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7 - Le pratiche lavorative e la conoscenza pratica - Coggle Diagram
7 - Le pratiche lavorative e la conoscenza pratica
Il concetto di "pratica"
Il lavoro come attività situata → il "contesto" diventa centrale
Contesto = situazione in cui individui interagiscono tra loro e con l'ambiente, ridefinendosi reciprocamente
Elementi centrali: interazioni, comunicazione situata, costruzione delle situazioni, rapporto con ambiente fisico e oggetti
Tutti questi elementi esprimono la logica contestuale dell'attività lavorativa
Dagli anni '90: dal lavoro come azione situata → al lavoro come conoscenza pratica
Si inizia a studiare la conoscenza racchiusa nelle pratiche lavorative
Il significato di "pratico" applicato alla conoscenza
Senso comune: conoscenza concreta, acquisita facendo, apprendimento meccanico per prove ed errori → visione sminuente
Significato attuale: "pratico" definisce il valore della conoscenza in ambienti di lavoro articolati e dematerializzati
La conoscenza diventa merce paragonabile alle altre merci prodotte
Non esiste una teoria unificata del sapere pratico
Il concetto ha lunga tradizione filosofica e sociologica
I primi studi nascono con le "comunità di pratiche" nell'apprendimento organizzativo
Concetto introdotto da Marshall McLuhan (studi sul linguaggio) e ripreso da Etienne Wenger (apprendimento organizzativo)
Da lì ci si interroga su come la conoscenza pratica venga creata, diffusa e custodita nelle pratiche e nelle comunità
Comunità di pratiche: definizione e funzionamento
Aggregazione informale definita dalle azioni messe in campo e dal modo di interpretare gli eventi
È una rete di relazioni tra persone, attività e ambiente, in comunicazione con altre comunità
Le relazioni sono costruite in funzione delle attività, e le attività prendono forma dalle interazioni sociali
Di conseguenza competenze ed esperienze degli individui sono profondamente interconnesse e stabilizzate nella comunità
Trasmissione del sapere e innovazione
Importanti le modalità di trasmissione del sapere tra comunità e la formazione di nuove conversazioni
L'interdipendenza delle attività lavorative genera potenzialità innovativa
L'innovazione è esito dell'ibridazione delle conversazioni tra pratiche diverse
La conoscenza pratica
Premessa: la conoscenza non è solo oggetto da acquisire, ma anche attività da analizzare in quanto tale
Conoscenza come azione situata
Emerge dal contesto in cui viene prodotta, legata agli oggetti dell'ambiente di produzione
Gli oggetti promuovono e portano conoscenza → la conoscenza pratica è anche contestuale
Si contrappone alla conoscenza teorica decontestualizzata
Lavoro come sapere pratico: lavorare = conoscere, non solo applicare conoscenze già acquisite
Lavorando si mettono in campo conoscenze che ne generano altre
Esempio: il teleconsulto cardiologico
Medico di base registra ECG con strumento portatile (studio o domicilio)
Call-center coordina trasmissione EEG → mette in contatto medico e cardiologo via software di smistamento
Cardiologo e medico discutono telefonicamente i tracciati, referto inviato via fax
Particolarità: servizio a distanza, luogo di lavoro distribuito nello spazio
È un lavoro nato dall'ibridazione di più pratiche (visita generica, specialistica, consulto)
L'ibridazione di pratiche genera innovazione ma impone una sfida
Necessità di apprendere nuove modalità di lavoro nel sistema sociale e materiale
Nuove tecnologie modificano il setting tradizionale → nuovo sistema sociomateriale
Il sapere pratico si basa su conoscenza teorica (università) affinata dall'esperienza, poi ristrutturata in funzione della pratica
Il sapere teorico nella pratica lavorativa
Non può essere applicato indipendentemente dal contesto, perché richiede continui rimodellamenti situazionali
Accanto alla conoscenza teorica si mobilita il lavoro di articolazione e orchestrazione tra saperi → anch'esso forma di conoscenza
