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5 - Il lavoro di relazione e di articolazione - Coggle Diagram
5 - Il lavoro di relazione e di articolazione
Analizzare il lavoro di articolazione
Il lavoro è un processo dinamico con imprevisti, quindi cambia anche il concetto di analisi
Task analysis tradizionale: studia la successione dei compiti necessari
Modelli recenti: si soffermano sul divario tra lavoro prescritto e lavoro in pratica
Il lavoro "reale" si scontra sempre con imprevisti che richiedono cooperazione e coordinamento
Per questo un buon lavoro di articolazione è imprescindibile
Gli accordi vanno rivisti ogni volta che cambia la routine quotidiana
Strategie di rivisitazione: negoziazione, persuasione, fino alla coercizione
Tre concetti chiave di Corbin e Strauss per analizzare il lavoro di articolazione
Accordi (arrangements)
Tra persone della stessa unità, tra unità diverse, tra organizzazioni e istituzioni
Prendere accordi = individuare oggetto ("cosa", l'obiettivo) e soggetto ("chi", il responsabile)
Poi stabilire modalità, risorse, spazi, tempi, tecnologie e competenze necessarie
Gli accordi sono sempre temporanei, quindi soggetti a rinegoziazione continua
Sistemare le cose (working things out)
Strategie di interazione per prendere, mantenere e rivisitare gli accordi
Possono essere: negoziazione (dare e avere), compromesso, discussione, persuasione, opera educativa, oppure forza, dominio, minaccia
Strategie diverse producono assetti relazionali diversi, quindi vanno analizzate perché relazione e produttività sono strettamente legate
Atteggiamento (stance)
Posizione di ciascun attore verso il lavoro e verso le strategie di interazione
Dipende dalla percezione di avere o meno potere di controllo e influenza nel prendere accordi
Analizzare il lavoro di articolazione permette di cogliere come conoscenze e attività pratiche si organizzano, costruendo la rete di relazioni entro cui la pratica ha luogo
I centri di coordinamento
Definizione: situazioni lavorative in cui le tecnologie della comunicazione e dell'informazione sostengono la cooperazione a distanza
Suchman (1997): luoghi caratterizzati dal continuo orientamento a problemi di spazio e tempo, con spiegamento di persone e equipaggi a distanza
Esempi: torri di controllo del traffico aereo, sale di controllo ferroviario/metropolitano, centralini ambulanze
Studi dagli anni '90
Sociologi interazionisti: Heath, Luff, Suchman, Grosjean
Hanno studiato aspetti cooperativi e il lavoro occulto richiesto alle comunità di pratica per far funzionare i sistemi tecnologici
Casi studio: crollo del sistema computerizzato del London Ambulance Service (1992), crollo del sistema della Borsa di Londra
Lezione principale: i limiti della tecnologia in sostituzione all'uomo
La tecnologia era sviluppata da rappresentazioni povere, schematiche e decontestualizzate del lavoro
Dava per scontato che l'attività potesse seguire una routine prestabilita, ostacolando il lavoro di articolazione anziché facilitarlo
Caso London Ambulance Service (1992)
Introduzione di un sistema computerizzato al posto della registrazione carta e penna
In assenza di informazioni non codificabili (traffico, chiamate impreviste, localizzazione imprecisa) il sistema rallentò il servizio
Disguidi e malcontenti portarono al ripristino del cartaceo già dal giorno successivo
Dimostra l'importanza del lavoro di articolazione umano per esiti positivi
Conclusione
Elemento imprescindibile: equilibrio tra visione globale (conoscenza del processo generale) e visione situata (conoscenza della pratica specifica)
Per lavorare non basta conoscere i compiti step-by-step, ma serve un orientamento condiviso e un'impostazione collaborativa
Questo sapere pratico, individuale e collettivo, non è definibile aprioristicamente
La pratica lavorativa
Lavorare è più di un atto finalizzato a uno scopo: implica stare al mondo, realizzare un progetto di vita e professionale
