Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
PARTE I - DISTURBI DEL NEUROSVILUPPO - Coggle Diagram
PARTE I - DISTURBI DEL NEUROSVILUPPO
Disturbo dello Spettro dell'Autismo
> è un disturbo del neurosviluppo, cioè una condizione che interessa lo sviluppo del cervello e si manifesta nelle prime fasi della vita. Secondo il DSM-5, è caratterizzato da due grandi aree di difficoltà:
Deficit persistenti nella comunicazione e nell'interazione sociale.
Comportamenti, interessi o attività ristretti e ripetitivi.
Da ricordare: questi due criteri devono essere presenti entrambi per poter formulare la diagnosi.
Il termine spettro indica che il disturbo può presentarsi con livelli di gravità molto diversi.
Ci sono persone:
con buone capacità linguistiche;
con linguaggio limitato;
con disabilità intellettiva;
senza disabilità intellettiva;
he necessitano di molto supporto;
che vivono in modo abbastanza autonomo.
CRITERIO A
Deficit della comunicazione e dell'interazione sociale
Il DSM-5 individua tre aree.
Reciprocità socio-emotiva
La persona può avere difficoltà a:
iniziare una conversazione;
mantenerla;
condividere interessi;
comprendere le emozioni degli altri;
rispondere adeguatamente alle interazioni sociali.
Comunicazione non verbale
Possono esserci difficoltà nel comprendere o utilizzare:
contatto visivo;
espressioni facciali;
gesti;
postura;
CRITERIO B
Comportamenti e interessi ristretti e ripetitivi
Il DSM-5 richiede almeno due delle seguenti caratteristiche.
Movimenti o linguaggio ripetitivi
dondolarsi;
battere le mani (flapping);
allineare gli oggetti;
ripetere parole o frasi (ecolalia).
Routine rigide
La persona può:
voler fare sempre lo stesso percorso;
mangiare sempre gli stessi alimenti;
Interessi molto ristretti
L'interesse può essere estremamente intenso per un argomento specifico.
treni;
dinosauri;
Alterazioni sensoriali
Possono essere presenti:
ipersensibilità ai rumori;
fastidio per alcune consistenze dei vestiti;
forte sensibilità alla luce;
particolare ricerca di stimoli sensoriali.
ESORDIO
I sintomi sono presenti fin dalle prime fasi dello sviluppo. Talvolta diventano più evidenti quando aumentano le richieste sociali, ad esempio con l'ingresso alla scuola dell'infanzia.
EZIOLOGIA
L'origine dell'autismo è multifattoriale. Le ricerche indicano il coinvolgimento di:
fattori genetici;
alterazioni dello sviluppo cerebrale;
fattori prenatali e perinatali.
DIAGNOSI DIFFERENZIALE
La diagnosi va distinta da:
Disabilità Intellettiva;
Disturbo della Comunicazione Sociale;
ADHD;
Disturbo del Linguaggio;
Disturbi d'Ansia.
TRATTAMENTO
Non esiste una terapia che "guarisca" l'autismo. L'obiettivo è migliorare la qualità della vita e favorire lo sviluppo delle abilità. Gli interventi comprendono:
interventi psicoeducativi;
logopedia;
terapia occupazionale;
interventi comportamentali;
sostegno alla famiglia;
inclusione scolastica.
Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD)
DEFINIZIONE Il Disturbo da Deficit di
Attenzione/Iperattività (ADHD) è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da un pattern persistente di: disattenzione, iperattività, impulsività
Questi sintomi interferiscono con il funzionamento scolastico, lavorativo, sociale e familiare. 👉 l'ADHD non significa "essere vivaci". Tutti possono essere distratti o impulsivi qualche volta. Nell'ADHD questi comportamenti sono persistenti, presenti in più contesti e compromettono la vita quotidiana.
LE TRE DIMENSIONI DELL'ADHD
Disattenzione
commettere errori di distrazione;
avere difficoltà a mantenere l'attenzione;
sembrare non ascoltare;
non terminare i compiti;
perdere frequentemente gli oggetti;
dimenticare gli impegni;
Iperattività
agitare continuamente mani o piedi;
alzarsi quando dovrebbe rimanere seduta;
correre o arrampicarsi in situazioni inappropriate (soprattutto nei bambini);
parlare eccessivamente;
Negli adulti l'iperattività spesso si manifesta come una sensazione di irrequietezza interna.
Impulsività
interrompere gli altri;
rispondere prima che la domanda sia terminata;
avere difficoltà ad aspettare il proprio turno;
prendere decisioni senza riflettere sulle conseguenze.
ESORDIO
Secondo il DSM-5: alcuni sintomi devono essere presenti prima dei 12 anni;
devono comparire in almeno due contesti (ad esempio scuola e casa);
devono compromettere il funzionamento della persona.
SOTTOTIPI (PRESENTAZIONI CLINICHE)
Il DSM-5 distingue tre presentazioni:
1. Prevalentemente disattenta
Predominano i sintomi della disattenzione. È frequente nei bambini tranquilli che vengono scambiati per "svogliati".
2. Prevalentemente iperattiva/impulsiva
Predominano agitazione e impulsività.
3. Presentazione combinata
Sono presenti sia sintomi di disattenzione sia di iperattività/impulsività. È la forma più comune.
EZIOLOGIA
L'ADHD ha un'origine multifattoriale. fattori genetici;
alterazioni nello sviluppo di alcune aree cerebrali coinvolte nell'attenzione e nelle funzioni esecutive;
fattori ambientali che possono aumentare il rischio, ma non sono l'unica causa.
DIAGNOSI DIFFERENZIALE
L'ADHD va distinto da:
Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA);
Disturbi d'Ansia;
Disturbo dello Spettro dell'Autismo;
Disturbo Bipolare;
Disturbo Oppositivo Provocatorio.
