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Gli approcci della ricerca nello studio della personalità - Coggle Diagram
Gli approcci della ricerca nello studio della personalità
Lo studio scientifico della personalità affrontato attraverso tre principali approcci:
Ricerca clinica
Ricerca sperimentale
Ricerca correlazionale
Ogni metodo vantaggi e limiti e permette di osservare aspetti diversi della personalità.
1. Ricerca clinica
studio approfondito di casi singoli. L’obiettivo è comprendere la persona nella sua complessità, considerando: la storia individuale; le esperienze personali; le relazioni; il rapporto tra individuo e ambiente.
Punti di forza:
1) Spontaneità della relazione >La ricerca in contesti naturali= osservare la persona senza creare situazioni artificiali
2) Approccio olistico> considera la persona nella sua totalità. Non frammenta la personalità in singole variabili, ma comprendere: emozioni; pensieri; comportamenti; storia personale; ambiente sociale. L’individuo viene visto come un sistema complesso.
3) Profondità dell’analisi> esplorare anche temi profondi ed esistenziali: significato delle esperienze; conflitti interiori; vissuti personali.
Limiti della ricerca clinica
1) Osservazione poco sistematica> può dipendere molto dal modo in cui il ricercatore interpreta ciò che osserva.
2) Difficoltà di generalizzazione> Lo studio di un singolo non permette sempre di estendere i risultati a tutte le persone
3) Mancanza di controllo delle variabili> situazione è naturale, il ricercatore no controllare tutti i fattori presenti. Di conseguenza: è difficile stabilire rapporti causa-effetto
4) Rischio di soggettività> L’interpretazione del ricercatore influenzare i risultati.
2. Ricerca sperimentale
> condotta attraverso esperimenti di laboratorio. Il ricercatore: identifica delle variabili;
manipola una variabile; osserva gli effetti prodotti. obiettivo è individuare
rapporti causa-effetto.
Punti di forza
della ricerca sperimentale
1) Controllo delle variabili vengono: definite; controllate; manipolate.= capire quali fattori influenzano un determinato fenomeno.
2) Oggettività della raccolta dati: I dati raccolti attraverso procedure standardizzate e il più possibile oggettive.
3) Individuazione dei rapporti causa-effetto; Permette di stabilire:
una determinata variabile provoca un cambiamento in un’altra variabile.
4) Generalizzazione dei risultati; Se il campione è adeguato, i risultati possono essere estesi a persone con caratteristiche simili.
Limiti della ricerca sperimentale
1) Situazione artificiale Il laboratorio non rappresenta sempre la vita quotidiana.= dubbi sulla validità ecologica, possibilità di applicare i risultati ai contesti reali.
2) Fenomeni troppo complessi: Alcuni aspetti della personalità sono difficili da studiare in laboratorio coinvolgono: emozioni complesse; relazioni; esperienze personali.
3) Effetto delle caratteristiche della domanda: I partecipanti cercare, anche inconsapevolmente, di comportarsi secondo ciò che pensano sia richiesto dal ricercatore.
4) Effetto dell’aspettativa dello sperimentatore: Anche il ricercatore influenzare involontariamente i risultati: aspettative; atteggiamenti; comportamenti non verbali.
3. Ricerca correlazionale
studia il rapporto tra diverse variabili. Non cerca di stabilire una causa, ma verifica se due caratteristiche sono associate.
Es: Studiare se ansia e stress tendono a comparire insieme.
Punti di forza della ricerca correlazionale
1) Utilizzo di questionari I questionari permettono una raccolta dati:semplice; rapida; standardizzata
2) Studio di molte variabili: Permette di raccogliere molte informazioni contemporaneamente. Analizzare insieme: autostima; ansia; relazioni sociali; tratti di personalità.
3) Costruzione di profili complessi: Permette di individuare collegamenti tra caratteristiche diverse della personalità.
Limiti della ricerca correlazionale
1) Non permette di stabilire causalità> La correlazione indica che due fenomeni sono collegati, ma non dice quale sia la causa.
Es: Se ansia e scarso rendimento scolastico sono associati, non sappiamo se: l’ansia causa il basso rendimento; il basso rendimento causa ansia; esiste una terza variabile che influenza entrambi.
2) Problemi dei questionari> I questionari presentare problemi di: attendibilità; validità, perché le risposte possono essere influenzate dallo stile personale del soggetto.
Distorsioni nei self-report
Acquiescenza
> tendenza a rispondere sempre nello stesso modo agli item del questionario, indipendentemente dal contenuto.
Desiderabilità sociale
> tendenza a dare risposte considerate socialmente accettabili. La persona può:aumentare comportamenti positivi; minimizzare aspetti negativi.
4. I resoconti verbali nella ricerca sulla personalità
Tutti e tre gli approcci utilizzare resoconti verbali= descrizioni fornite dalle persone: su sé stesse; sugli altri; sulle proprie esperienze. Sono fonti più utilizzate nella ricerca sulla personalità.
Non sempre è necessario chiedere alla persona di descrivere ciò che prova. Alcuni aspetti possono essere studiati attraverso: espressioni facciali; risposte fisiologiche; comportamenti osservabili.
5. Problemi dei resoconti verbali
Ciò che le persone raccontano corrisponde sempre alla realtà?> Secondo la prospettiva psicoanalitica persone possono modificare inconsapevolmente i propri racconti per motivi inconsci.
