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PARTE VIII – DISTURBI DISSOCIATIVI - Coggle Diagram
PARTE VIII – DISTURBI DISSOCIATIVI
Disturbo Dissociativo dell'Identità (DID)
> caratterizzato dalla presenza di due o più stati di personalità distinti, oppure da un'esperienza di marcata discontinuità nel senso di sé e nella percezione della propria identità. ⚠️ Importante: il DSM-5 non descrive il disturbo come "avere due personalità" nel senso cinematografico. È molto più complesso e meno spettacolare di come viene rappresentato nei film.
CARATTERISTICHE PRINCIPALI
cambiamenti nel modo di parlare; variazioni nel comportamento; differenze nel modo di percepirsi; vuoti di memoria per eventi quotidiani o personali. Questi cambiamenti non sono volontari.
AMNESIA
Uno degli elementi fondamentali è la presenza di lacune di memoria.
La persona può non ricordare: conversazioni; azioni compiute; spostamenti; informazioni personali importanti.
ORIGINE
Il disturbo è spesso associato a traumi gravi e ripetuti, soprattutto se avvenuti durante l'infanzia. Tuttavia, non tutte le persone che subiscono traumi sviluppano questo disturbo, e la diagnosi richiede una valutazione clinica accurata.
TRATTAMENTO
psicoterapia a lungo termine;
interventi per migliorare la stabilizzazione emotiva e l'integrazione delle diverse esperienze; trattamento di eventuali disturbi associati.
Amnesia Dissociativa
> consiste nell'incapacità di ricordare informazioni autobiografiche importanti, generalmente in relazione a eventi traumatici o fortemente stressanti.
? Non si tratta della normale dimenticanza
.COSA DIMENTICA LA PERSONA?
un evento traumatico;
parti della propria storia personale;
TIPI DI AMNESIA
Il DSM-5 descrive diverse forme:
Localizzata → dimentica un periodo specifico.
Selettiva → ricorda solo alcune parti dell'evento. Generalizzata → rara, coinvolge ampie parti della propria storia personale.
FUGA DISSOCIATIVA
In alcuni casi la persona può: allontanarsi improvvisamente da casa;
viaggiare senza ricordare chi è o aspetti importanti della propria identità.
Disturbo di Depersonalizzazione/Derealizzazione
> esperienze persistenti o ricorrenti di: depersonalizzazione; derealizzazione; oppure entrambe.
DEPERSONALIZZAZIONE
La persona ha la sensazione di essere:separata dal proprio corpo; come un osservatore esterno di sé stessa; ome se stesse vivendo in un sogno.
Può dire:"Mi sento come se guardassi me stesso da fuori."
DEREALIZZAZIONE
La persona percepisce l'ambiente come: irreale; ovattato; Può dire:"Mi sembra che il mondo non sia reale."
IMPORTANTE
> Durante questi episodi, la persona mantiene il contatto con la realtà. Sa che quella sensazione è soggettiva e che il mondo non è realmente cambiato. Questo aiuta a distinguere il disturbo da alcuni disturbi psicotici.
TRATTAMENTO
psicoterapia; trattamento dell'ansia o della depressione associate, quando presenti; tecniche di grounding per aiutare la persona a riconnettersi con il momento presente.
PARTE IX – DISTURBI DELLA NUTRIZIONE E DELL'ALIMENTAZIONE
Anoressia Nervosa
disturbo del comportamento alimentare caratterizzato da: restrizione dell'assunzione di cibo; peso significativamente basso rispetto a età, sesso, sviluppo e salute fisica; intensa paura di aumentare di peso o di ingrassare; alterazione del modo in cui la persona vive il proprio peso o la forma del corpo. Attenzione: il termine "anoressia" può trarre in inganno. Molte persone con Anoressia non perdono l'appetito: il problema è la restrizione volontaria dell'alimentazione.
CRITERI DSM-5
1. Restrizione dell'alimentazione
La persona riduce drasticamente l'introito calorico.saltare i pasti; eliminare interi gruppi di alimenti; mangiare quantità molto ridotte.
2. Peso significativamente basso
Il peso è inferiore a quello previsto per età e condizioni di salute.
3. Intensa paura di ingrassare
La paura persiste anche quando la persona è molto magra.
4. Alterazione dell'immagine corporea
vedersi "grassa" anche quando è sottopeso; un'importanza eccessiva al peso nella valutazione di sé; avere una ridotta consapevolezza della gravità della propria condizione.
SOTTOTIPI
Tipo con restrizione
La perdita di peso avviene soprattutto tramite: dieta; digiuno; attività fisica intensa.
Tipo con abbuffate/eliminazione abbuffate;
vomito autoindotto; uso improprio di lassativi o diuretici.
