Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
CARCINOMA DELLA CERVICE UTERINA E INFEZIONE DA HPV - Coggle Diagram
CARCINOMA DELLA CERVICE UTERINA E INFEZIONE DA HPV
ETIOLOGIA ED EPIDEMIOLOGIA GENERALE
EZIOLOGIA INFETTIVA
tumore da causa infettiva (analogo a carcinoma gastrico, linfomi da HCV, ecc.)
eziologia quasi totalmente legata al Virus del Papilloma Umano (HPV)
CARATTERISTICHE DEL VIRUS HPV
oltre 200 sierotipi totali; più di 40 trasmissibili per via sessuale
tropismo per gli epiteli pavimentosi stratificati (trasmissione tramite contatto cute-cute o mucosa-mucosa)
modalità di trasmissione: rapporti vaginali, anali, orali (il preservativo riduce il rischio ma non lo azzera al 100% per scopertura di aree cutanee infette)
IMPATTO SULLA POPOLAZIONE E STIGMA CLINICO
prevalenza elevatissima: oltre 80-90% delle persone sessualmente attive infettate almeno una volta nella vita (1 donna su 3 e 1 uomo su 5 sani sono positivi)
impatto oncologico globale: responsabile di circa il 5% di tutti i tumori nel mondo
comunicazione al paziente: la positività non equivale a tradimento o cancro (la gran parte delle infezioni si risolve spontaneamente in < 2 anni)
CLASSIFICAZIONE DEI SIEROTIPI E RISCHIO ONCOLOGICO
HPV A BASSO RISCHIO
non associati a trasformazione maligna/cancro
sierotipi 6 e 11: responsabili del 90% dei condilomi genitali (lesioni benigne) e della papillomatosi respiratoria ricorrente (prime vie aeree: naso, bocca, polmoni)
HPV AD ALTO RISCHIO
essenziali per lo sviluppo della neoplasia (il cancro non si sviluppa senza il virus)
sierotipi 16 e 18: responsabili di circa il 70% dei carcinomi cervicali
spettro oncologico extrapelvico ed extraginecologico: carcinoma anale (95%), orofaringeo/gola/lingua (70%), vaginale (65%), vulvare (50%), del pene (35%)
PATOGENESI, PATOGENERAZIONE E PIRAMIDE DI PROGRESSIONE
MECCANISMO MOLECOLARE E ONCOGENESI
infezione dei cheratinociti basali ed eventuale integrazione del genoma virale nel genoma ospite
espressione delle oncoproteine virali E6 ed E7
effetto molecolare: E6 ed E7 inibiscono i geni oncosoppressori (p53 e Rb), bloccando l'apoptosi e inducendo proliferazione incontrollata
MODELLO A PIRAMIDE E STORIA NATURALE DELLE LESIONI
base della piramide: altissimo numero di soggetti infetti da HPV ad alto rischio
lesioni precancerose (CIN1, CIN2, CIN3 / C1, C2, C3): la maggior parte regredisce spontaneamente grazie alla risposta del sistema immunitario
apice della piramide: progressione a carcinoma invasivo solo nel ~10% dei casi di CIN3 che persistono ed eludono la clearance immunitaria
STRATEGIE DI PREVENZIONE E SCREENING
PROGRAMMI DI SCREENING REGIONALI (ES. PUGLIA)
fascia 25-31 anni: eseguito PAP-TEST per evitare sovradiagnosi/allarmismi (frequenti infezioni transitorie) e ottimizzare i costi
fascia 31-65 anni: eseguito HPV-TEST come screening primario (maggiore sensibilità per infezioni persistenti)
VACCINAZIONE ANTI-HPV
evoluzione vaccinale: da bivalente (16, 18) e tetravalente (16, 18, 6, 11) a nonavalente (gold standard attuale per ambo i sessi)
ruolo adiuvante post-lesione: somministrato dopo il trattamento chirurgico/escisionale riduce le recidive e favorisce la clearance virale
DIAGNOSTICA DI LABORATORIO
test di screening (individuano le macro-classi ad alto/basso rischio)
test di genotipizzazione (identificano il singolo sierotipo virale specifico)