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3 - Evoluzione della disciplina - Coggle Diagram
3 - Evoluzione della disciplina
I precursori della Psicologia del Lavoro
Frederick Winslow Taylor e lo Scientific Management
Ingegnere, primi decenni del '900: metodologia centrata su impianti, attrezzature, processi e divisione del lavoro
Metodo: scomposizione del ciclo lavorativo in elementi analitici, poi ricomposizione secondo la "one best way"
Addestramento degli addetti, tempi di pausa stabiliti, retribuzione legata al risultato ("differential rates")
Opera principale: "The Principles of Scientific Management" (1911)
4 principi: definizione scientifica dei metodi, selezione dei migliori ("right man to the right place"), spirito collaborativo manager-lavoratori, divisione responsabilità organizzazione/esecuzione
Contributo: modello razionale di gestione che rispondeva alle esigenze dell'industrializzazione di massa di fine '800
Successo favorito da: grande disponibilità di manodopera, semplicità di addestramento, intercambiabilità delle risorse
Limiti: estremizzazione del metodo, riduzionismo, visione dell'"Homo Oeconomicus" (pigro, individualista, egoista)
Influenza duratura: fondamentale per catena di montaggio e fordismo, modello trovò ascolto anche in URSS (stacanovismo)
Impostazione "prepsicologica": logica economica, perché Taylor non aveva competenze psicologiche
Wundt e le origini della psicologia scientifica
Fine XIX sec.: Wundt (1832-1920) fonda il primo laboratorio di psicologia a Lipsia
Nasce un approccio scientifico ai problemi dell'agire umano, distinto da quello filosofico
Hugo Munsterberg e la psicologia industriale
Dalla scuola di Wundt, si sposta dalla Germania ad Harvard
Critica a Taylor l'eccessiva semplificazione del fattore umano
Si occupa di "psicologia industriale" (1912): psicofisiologia del lavoro, abilità dei lavoratori, rapporto abilità-performance
Precursore delle moderne tecniche di selezione del personale
Primo a utilizzare in ambito industriale la "psicotecnica" (psicologia applicata ai contesti della vita sociale)
Prima guerra mondiale: input decisivo per la psicologia applicata
La psicologia si occupa di motivazione dei soldati, descrizione mansioni, definizione capacità richieste
Sviluppo di test psicoattitudinali: adattamento del test Stanford-Binet, creazione di Army Alpha e Army Beta test
Dopo il conflitto, la stessa logica di selezione viene adottata nella grande industria
Altri contributi (1920-1940, contesto USA)
Walter Bingham (Carnegie Institute): prima cooperazione tra mondo accademico e industria, con ricerca su selezione dei venditori
James Cattell: studio delle differenze individuali, primi strumenti di misurazione, fonda la Psychological Corporation (1921)
Sintesi del primo ventennio del '900
Negli USA si pongono le basi per studi psicologici in ambito industriale, militare e dei servizi
Lo sviluppo della disciplina nasce dall'esigenza di razionalizzare i sistemi di produzione
Lo studio psicologico del lavoro umano
Elton George Mayo e le ricerche di Hawthorne
Ricerche-intervento presso le Officine Hawthorne della Western Electric Company
Scoperta: aspetti sociali del lavoro determinano qualità e quantità della produzione
L'uomo è motivato da bisogni sociali e ottiene dal rapporto con gli altri il senso di identità
Il lavoro in sé è privo di significato intrinseco, perché la motivazione sta nei rapporti sociali
Il lavoratore è più influenzato dalla forza del gruppo che da incentivi e controlli della Direzione
"Effetto Hawthorne": i lavoratori, sapendo di essere osservati, migliorano le prestazioni, ma poi tornano al livello precedente
Conseguenze degli studi di Mayo
Accanto all'organizzazione formale va considerata l'organizzazione informale, definita dai lavoratori
Nasce uno stile di direzione più partecipativo, attento ai bisogni sociali
Nascita delle Human Relations
Movimento attribuito a Mayo: studio del gruppo nell'organizzazione, delle sue dinamiche e del suo rendimento
Pone al centro atteggiamenti, desideri, emozioni dei lavoratori
Base per le teorie motivazionali e la ricerca su soddisfazione e benessere lavorativo
Limiti: debolezza metodologica delle ricerche, ma merito di aver posto la natura sociale del lavoro al centro
La recessione del '29 evidenzia il ruolo dei fattori irrazionali, sentimentali ed emozionali dei lavoratori
Verso la Seconda guerra mondiale: dall'"uomo economico" all'"uomo psicologico"
Si consolida un concetto più ampio: l'uomo al lavoro non può essere studiato separatamente dall'uomo fuori dal lavoro
Tollman, "The Psychological man" (1940): il lavoratore ha sentimenti, emozioni e opinioni che sono parte integrante del lavoro
Conseguenza metodologica: meno test psicoattitudinali, più valutazione della personalità
Seconda guerra mondiale
Psicologi nel campo militare: selezione di ufficiali e piloti, ergonomia, classificazione reclute (es. Army General Classification Test)
