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TRAVAGLIO DI PARTO E STADI DEL TRAVAGLIO - Coggle Diagram
TRAVAGLIO DI PARTO E STADI DEL TRAVAGLIO
DEFINIZIONE DI TRAVAGLIO DI PARTO
Il travaglio di parto è un processo fisiologico attivo e dinamico caratterizzato da contrazioni uterine ritmiche, dolorose e progressive.
Tali contrazioni inducono modificazioni strutturali a carico della cervice uterina e favoriscono la discesa del corpo mobile (feto) lungo il canale del parto fino all'espulsione all'esterno.
EZIOPATOGENESI ED INIZIO DEL TRAVAGLIO (37 - 42 SETTIMANE)
Fattori Determinanti: L'innesco del travaglio di parto al termine della gravidanza fisiologica è sostenuto da una complessa interazione neuro-endocrina e meccanica che comprende:
Ossitocina: Ormone peptidico sintetizzato dai nuclei ipotalamici e secreto dalla neuroipofisi.
Prostaglandine: Mediatori paracrini sintetizzati dalla decidua e dalle membrane fetali.
Steroidi: Variazioni del rapporto progesterone/estrogeni sul tessuto miometriale.
Volume ed Distensione Uterina: Stiramento delle fibrocellule muscolari uterine ed elastiche cervicali da parte del feto e del liquido amniotico.
Ciclo di Feedback Positivo (Riflesso di Ferguson):
A fine $III^\circ\text{ trimestre}$, il peso del feto e lo stiramento meccanico della cervice stimolano i barocettori e i recettori di tensione cervicali.
I segnali afferenti raggiungono l'ipotalamo materno promuovendo la secrezione pulsatile di ossitocina nel circolo sistemico.
L'ossitocina si lega ai propri recettori miometriali (up-regolati dagli estrogeni) stimolando le contrazioni uterine.
Contestualmente, la placenta e la decidua rilasciano prostaglandine ($\text{PGE}_2$ e $\text{PGF}_{2\alpha}$), che incrementano ulteriormente l'attività contrattile ed il rimodellamento del connettivo cervicale.
Ogni contrazione incrementa la pressione della parte presentata sulla cervice, amplificando lo stimolo ipotalamico (feedback positivo) fino all'espulsione.
Prodromi e Falsi Dolori:
Contrazioni di Braxton Hicks: Contrazioni uterine di intensità moderata, irregolari, asincrone e non ritmiche. Non determinano modificazioni dinamiche della cervice uterina ("falsi dolori").
Segni Clinici di Travaglio Imminente:
Espulsione del Tappo Mucoso: Perdita di muco cervicale denso, talvolta striato di sangue, secondaria all'iniziale raccorciamento del canale cervicale. Può precedere l'inizio del travaglio di ore o giorni.
Rottura delle Membrane Amniocoriali: Fuoriuscita di liquido amniotico per soluzione di continuità del sacco.
Rimodellamento Cervicale: Progressivo appianamento (raccorciamento) e dilatazione della cervice uterina.
DIAGNOSI DI TRAVAGLIO DI PARTO ED INDICAZIONI AL RICOVERO
Criteri Diagnostici Clinici: Una donna è clinicamente definita "in travaglio di parto" in presenza simultanea di:
Contrazioni Uterine: Almeno $2\text{ contrazioni}$ dolorose nell'arco di $10\text{ minuti}$.
Raccorciamento Cervicale: Appianamento della cervice uterina $\ge 50\%$.
Dilatazione Cervicale: Dilatazione dell'ostio uterino esterno di almeno $2\text{ cm}$.
Indicazioni Assolute al Ricovero Ospedaliero:
Diagnosi confermata di travaglio di parto.
Rottura delle membrane amniocoriali (anche in assenza di contrazioni valide).
Anomalie del tracciato cardiotocografico (CTG) o reattività fetale alterata.
Coesistenza di patologie materne (es. preeclampsia, diabete) e/o patologie fetali (es. ritardo di crescita intrauterino, oligoidramnios).
