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44 - La valutazione neuropsicologica della memoria
Introduzione alla valutazione neuropsicologica della memoria
La valutazione dei disturbi di memoria avviene tramite test neuropsicologici
Permettono una valutazione quantitativa dei deficit
Perché servono i test: le informazioni soggettive sono inaffidabili
Il paziente può minimizzare o negare i problemi di memoria
Oppure può sovrastimare dimenticanze normali, temendo una patologia degenerativa
Cosa misurano i test
Se le prestazioni del paziente si discostano da quelle "normali"
Il confronto avviene con soggetti di controllo (sani) di stessa età, scolarità e sesso
Prima di valutare la memoria: verificare le funzioni prerequisite
Funzioni globali
Livello di coscienza, attenzione, concentrazione, motivazione
Velocità di elaborazione dell'informazione
Indispensabili per fissazione e richiamo della traccia mnestica
Funzioni strumentali o espressive
Linguaggio orale e scritto, capacità di disegnare, gestualità, movimento
Esempio: un paziente con disturbi di produzione linguistica avrà prestazioni deficitarie
Anche se la traccia mnesica è presente, non riesce a produrla verbalmente
Valutazione neuropsicologica della memoria di lavoro
N-Back test
Diverse condizioni di difficoltà crescente: 1-back, 2-back, 3-back
Compare un rombo con 4 posizioni ai quattro angoli, con numeri che appaiono uno alla volta
Condizione 0-back: rispondere col numero appena visto (baseline)
Condizioni 1/2/3-back: rispondere con lo stimolo visto 1, 2 o 3 posizioni prima
Esempio nella condizione 2-back
Compare 1 → nessuna risposta
Compare 3 → nessuna risposta
Compare 4 → rispondere 1 (lo stimolo di due posizioni prima)
Compare 1 → rispondere 3
Complessità crescente perché occorre simultaneamente registrare, manipolare e rispondere con stimoli precedenti
Al crescere di N aumentano il carico di memoria e la complessità della manipolazione
Principio generale: più stimoli da tenere a mente → peggiore la performance della working memory
Valutazione neuropsicologica della memoria a breve termine (MBT)
Digit Span Forward
Il paziente ripete sequenze di cifre nello stesso ordine dell'esaminatore
Se sbaglia, ha una seconda possibilità con sequenza della stessa lunghezza
Lo span verbale = numero di cifre della stringa più lunga ripetuta correttamente
Test di Corsi (MBT visuo-spaziale)
Tavoletta di legno con 9 cubetti, numerati dal lato dell'esaminatore
L'esaminatore tocca i cubetti in sequenza → il paziente deve riprodurla
Sequenze via via più lunghe di una unità
3 sequenze per ogni lunghezza; se il paziente ne rievoca almeno 2 su 3 → si passa alla successiva
Span visuo-spaziale = lunghezza della serie più lunga con almeno 2 sequenze corrette
Valutazione neuropsicologica della memoria a lungo termine (MLT)
Valuta la capacità di apprendere materiale nuovo
Richiede analisi e elaborazione dell'informazione in MBT → permanenza duratura in MLT
Memoria di prosa
Valuta apprendimento di materiale verbale organizzato gerarchicamente
Il testo è diviso in campi semantici → 1 punto per ogni elemento rievocato correttamente
Procedura: prima presentazione → Ricordo Immediato (RI)
Seconda lettura → Ricordo Differito (RD) dopo 10 minuti
Punteggio = media tra RI e RD
Coppie di parole
10 coppie: 5 facili (alta correlazione semantica) + 5 difficili (non correlate)
Presentate 3 volte; dopo ogni presentazione l'esaminatore dice la prima parola → il paziente deve rievocare l'abbinamento
Critica: il "vero" apprendimento avviene solo per le coppie difficili
Le facili sono un richiamo di informazioni già apprese (memoria semantica)
Memoria episodica recente
Valutazione "informale", perché strumenti standardizzati sono difficili da creare
Il materiale episodico è troppo contestualizzato per garantire omogeneità tra setting
Possibile prova: presentare 3 oggetti comuni, denominarli, nasconderli in 3 posti diversi
Il paziente deve prestare attenzione a oggetti e luoghi
Dopo 10-15 minuti: che oggetti? dove nascosti? con corretti abbinamenti?
Soggetto sano ricorda tutti gli oggetti, tutti i luoghi e gli abbinamenti corretti
Valutazione neuropsicologica della memoria nella demenza
In demenza media o grave: non ha senso valutare solo le funzioni mnesiche
Più utile una valutazione globale di tutte le funzioni cognitive (a fini diagnostici e riabilitativi)
Mini Mental State Examination (MMSE)
Test di screening largamente usato, semplice e rapido
Valuta: orientamento spazio-temporale, MBT, memoria di lavoro, linguaggio, abilità prassico-costruttive
Punteggio da 0 a 30; soglia normalità/patologia = 24
Punteggi: >24 nella norma, =24 borderline, 20-24 lieve, 10-20 moderata, <10 grave
Esempi di prove del MMSE
Orientamento: riferire data con giorno, mese, anno
Attenzione e calcolo: contare per 7 all'indietro da 100
Memoria immediata: ripetere 3 parole (pane, casa, gatto)
Richiamo differito: ricordare le 3 parole dopo un intervallo
Linguaggio: denominare oggetti (matita, orologio)
Esecuzione su comando: prendere foglio, piegarlo, buttarlo a terra
Comprensione scritta: leggere e eseguire "CHIUDA GLI OCCHI"
Cosa i test neuropsicologici DICONO
Accertano le caratteristiche del deficit mnesico (livelli e componenti)
MBT/MLT, memoria di lavoro, episodica/semantica, verbale/non verbale, esplicita/implicita, dichiarativa/procedurale
Chiariscono quale funzione mnesica è alterata
Deficit attentivo, di codificazione, di immagazzinamento, di rievocazione
Definiscono il contesto neuropsicologico globale, perché la memoria non è dissociabile dalle altre funzioni
Valutano evoluzione clinica e risultati del trattamento riabilitativo
Cosa i test neuropsicologici NON DICONO
Non valutano il comportamento del paziente
Non valutano l'efficienza nella vita reale (familiare, sociale, lavorativa)
Evidenziano più i deficit che le funzioni residue
Forniscono una valutazione quantitativa, non qualitativa