Nella vita civile: strumenti per selezione, misurazione atteggiamenti, riduzione assenteismo
1945: anno emblematico
Mayo pubblica "The social problems of an industrial civilization"
L'APA costituisce la sezione 14 (Industrial and Business Psychology)
Lewin fonda il Research Center for Group Dynamics → rivista Human Relations (1947)
Gemelli pubblica "L'operaio nell'industria moderna", primo volume italiano di psicologia del lavoro
Anni '50: riconoscimento accademico, molte università USA offrono corsi di psicologia del lavoro e industriale
La Psicologia del Lavoro in Italia
Primi precursori italiani
Enzo Bonaventura: afferma che la psicofisiologia del lavoro è la base storica e scientifica di ogni psicotecnica
Agostino Gemelli: suddivisione dei campi della psicologia, primi servizi di selezione per il Regio Esercito (studi su piloti dell'aviazione)
Attività di ricerca applicata: selezione del personale, ritmi di lavoro, orientamento professionale, capacità lavorative dei disabili, effetti psicologici della disoccupazione, analisi infortuni
Anni '20-'30: dalla psicotecnica militare all'industria
La psicotecnica viene utilizzata a sostegno delle riforme del regime fascista
Esigenza di formazione tecnica e maggiore efficienza dei sistemi produttivi
Modelli dominanti: taylorismo e fordismo
1926: istituzione dell'Ente nazionale per l'organizzazione scientifica del lavoro
Si istituiscono centri di studio, consulenza e intervento psicologico in università e enti di ricerca
1943: Adriano Olivetti e Cesare Musatti
Olivetti chiede a Musatti di progettare un centro di psicologia innovativo per promuovere psicologi nelle fabbriche
Musatti aveva già analizzato parametri fisiologici e psicologici della condotta dei lavoratori
Il modello Olivetti
Nuovo modello di impresa: rinnova la concezione di fabbrica e del rapporto con il mercato del lavoro
Importa il taylorismo/fordismo dagli USA, ma ne coglie i limiti e dà attenzione alle condizioni degli operai
Due soluzioni: sistemi alternativi alla catena di montaggio + corretta organizzazione del tempo di lavoro
Anni '70: UMI (Unità di Montaggio Integrate), in cui piccole unità controllano la qualità del proprio prodotto
Interventi sociali per i dipendenti: cultura, salute, condizione delle donne
Leadership forte ma contesto informale, con libertà di pensiero e clima di solidarietà
Dopoguerra: evoluzione della disciplina
Ancora chiamata "psicotecnica", circoscritta a selezione e orientamento
1951: Alberto Marzi propone il termine "psicologia del lavoro"
1955: prima scuola di specializzazione in PdL e Psicotecnica (Cattolica di Milano)
1959: il centro Olivetti diventa "Direzione relazioni aziendali"
1961: Associazione per la Psicologia Italiana del Lavoro (Milano)
Anni '70: rivolte studentesche e operaie → messa in discussione della PdL tradizionale, maggiore studio dei fenomeni organizzativi
1986: primo corso accademico di psicologia del lavoro e delle organizzazioni
Sfide contemporanee
Adattamento a globalizzazione, organizzazioni no profit, interconnessione tra stati e mercati
Cambiamenti nell'offerta: invecchiamento forza lavoro, innalzamento livelli formativi, occupazione femminile, gruppi di minoranza
Cambiamenti nella domanda: downsizing, fusioni, nuovi compiti e ruoli, nuove forme contrattuali
La moderna tripartizione
Nel contesto europeo si distinguono tre aree della psicologia del lavoro e delle organizzazioni
Psicologia del lavoro (in senso stretto)
Analizza il comportamento dell'individuo che persegue un obiettivo lavorativo
Si occupa di: processi di apprendimento, atteggiamenti, emozioni, opinioni connessi al luogo di lavoro
Studia come il lavoratore interpreta il proprio ruolo in rapporto con l'ambiente e il sistema socio-culturale
Temi: effetto delle variabili lavorative sull'equilibrio psicologico, motivazione, soddisfazione, carriera, sicurezza, stress, acquisizione di competenze
Psicologia dell'organizzazione
Si interessa ai sistemi di cui l'individuo fa parte: gruppi e organizzazioni
Obiettivo: promuovere e guidare il cambiamento organizzativo
Temi: implicazioni del disegno organizzativo su prestazione e soddisfazione, modelli di leadership, funzionamento dei gruppi, processi di produzione, adattamento organizzativo, gestione delle relazioni (conflitto, negoziazione), processi decisionali
Psicologia delle risorse umane
Studia le condizioni migliori di adattamento tra caratteristiche individuali e richieste organizzative
Obiettivo: gestire e valutare il personale come elementi del processo organizzativo
Strumenti: tecniche di selezione e valutazione, analisi dei processi di socializzazione, sistemi premianti, attività formative
Si occupa anche di benessere organizzativo: tutela, prevenzione, gestione della sicurezza
La differenziazione è puramente formale e didattica
Stanno nascendo nuovi ambiti (comunicazione, marketing, user experience)
La PdL si occupa delle interconnessioni tra sistemi, quindi i campi si intersecano e si influenzano reciprocamente