I STADIO DEL TRAVAGLIO: PERIODO DILATANTE
Definizione: Inizia con la comparsa di contrazioni valide e modificazioni cervicali e termina con il raggiungimento della dilatazione completa ($>10\text{ cm}$). È la fase di maggiore durata di tutto il travaglio.
Fase Latente:
Caratteristiche: Dilatazione progressiva ma lenta della cervice uterina da $0$ a $4\text{ cm}$. Le contrazioni sono inizialmente irregolari per poi regolarizzarsi progressivamente.
Durata: Estremamente variabile; può protrarsi fino a $20\text{ ore}$ nella nullipara e fino a $14\text{ ore}$ nella pluripara.
Fase Attiva:
Caratteristiche: Dilatazione cervicale rapida da $4\text{ cm}$ a $10\text{ cm}$. Le contrazioni uterine sono ritmiche, frequenti, intense e dolorose.
Velocità di Dilatazione:
Nullipare: $1\text{-}1,2\text{ cm/h}$.
Pluripare: $1,5\text{-}2\text{ cm/h}$.
Durata: Di norma inferiore a $12\text{ ore}$.
Classificazione della Rottura delle Membrane Amniocoriali:
Tempestiva: Avviene tra il completamento della dilatazione ($10\text{ cm}$) e l'espulsione del feto.
Prematura: Avviene durante il periodo dilatante ($I^\circ\text{ stadio}$) prima del raggiungimento della dilatazione completa.
Prematura Pretermine (pPROM): Avviene prima delle $37\text{ settimane}$ di gestazione.
Tardiva: Avviene al momento dell'espulsione del feto (sacco amniotico integro al disimpegno).
II STADIO DEL TRAVAGLIO: PERIODO ESPULSIVO
Definizione: Va dal raggiungimento della dilatazione completa ($10\text{ cm}$) fino all'espulsione definitiva del feto all'esterno. In questo stadio si realizzano i fenomeni meccanici e plastici del parto.
Fase Passiva:
Corrisponde alla discesa e all'impegno della parte presentata fetale nello stretto superiore del bacino, senza che vi sia una spinta attiva materna consapevole.
Fase Attiva:
La donna avverte il riflesso premente (desiderio irrefrenabile di spingere).
Si richiede l'esecuzione attiva delle manovre di Valsalva durante le contrazioni, sommando la forza del torchio addominale alla spinta miometriale.
III STADIO DEL TRAVAGLIO: PERIODO DEL SECONDAMENTO
Definizione: Inizia immediatamente dopo l'espulsione del feto e si conclude con l'espulsione della placenta, delle membrane amniocoriali e del funicolo ombelicale.
Durata Fisiologica: Di norma entro $30\text{-}60\text{ minuti}$.
Fisiopatologia del Distacco:
La drastica riduzione del volume uterino dopo l'uscita del feto determina la contrazione e la retrazione della parete miometriale.
La parete uterina, elastica e muscolare, si riduce di superficie, mentre la placenta, struttura fibrosa e non elastica, non si adatta e si scolla dalla decidua basale.
La rottura dei vasi utero-placentari e dei villi provoca la formazione dell'ematoma retroplacentare, che ne completa lo scollamento favorendone la discesa con la spinta materna.
Gestione Clinica del Secondamento:
Profilassi Uterotonica: Somministrazione di uterotonici (in primis ossitocina per via intramuscolare o endovenosa) subito dopo l'espulsione del feto per indurre una contrazione tonica del miometrio. Questo meccanismo ("legature viventi di Pinard") comprime i vasi del letto placentare, prevenendo l'emorragia post-partum (EPP).
Spremitura Uterina (Manovra di Credé): In caso di ridotta collaborazione o inerzia, si può eseguire una pressione/spremitura manuale esterna sul fondo uterino rivolta verso il basso per facilitare l'uscita della placenta oramai scollata.
Complicanze (Placenta Ritenuta):
Se la placenta non viene espulsa entro $60\text{ minuti}$, si pone diagnosi di retenzione placentare.
La condizione richiede l'esecuzione del secondamento manuale (estrazione manuale della placenta in analgesia/anestesia con scollamento digitale diretto in cavità uterina).