
REGIME DEI REATI OSTativi – EVOLUZIONE NORMATIVA
L. 3/2019
La l. 3/2019, c.d. Spazzacorrotti, aveva inserito numerosi delitti contro la P.A. nell'art. 4-bis ord. penit., rendendoli reati ostativi.
Ciò incideva su:
lavoro all'esterno;
permessi premio;
misure alternative;
liberazione condizionale;
sospensione dell'ordine di esecuzione ex art. 656 c.p.p.
In origine assumeva particolare rilievo la collaborazione con la giustizia, anche nelle forme dell'art. 323-bis, comma 2.
Aggiornamento fondamentale – l. 199/2022
La l. 199/2022, di conversione del d.l. 162/2022, ha eliminato i delitti contro la P.A. dal catalogo dell'art. 4-bis ord. penit.
i normali delitti di peculato, concussione e corruzione non sono più, in quanto tali, reati ostativi ex art. 4-bis.
È stato conseguentemente eliminato anche il richiamo alla collaborazione ex art. 323-bis, comma 2 all'interno di questo regime.
2019 → inserimento dei reati contro la P.A. nell'art. 4-bis.
2022 → eliminazione dei reati contro la P.A. dal catalogo dei reati ostativi.
CORTE COSTITUZIONALE N. 32/2020
La questione nasceva proprio dal regime introdotto dalla l. 3/2019.
La giurisprudenza aveva inizialmente ritenuto applicabili le nuove restrizioni penitenziarie anche ai reati commessi prima dell'entrata in vigore della riforma.
La Corte costituzionale n. 32/2020 ha dichiarato illegittima questa applicazione retroattiva, con riferimento a:
misure alternative alla detenzione;
liberazione condizionale;
divieto di sospensione dell'ordine di esecuzione ex art. 656, comma 9, lett. a), c.p.p.
Principio fondamentale
Una modifica dell'esecuzione penale che determina un peggioramento sostanziale della pena concretamente eseguibile, ad esempio: da possibile esecuzione extramuraria → necessario ingresso in carcere
ha natura sostanzialmente penale.
art. 25, comma 2, Cost. → irretroattività della legge penale sfavorevole.