Per cogliere la conoscenza pratica: ricostruire la rete di relazioni entro cui la pratica ha luogo
Portare alla luce i nodi che ancorano diversi saperi e le risorse mobilitate per l'obiettivo
La conoscenza non è nella testa delle persone, ma ancorata al mondo materiale dell'attività
Ogni persona porta pezzi di conoscenza → sistema frammentato che ha senso solo nella sua complessità (metafora del puzzle)
Filone di studi sulla conoscenza pratica
Critica alla razionalità oggettiva → modello interpretativo basato sulla logica della situazione
Il lavoro diventa saper fare: capacità di contribuire alle pratiche della comunità di lavoratori
Cinque caratteristiche del sapere pratico
Orientamento pragmatico: sapere finalizzato al fare, per decidere e risolvere problemi, connesso agli aspetti contingenti
Temporalità specifica: emerge dall'azione situata nel qui ed ora, considera costanti e varianti per gestire imprevisti
Ancoraggio alla materialità: oggetti e tecnologie non sono solo strumenti ma generatori di conoscenza
Ancoraggio alle pratiche discorsive: il sapere necessita di indizi per l'azione, collocati in schemi narrativi condivisi
Ancoraggio storico-culturale: influenzato dal passato sedimentato e dal contesto istituzionale (divisione del lavoro, regole, ruoli)
Analisi del lavoro come sapere pratico
Punto di partenza metodologico: individuare la rete che àncora la conoscenza distribuita e frammentata nello spazio
Elementi da analizzare nella rete di relazioni
Il destinatario dell'attività
Porta la propria conoscenza soggettiva, che influenza l'operazione pratica
Es. teleconsulto: il paziente conosce il proprio corpo e percepisce anomalie
Il medico deve tradurre il sapere soggettivo del paziente in sapere scientifico
La comunità di appartenenza
Influenza come il sapere viene messo in pratica, favorendo condivisione di senso tra attori
Es. teleconsulto: il sapere clinico trasforma le espressioni del paziente in sapere oggettivo
Medico e cardiologo si confrontano sul tracciato, mantenendo appartenenza alla comunità professionale
Le regole organizzative
Codificano i saperi e facilitano il coordinamento tra attività
Es. ospedali: specialisti decodificano i pazienti secondo regole di codifica precise
Conoscenza delle norme organizzative e routine operative → attivare protocolli attraverso micro-azioni razionalizzate
Gli artefatti
Strumenti, tecnologie, oggetti che danno forma al setting della pratica, incorporando conoscenze
Es. teleconsulto: scheda del paziente e software del call-center facilitano la sequenza operativa
Questi oggetti non sono "dati" → assumono valore in base alla narrazione situata in cui si inseriscono
L'infrastruttura tecnologica
Insieme di tecnologie, linguaggi e codici che connettono gli oggetti della pratica
Es. teleconsulto: pc, cavi, elettrocardiografi devono funzionare per l'intera pratica (dalla richiesta al referto)
Sintesi: vari elementi contribuiscono a produrre conoscenza pratica e situata
Conoscenza = attività cooperativa
Il luogo di lavoro è ambiente tecnologicamente denso, dove gli oggetti entrano nella pratica dandole significato
Azione vs pratica
Azione = atto puntuale di un attore sociale
Pratica = qualcosa di più: serie di micro-attività + dimensione dell'essere sostenuta socialmente e riprodotta costantemente
Una pratica lavorativa è tale se riconosciuta dalla comunità, sostenuta da elementi normativi, etici ed estetici
Il ruolo della negoziazione nella comunità
Le comunità devono accordarsi su cosa sia una buona pratica, sui criteri di efficacia, sulle modifiche e motivazioni
Devono negoziare e condividere significato, ma molte azioni si basano su impliciti dati per scontati
Compito del ricercatore delle pratiche lavorative
Esplicitare i taciti accordi e i processi che articolano la pratica
Ogni attività non segue razionalità assoluta, ma deriva dall'interazione reciproca con le parti del contesto
Attori, oggetti e tecnologie cooperano attraverso continuo aggiustamento, costruendo attivamente la pratica