COMPLICANZE
L'Anoressia può provocare gravi conseguenze mediche, tra cui:malnutrizione; alterazioni cardiache; osteoporosi;
squilibri elettrolitici;
TRATTAMENTO
Richiede spesso un approccio multidisciplinare psicologo; psichiatra; medico; nutrizionista o dietista.
Bulimia Nervosa
episodi ricorrenti di abbuffata;
comportamenti compensatori inappropriati per evitare l'aumento di peso. A differenza dell'Anoressia, il peso è spesso nella norma o solo lievemente alterato.
CHE COS'È UN'ABBUFFATA?
Un episodio durante il quale la persona:mangia, in un tempo limitato, una quantità di cibo molto superiore a quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nelle stesse circostanze; ha la sensazione di perdere il controllo.
COMPORTAMENTI COMPENSATORI
vomito autoindotto; uso improprio di lassativi o diuretici; digiuno; esercizio fisico eccessivo.
CRITERI DSM 5
Le abbuffate e i comportamenti compensatori devono verificarsi, in media:almeno una volta alla settimana; per tre mesi.
Disturbo da Alimentazione Incontrollata (Binge Eating Disorder
caratterizzato da episodi ricorrenti di abbuffata senza comportamenti compensatori regolari.
Questa è la differenza principale rispetto alla Bulimia.
CARATTERISTICHE DELL'ABBUFFATA
Durante gli episodi la persona può: mangiare molto rapidamente; mangiare fino a sentirsi spiacevolmente piena;mangiare anche senza fame; mangiare da sola per vergogna; provare disgusto, tristezza o senso di colpa dopo l'episodio.
CRITERI DSM-5
Le abbuffate devono verificarsi:almeno una volta alla settimana; per tre mesi.
TRATTAMENTO
psicoterapia; educazione alimentare; trattamento di eventuali disturbi associati.
PARTE X – DISTURBI DI PERSONALITÀ
sono modalità stabili di: pensare percepire sé stessi e gli altri provare emozioni. relazionarsi con le persone. Questi modelli sono:rigidi; poco flessibili; presenti fin dall'adolescenza o dalla prima età adulta;
stabili nel tempo; causa di disagio o difficoltà nel funzionamento.
? La persona spesso vive questi modi di essere come "normali" per sé stessa, anche se possono creare problemi nelle relazioni, nel lavoro o nella vita quotidiana.
LE QUATTRO CARATTERISTICHE PRINCIPALI
Secondo il DSM-5, le difficoltà possono riguardare:
Cognizione
Il modo in cui la persona interpreta:sé stessa; gli altri; gli eventi.
Affettività
Il modo in cui vive ed esprime le emozioni.
Funzionamento interpersonale
La capacità di costruire e mantenere relazioni.
Controllo degli impulsi
La capacità di regolare i propri comportamenti.
I TRE CLUSTER
Il DSM-5 raggruppa i disturbi di personalità in tre cluster.
CLUSTER A
Personalità considerate eccentriche o strane.Disturbo Paranoide; Disturbo Schizoide; Disturbo Schizotipico.
Parola chiave: eccentricità.
CLUSTER B
Personalità caratterizzate da intensa emotività, impulsività e comportamenti imprevedibili.Disturbo Antisociale;
Disturbo Borderline; Disturbo Istrionico; Disturbo Narcisistico. Parola chiave: drammaticità.
CLUSTER C
Personalità caratterizzate da ansia e paura.
Disturbo Evitante; Disturbo Dipendente; Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità.
Parola chiave: ansia.
PARTE X – DISTURBI DI PERSONALITÀ
Cluster A
Disturbo Paranoide di Personalità
una diffidenza e sospettosità pervasive nei confronti degli altri. La persona tende a interpretare le intenzioni altrui come malevole, anche quando non ci sono prove.
CARATTERISTICHE
sospetta che gli altri vogliano approfittarsi di lei;
dubita della lealtà di amici e colleghi; fatica a confidarsi per paura che le informazioni vengano usate contro di lei; interpreta osservazioni neutre come offensive; porta rancore a lungo; reagisce con rabbia quando pensa di essere stata attaccata.
TRATTAMENTO
psicoterapia orientata alla costruzione di una relazione terapeutica basata sulla fiducia; ventuale trattamento di sintomi associati (come ansia o depressione), quando presenti.
Disturbo Schizoide di Personalità
da distacco dalle relazioni sociali e da una limitata espressione delle emozioni.
CARATTERISTICHE
preferisce stare sola; non ricerca relazioni strette; mostra poco interesse per le relazioni affettive; prova piacere in poche attività; appare emotivamente fredda o distaccata.
La persona non evita le relazioni per paura del giudizio, ma perché non ne sente il bisogno.
Questa è la differenza principale rispetto al Disturbo Evitante di Personalità, che vedremo nel Cluster C.