TRATTAMENTO
Il trattamento è personalizzato e può comprendere:
parent training;
interventi psicoeducativi;
strategie scolastiche;
psicoterapia;
Disabilità Intellettiva
> è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da deficit delle funzioni intellettive e deficit del funzionamento adattivo, con esordio durante il periodo dello sviluppo. 👉 Non basta un quoziente intellettivo (QI) basso per fare diagnosi. È fondamentale valutare anche come la persona funziona nella vita quotidiana.
LE DUE CARATTERISTICHE PRINCIPALI
1. Deficit delle funzioni intellettive
: ragionamento; problem solving; pianificazione; pensiero astratto; apprendimento; giudizio.
Queste capacità vengono valutate con test standardizzati e con l'osservazione clinica.
2. Deficit del funzionamento adattivo
riguarda ciò che la persona riesce a fare nella vita di tutti i giorni. Il DSM-5 considera tre aree:
Area concettuale
linguaggio; lettura; scrittura; matematica; memoria
Area sociale
comunicazione; comprensione delle regole sociali; capacità relazionali; empatia.
Area pratica
cura personale; gestione del denaro; organizzazione della giornata; autonomia domestica; lavoro
GRAVITÀ
Il DSM-5 distingue quattro livelli: lieve; moderata; grave; profonda. La gravità viene definita soprattutto
in base al funzionamento adattiv
o, non solo al QI.
EZIOLOGIA
Le cause possono essere: genetiche (ad esempio alcune sindromi genetiche); prenatali; perinatali;
postnatali.
TRATTAMENTO
L'obiettivo è favorire il massimo livello possibile di autonomia attraverso:
interventi educativi; riabilitazione; sostegno psicologico;
supporto alla famiglia; inclusione scolastica e lavorativa.
Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA)
sono disturbi del neurosviluppo caratterizzati da difficoltà persistenti nell'apprendimento di abilità scolastiche fondamentali, non spiegabili da disabilità intellettiva, deficit sensoriali o mancanza di istruzione. Le difficoltà riguardano aree specifiche dell'apprendimento, mentre l'intelligenza generale è nella norma.
Da ricordare: un bambino con DSA può essere molto intelligente, ma avere difficoltà in una specifica abilità scolastica.
I QUATTRO DSA
1. Dislessia>
È il disturbo della lettura. La persona può avere difficoltà a:
leggere lentamente;
commettere errori;
comprendere un testo perché tutta l'attenzione è concentrata sulla decodifica.
2. Disortografia
> Riguarda la correttezza della scrittura. Possono comparire errori come:
omissioni di lettere;
inversioni;
errori ortografici persistenti.
3. Disgrafia>
Interessa l'aspetto grafico della scrittura. La grafia può essere:
poco leggibile;
irregolare;
molto lenta.
4. Discalculia>
Riguarda le abilità matematiche. Possono esserci difficoltà nel:
calcolo;
memorizzazione delle tabelline;
comprensione dei numeri;
procedure matematiche.
CRITERI DSM-5
Le difficoltà devono: durare almeno 6 mesi; essere confermate da una valutazione clinica; interferire con il rendimento scolastico; non essere spiegate meglio da altre condizioni.
TRATTAMENTO
: potenziamento degli apprendimenti;
strumenti compensativi (es. mappe concettuali, sintesi vocale); misure dispensative quando previste; collaborazione tra scuola, famiglia e specialisti.
Disturbi della Comunicazione
DEFINIZIONE Sono disturbi del neurosviluppo che compromettono lo sviluppo del linguaggio e della comunicazione. Il DSM-5 comprende diversi disturbi.
Disturbo del Linguaggio
> La persona difficoltà nel comprendere o produrre il linguaggio. vocabolario ridotto; frasi brevi; errori grammaticali; difficoltà a raccontare eventi.
Disturbo Fonetico-Fonologico
> produzione dei suoni del linguaggio. Ad esempio il bambino può sostituire alcuni suoni o renderli poco comprensibili.
Disturbo della Fluenza (Balbuzie)
> È caratterizzato da: ripetizioni;
prolungamenti dei suoni; blocchi nella parola. Può aumentare nelle situazioni di ansia o stress.
Disturbo della Comunicazione Sociale (Pragmatica)
> linguaggio ma fatica a usarlo nelle relazioni sociali. Può avere difficoltà a: rispettare i turni della conversazione; comprendere ironia o metafore; adattare il linguaggio al contesto.
👉 Attenzione: a differenza dell'autismo, non sono presenti comportamenti ripetitivi o interessi ristretti.
TRATTAMENTO
logopedia;
interventi psicoeducativi; collaborazione con famiglia e scuola.
Disturbo della Coordinazione Motoria
> disturbo del neurosviluppo caratterizzato da una marcata difficoltà nell'acquisizione e nell'esecuzione delle abilità motorie. La goffaggine è molto superiore a quella attesa per l'età.
COME SI MANIFESTA
La persona può avere difficoltà a: allacciarsi le scarpe; usare le forbici; scrivere; andare in bicicletta; prendere una palla;
vestirsi. Nei bambini queste difficoltà possono influenzare anche la partecipazione al gioco.
CRITERI DSM-5
Le difficoltà:sono presenti fin dall'infanzia;
interferiscono con la scuola e la vita quotidiana; non sono spiegate da altre patologie neurologiche o da disabilità intellettiva.
TRATTAMENTO
terapia occupazionale; fisioterapia; interventi riabilitativi; adattamenti scolastici.
DIAGNOSI DIFFERENZIALE
Va distinta da:
paralisi cerebrale infantile; malattie neurologiche; distrofie muscolari; disabilità intellettiva.