Le attività sono situate nel tempo e nello spazio, frutto di interazione tra persone che si evolve e richiede organizzazione complessa
Il lavoro come attività situata
Dagli anni '90, grazie a fenomenologia sociale, etnometodologia e interazionismo simbolico
Prospettiva microsociale: il lavoro prende forma e significato a seconda del contesto storico, culturale, economico e sociale
"Lavoro situato": mediato dal corpo, dalla tecnologia, dagli oggetti, dalle regole, dalla storia e dalla cultura
L'unità di analisi non è il singolo lavoratore con il suo strumento, perché lavorare è attività collettiva che richiede coordinamento di più strumenti e attori
Le pratiche lavorative
Modo in cui gli individui agiscono e producono conoscenza da una complessa rete di interazioni
Lavorare = saper "lavorare insieme", connettere persone, oggetti, linguaggi, tecnologie, istituzioni e norme in una rete funzionale all'obiettivo
Nuova prospettiva: il lavoro come attività conoscitiva pratica, situata in ambienti tecnologicamente densi, basata sulla capacità di agire collettivamente
Le pratiche non sono solo un insieme di operazioni, ma il risultato di un'integrazione secondo modalità socialmente riconosciute e condivise
L'individuo al lavoro non è mero esecutore
Mette in campo competenze, risolve problemi usando risorse e interpretazione soggettiva
Costruisce un network tra persone e cose che produrrà degli esiti
Coinvolge corpo e mente: cinque sensi, abilità comunicative e relazionali, problem solving, giudizio, decision making
Si coordina con altri attori: committente, supervisore, colleghi, destinatari
Anche tecnologie e oggetti fanno parte dell'ecologia del lavoro, facilitando o ostacolando l'esecuzione
Il lavoro come performance (Goffman, 1959)
Attività costruita attivamente in funzione degli interlocutori coinvolti
Coreografia improvvisata: lo sforzo è organizzare atti e elementi a disposizione
Non è un copione sterile, ma un'interpretazione influenzata da soggettività dell'interprete, scenografia, pubblico e altri attori
Un lavoro per poter lavorare
Lavorare richiede attività diverse tra loro, quindi serve "un lavoro necessario al poter lavorare" (Bruni e Gherardi, 2007)
Lavoro di relazione
Le attività includono il mantenimento e la riproduzione della socialità quotidiana
Non solo azioni per produrre oggetti/servizi, ma anche quelle che consentono all'attività di svolgersi in modo agevole
Lavoro di articolazione (Corbin e Strauss, 1993)
Operazione di definizione, mantenimento e modifica degli accordi necessari per lavorare in un'organizzazione o tra più organizzazioni
Es. in un ospedale: accordi tra infermieri e medici, e tra questi e farmacia, cucina, sale operatorie
Nessuno può portare a termine il proprio lavoro senza considerare la relazione tra il suo operato e quello degli altri
Corrisponde all'impegno nel considerare costantemente le interazioni presenti in un'unità o tra unità diverse
Strategie del lavoro di articolazione
Richiede capacità di negoziare, persuadere, comunicare, trovare nuovi accordi per mantenere l'equilibrio necessario
Le interazioni tra sistemi non sono stabili: si modificano, evolvono o si interrompono per imprevisti o contingenze
Breakdown: intoppi che interferiscono con il quotidiano svolgimento dell'attività e richiedono riparazione e rinegoziazione
Quindi il lavoro di articolazione non è uno sforzo iniziale, ma un processo dinamico sempre attivo
Lavoro di arbitraggio
Distinto dall'articolazione: il coordinamento non è tra attività, ma sulla produzione collettiva di regole fondanti il lavoro
Necessario nei servizi che mettono in campo la deontologia professionale
Richiede accordo su valori, importanza delle azioni e quali siano le più appropriate
Es. lavori di cura e benessere, dove i problemi richiedono di produrre, legittimare, negoziare o ridefinire le regole
Immagine del bricolage
Il prodotto è legato a un disegno globale, ma il mezzo è l'utilizzo creativo e coerente degli elementi a disposizione