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CARCINOMA DELLA CERVICE UTERINA (EPIDEMIOLOGIA, PATOGENESI, DIAGNOSI E…
CARCINOMA DELLA CERVICE UTERINA (EPIDEMIOLOGIA, PATOGENESI, DIAGNOSI E TRATTAMENTO)
EZIOLOGIA E FATTORI DI RISCHIO
INFEZIONE DA HPV E NATURA VIRALE
parassita endocellulare obbligato con tropismo per epiteli pavimentosi delle vie genitali
comportamento virale: l'infezione non equivale a tumore (analogia dell'"inquilino malavitoso" che può risiedere senza creare danni)
HPV sempre esistito nella storia umana (scoperta amplificata dalle moderne metodiche diagnostiche)
FATTORI DI RISCHIO COMPORTAMENTALI E CLINICI
elevato numero di partner sessuali e giovane età al primo rapporto (aumentano l'esposizione a ceppi multipli)
fumo di sigaretta (altera la risposta immunitaria locale)
co-infezioni e malattie infiammatorie pelviche (es. Chlamydia): accelerano la trasformazione neoplastica
parità e traumi del parto: lacerazioni cervicali e lesioni dei rami dell'arteria uterina alterano la giunzione squamo-colonnare
immunodeficienza (es. boom HIV): rischio fortemente aumentato per i carcinomi squamosi HPV-correlati
CARCINOMI NON HPV-CORRELATI
possibili in soggetti senza attività sessuale (es. suore)
principalmente adenocarcinomi della cervice non correlati all'HPV (il vaccino non garantisce protezione al 100%)
PREVENZIONE PRIMARIA E VACCINAZIONE
VACCINO ANTI-HPV (GARDASIL 9)
prevenzione primaria gold standard contro 9 ceppi
indicata anche in soggetti già infetti: aumenta la risposta immunitaria, favorisce la clearance e previene la sovrainfezione da altri ceppi
LIMITI DELLA PREVENZIONE PRIMARIA
l'astinenza totale è l'unica prevenzione primaria teorica al 100% per i ceppi virali
la vaccinazione non sostituisce lo screening con Pap-test (necessario per intercettare lesioni non correlate o da ceppi non coperti)
CLASSIFICAZIONE DELLE LESIONI PRE-INVASIVE (PAP-TEST E ISTOLOGIA)
EVOLUZIONE CELLULARE
epitelio normale -> infiammazione aspecifica -> L-SIL -> H-SIL -> carcinoma invasivo
L-SIL (lesione intraepiteliale di basso grado): 70% di regressione spontanea senza terapia
CLASSIFICAZIONE ISTOLOGICA CIN (DISPLASIA PRE-INVASIVA)
atipie limitate alla lamina epiteliale senza superamento della membrana basale
CIN 1: displasia lieve
CIN 2: displasia moderata
CIN 3 / CIS (Carcinoma In Situ): displasia severa/a tutto spessore epiteliale
STRATEGIE DI SCREENING E DIAGNOSTICA
RUOLO CENTRALE DEL PAP-TEST
finalità: diagnosi precoce in fase preclinica (asintomatica)
requisiti ideali di screening: facile esecuzione, rapido (1-2 min), economico, non doloroso, altamente ripetibile e attendibile
superiorità logistica rispetto alla mammografia o PET per la frequenza di ripetibilità
QUADRO CLINICO DELLA LESIONE INVASIVA
sintomatologia: perdite ematiche anomale (post-coitali, intermestruali, dopo minzione o defecazione)
correlazione socio-culturale: forme avanzate legate a mancato screening/scarsa consapevolezza clinica
ITER DIAGNOSTICO-STADIALE INTEGRATO
FASI DIAGNOSTICHE SEQUENZIALI
1° Livello: Pap-test anomalo (diagnosi di sospetto)
2° Livello: colposcopia con biopsia mirata (punch biopsy)
3° Livello: biopsia conoide / conizzazione (indispensabile in caso di H-SIL/CIN2-CIN3/CIS per escludere micro-invasività adiacente)
IMAGING E VALUTAZIONE CLINICA
Risonanza Magnetica (RM): fondamentale PRIMA della conizzazione per valutare l'estensione locale e definire l'operabilità
esplorazione vagino-rettale: valutazione clinica manuale del parametrio laterale e del volume tumorale
TAC: limitata alla ricerca di metastasi a distanza (torace/addome/encefalo), non per l'estensione locale
cistoscopia e rettoscopia: riservate ai soli casi con sospetta invasione di vescica o retto alla RM/visita
PRINCIPI DI TRATTAMENTO CHIRURGICO ("TAILORED")
PERSONALIZZAZIONE CHIRURGICA
a differenza di endometrio o vulva (con interventi standardizzati/fissi), la chirurgia della cervice è strettamente modulata ("tailored", cucita addosso) su dimensioni e stadio
criteri di operabilità: definiti dall'infiltrazione dei parametri; in caso di coinvolgimento parametriale massivo la paziente non è operabile chirurgicamente