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42 - Compromissione cognitiva secondaria a disturbi dell'umore -…
42 - Compromissione cognitiva secondaria a disturbi dell'umore
I disturbi dell'umore
Disturbi psichiatrici con alterazione nella regolazione degli affetti
Affetti stereotipati, rigidi e non motivati
DSM: stati d'umore eccessivamente elevati o ridotti per durata variabile
Tre principali disturbi dell'umore
Disturbo depressivo maggiore (unipolare)
Disturbo Bipolare I
Disturbo Bipolare II
Disturbo depressivo maggiore (DSM)
≥5 sintomi presenti per almeno 2 settimane, con cambiamento rispetto al funzionamento precedente
Almeno uno tra: umore depresso o perdita di interesse/piacere
Altri sintomi: variazioni di peso/appetito, insonnia/ipersonnia, agitazione/rallentamento psicomotorio
Faticabilità, sentimenti di colpa eccessivi, ridotta concentrazione, ideazione suicidaria
Disturbo Bipolare I (DSM)
Necessario e sufficiente un episodio maniacale in anamnesi
Non meglio spiegato da schizofrenia; esordio medio a 18 anni
Disturbo Bipolare II (DSM)
Richiede almeno un episodio ipomaniacale + uno depressivo maggiore
Episodio maniacale (DSM)
Umore elevato/irritabile + aumento attività per ≥1 settimana
Criteri: grandiosità, ridotto bisogno di sonno, logorrea, fuga delle idee
Distraibilità, aumento attività finalizzata, attività piacevoli ma pericolose
Compromissione funzionale marcata; possibili sintomi psicotici (delirio di grandezza)
Prognosi: dopo il primo episodio, 90% ricadute e 10% suicidio
Episodio ipomaniacale (DSM)
Stessi criteri del maniacale ma durata ≥4 giorni (non 1 settimana)
Assenza di sintomi psicotici; intensità minore rispetto all'episodio maniacale
Eziologia dei disturbi dell'umore
Disturbo depressivo maggiore: eziologia multifattoriale
Fattori genetici: diverse varianti genetiche coinvolte nel rischio
Fattori neurotrasmettitoriali: anomalie nel signaling serotoninergico
Elevati livelli di cortisolo (ormone dello stress)
Stress acuto o cronico (abbandoni, maltrattamenti)
Scarso supporto sociale
Disturbo Bipolare: predisposizione genetica familiare
Alberi genealogici dimostrano familiarità, ma nessun gene specifico individuato
Rischio cumulativo: più familiari affetti → maggiore probabilità per nuovi membri
Un genitore bipolare → figli con ~10% di rischio; entrambi → rischio molto maggiore
Vulnerabilità genetica + stress emotivi → crisi
I geni determinano vulnerabilità del sistema nervoso
Stress precipitanti: inizio studio/lavoro, distacco da casa, inizio/fine relazione, lutto
Geni in comune con la schizofrenia
Parenti di primo grado di pazienti con schizofrenia o bipolare → alta probabilità per entrambe
Gene DAT (dopamine transporter)
Mutazione specificamente associata al disturbo bipolare
Non associata a schizofrenia né a depressione
Disturbo depressivo e deficit cognitivi
Le disfunzioni cognitive persistono anche dopo remissione sintomatologica
Si riflettono sulla qualità della vita e sull'attività lavorativa
Oltre 1/4 delle ripercussioni lavorative è attribuibile ai deficit cognitivi
Compromissione cognitiva = principale fattore di disagio nei pazienti depressi
Test neuropsicologici mostrano alterazioni rispetto ai soggetti sani
Correlazione disfunzioni cognitive–funzionamento psicosociale
Complessa, perché sintomi, episodi, capacità cognitive e domini psicosociali sono eterogenei
Depressione melanconica vs non melanconica
Melanconica (perdita di piacere + scarsa reattività) → compromissione maggiore di memoria e funzioni esecutive
Fattori che peggiorano le performance cognitive
Gravità della sintomatologia depressiva
Durata cumulativa degli episodi
Comorbilità con altre diagnosi psichiatriche
Esordio e deficit cognitivi: evidenze contrastanti
Alcuni: disfunzioni correlate a esordio precoce e maggiore durata dell'episodio
Altri: deficit modesti quando si escludono i casi a esordio tardivo
Adult-onset → deficit più pronunciati in memoria verbale, velocità di elaborazione, funzioni esecutive
Possibile coinvolgimento di fattori vascolari e neurodegenerativi
Persistenza dei deficit dopo remissione
Alcuni autori: le alterazioni cognitive persistono nonostante la risoluzione dei sintomi affettivi
Altri: gli episodi multipli causano le alterazioni; sintomi depressivi (ritardo psicomotorio, astenia, insonnia) agiscono come mediatori
QI premorboso e gravità di malattia → forti predittori di disfunzione cognitiva
Basso QI contribuisce significativamente alla riduzione delle prestazioni
Domini cognitivi più colpiti nella depressione
Funzioni esecutive, problem solving, attenzione, memoria a breve termine e di lavoro
Set-shifting task particolarmente compromesso → garantisce flessibilità cognitiva
Velocità di risposta marcatamente compromessa; attenzione selettiva spesso inalterata
Deficit della working memory
Ipotizzato uno specifico deficit da disfunzione della corteccia prefrontale dorsolaterale
Alterazioni sia della memoria verbale che visiva
Disabilità di apprendimento non verbale e depressione
Deficit in percezione tattile, coordinazione psicomotoria, organizzazione visuo-spaziale
Difficoltà di adattamento, percezione e giudizio sociale → tendenza al ritiro sociale
Disturbo bipolare e deficit cognitivi
Compromissioni cognitive = tra le espressioni con maggior impatto su vita personale, sociale e lavorativa
Pattern cognitivo analogo alla schizofrenia, ma solitamente meno grave
Nei bipolari si osservano sottogruppi molto diversi (da alta performance a compromissione)
Deficit presenti sia durante episodi critici che nelle fasi intercritiche
Presenti fin dall'esordio e anche nei familiari di primo grado e soggetti a rischio genetico
Anomalie cognitive associate ad anormalità strutturali e funzionali nel network limbico e corticale
Domini cognitivi compromessi nel bipolare
Memoria, attenzione, funzioni esecutive
Velocità di processamento, working memory, problem solving, cognizione sociale
Impattano fortemente su funzionamento globale, lavorativo e socio-relazionale
Progressione dei deficit nel tempo
Già presenti all'esordio, ma incrementano nelle fasi tardive
Cause dell'incremento: età, effetti neurotossici degli episodi affettivi, farmaci, comorbilità, uso di sostanze
Episodio maniacale in particolare
Deficit di attenzione, memoria di lavoro, flessibilità mentale, memoria verbale
Gerarchia della compromissione cognitiva
Maggiore nel Bipolare I → poi depressione maggiore ricorrente → poi Bipolare II
Fattori che incidono sul profilo neurocognitivo
Anamnesi di sintomi psicotici, numero di episodi affettivi critici
Durata di malattia e precocità d'esordio
Valore predittivo dei deficit cognitivi
Maggiori deficit all'inizio del trattamento → decorso più sfavorevole
I deficit cognitivi hanno quindi un ruolo predittivo sulla prognosi