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HELMUTH PLESSNER: LA POSIZIONALITÀ ECCENTRICA - Coggle Diagram
HELMUTH PLESSNER: LA POSIZIONALITÀ ECCENTRICA
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Parole chiave: Posizionalità eccentrica, Essere/Avere un corpo, Riso e pianto
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OPERA CHIAVE: "I gradi dell'organico e l'uomo" (1928).
FULCRO: Come l'organismo si rapporta al proprio ambiente.
I 3 GRADI DEL VIVENTE
PIANTA ➔ Forma aperta. Legata all'ambiente, senza coscienza né movimento proprio.
ANIMALE ➔ Forma chiusa. Vive al "centro" del suo ambiente guidato dagli istinti (ha coscienza ma non sa di averla).
UOMO ➔ Posizionalità ECCENTRICA.
Sa uscire dal proprio centro, riflette su se stesso (autocoscienza totale).
IL RAPPORTO CON IL CORPO
L'uomo sperimenta una doppia dimensione corporea:
ESSERE un corpo (Leib) ➔ Il corpo vissuto, centro delle emozioni e sensazioni.
AVERE un corpo (Körper) ➔ Il corpo visto come oggetto esterno.
LE 3 LEGGI ANTROPOLOGICHE FONDAMENTALI
Artificialità naturale ➔ L'uomo deve crearsi un mondo culturale/artificiale per vivere.
Immediatezza mediata ➔ Vive l'immediatezza della natura ma deve mediarla con la cultura.
Luogo utopico ➔ L'uomo non ha una stabilità fissa; vive nell'insicurezza e nell'inquietudine.
RISO E PIANTO
Sono reazioni tipicamente umane a una CRISI o a una situazione senza via d'uscita.
Quando l'uomo perde il controllo dell'equilibrio tra mente e corpo, la corporeità prende il sopravvento.
I Tre Punti Chiave del suo Pensiero
1. I tre gradi del vivente (La Posizionalità)
Plessner spiega che tutti gli esseri viventi occupano una "posizione" rispetto al loro ambiente (la posizionalità), divisa in tre livelli crescenti:
Le piante (Forma aperta): Sono completamente immerse nella natura. Non hanno un centro di coscienza, non possono muoversi per scelta e crescono continuamente verso l'alto legate al loro ambiente.
Gli animali (Forma chiusa e centricità): Hanno un organismo autonomo guidato da un "centro" (la coscienza e gli istinti). L'animale vive al centro del suo ambiente e agisce, ma non sa di esistere: non ha autoconsapevolezza.
L'uomo (Posizionalità eccentrica):
È il livello più alto.
L'uomo fa una cosa che nessun animale può fare: sa "porsi alle proprie spalle".
Riesce a uscire dal suo centro biologico, a riflettere su se stesso e a raggiungere l'autocoscienza (questa è l'eccentricità).
2. Il rapporto con il corpo (Leib e Körper)
Proprio perché ha questa "posizione eccentrica", l'uomo sperimenta una doppia dimensione con il proprio corpo, vivendo una frattura (hiatus) insanabile:
Essere un corpo (Leib): È il corpo vissuto, il centro delle nostre emozioni, sensazioni e del nostro vivere immediato.
Avere un corpo (Körper): È il corpo visto come un oggetto esterno (di cui possiamo misurare il peso, l'altezza o che possiamo usare come un "mezzo" per agire). L'uomo non è solo un corpo e non è solo uno spirito: è questa continua e inquieta tensione tra l'essere e l'avere un corpo.
3. Le tre leggi antropologiche fondamentali
Siccome l'uomo vive in questa condizione di "eccentricità" e precarietà (senza un habitat naturale fisso), Plessner spiega che deve fare i conti con tre regole della sua esistenza:
Artificialità naturale: Poiché l'uomo ha perso la naturalità immediata degli animali, deve costruirsi un mondo artificiale (con la cultura, gli strumenti, i vestiti) per poter sopravvivere ed equilibrare le proprie mancanze.
Immediatezza mediata: L'uomo vive immerso nella realtà immediata, ma ha costantemente bisogno di mediare questa realtà attraverso l'azione, il pensiero e la tecnica (ad esempio, se ha bisogno di colpire una pietra, inventa e media la situazione creando il martello).
Luogo utopico: Poiché non ha un posto fisso stabilito dalla natura, l'uomo si trova "da nessuna parte" in termini puramente biologici. Questo lo rende un essere insicuro, inquieto, esposto al rischio e alla precarietà, ma al tempo stesso aperto a infinite possibilità di scelta.
Plessner è famosissimo anche perché ha studiato una cosa che nessun altro animale fa: il riso e il pianto. Per lui, ridere e piangere non sono semplici emozioni, ma reazioni di crisi. Quando l'essere umano si trova davanti a una situazione limite o senza via d'uscita in cui perde il controllo del proprio equilibrio tra mente e corpo, la sua struttura "eccentrica" si rompe momentaneamente e la corporeità prende il sopravvento attraverso lo sfogo del pianto o l'esplosione del riso.