Secondo alcuni psicologi cognitivi persone non avere accesso completo ai propri processi mentali. Quindi spiegano comportamento basarsi su: interpretazioni; ricostruzioni; inferenze.
Non sempre quindi descrivono il reale processo che ha determinato un’azione.
Quando i resoconti verbali sono più affidabili?
più utili quando riguardano: esperienze vissute direttamente; situazioni conosciute dalla persona; eventi facilmente ricordabili.
Vantaggi dei resoconti verbali
Permettono di ottenere: informazioni ricche; descrizioni personali;
elementi difficili da osservare dall’esterno.
Limiti dei resoconti verbali
Devono rispettare due criteri fondamentali:
Attendibilità informazioni coerenti e stabili.
Validità rappresentare realmente il fenomeno studiato.
La psicoanalisi e la concezione freudiana della persona
1. Freud e il contributo della psicoanalisi allo studio della personalità
è tra i più importanti della storia della psicologia. La sua teoria influenza non solo nella psicologia, ma anche cultura generale.
Alcuni termini linguaggio comune derivano dalla psicoanalisi:
lapsus freudiano → errore nel parlare o nel comportamento interpretato come manifestazione di contenuti inconsci;
inconsciamente → riferimento a processi mentali non consapevoli;
Super-Io → parte della personalità collegata alle norme morali e sociali.
Tuttavia la teoria freudiana più discusse e controverse perché molte sue ipotesi difficili da verificare sperimentalmente.
2. Che cos’è la psicoanalisi?
considerata sotto tre diversi aspetti:
1) Psicoanalisi come metodo di indagine per studiare:
i processi psichici; il funzionamento della mente; soprattutto la dimensione inconscia della vita mentale.
Attraverso il metodo psicoanalitico Freud comprendere fenomeni come: sogni; sintomi psicologici; lapsus;
comportamenti apparentemente inspiegabili.
2) Psicoanalisi come tecnica terapeutica
trattamento psicologico che utilizza i principi teoria psicoanalitica. L’obiettivo consapevoli contenuti inconsci; comprendere conflitti interiori; favorire un cambiamento psicologico.
3) Psicoanalisi come teoria della personalità
modello teorico che cerca di spiegare: il funzionamento della mente;
lo sviluppo della personalità; le motivazioni del comportamento umano.
3. La psicoanalisi come teoria dell’inconscio
Freud, l’oggetto principale della psicoanalisi è la vita psichica inconscia. I dati basa la teoria derivano: dall’osservazione clinica dei pazienti; dal lavoro terapeutico; dall’interpretazione dei fenomeni psichici.
Freud metodo clinico sufficiente per sostenere le sue ipotesi e non considerava necessarie verifiche sperimentali.
4. L’uomo come sistema energetico
La teoria freudiana è influenzata dal clima culturale dell’Ottocento e dai progressi scientifici nello studio dell’energia. Freud concezione dell’uomo come: un sistema energetico in cui l’energia psichica si muove continuamente. l’energia può essere indirizzata verso diversi obiettivi; può incontrare ostacoli; può essere trasformata o utilizzata in modi differenti.
La mente caratterizzata da continuo movimento di forze psichiche in conflitto. = psicoanalisi definita: Psicologia dinamica =considera la personalità risultato di un continuo conflitto tra forze interne.
Il comportamento manifesto dell’individuo nasce dal risultato di questi conflitti.
5. Il concetto di pulsione
Alla base della teoria energetica freudiana troviamo il concetto di: Pulsione (Trieb)= spinta interna che nasce da uno stato di tensione dell’organismo. La tensione vissuta come spiacevole e porta l’individuo ad agire per ridurla. La pulsione spinge la persona verso un comportamento finalizzato alla gratificazione.
6. Le due categorie di pulsioni
due grandi gruppi:
1) Pulsioni libidiche o di vita (Eros)
orientate verso: conservazione della vita; amore; sessualità; costruzione di legami= forza creativa e vitale dell’individuo.
2) Pulsioni aggressive o di morte (Thanatos)
associate a: aggressività; distruzione; tendenza al ritorno a uno stato di quiete. =componente distruttiva della vita psichica.
7. Principio di piacere e principio di realtà
Principio di piacere
inizialmente l’individuo funziona secondo il: principio di piacere= ricerca soddisfazione immediata dei propri bisogni.
nasce un bisogno;
aumenta la tensione interna;
si cerca una gratificazione;
la soddisfazione riduce la tensione.
Principio di realtà
Durante lo sviluppo l’individuo imparare a controllare la ricerca immediata piacere=
principio di realtà> rimandare la gratificazione; adattarsi alle regole sociali; soddisfare i propri bisogni in modi accettabili.
8. Socializzazione e controllo delle pulsioni
Secondo Freud, la crescita dell’individuo consiste in una continua mediazione tra: desideri personali; richieste della società.
La vita sociale richiede infatti di: controllare gli impulsi; rispettare norme; trovare modalità accettabili di soddisfazione dei bisogni.
La socializzazione
= “battaglia” tra pulsioni individuali e richieste sociali.
9. La dimensione inconscia della psiche
Uno dei concetti fondamentali della teoria freudiana è: L’inconscio= maggior parte della vita mentale non è accessibile alla coscienza. La mente contiene: pensieri; desideri; ricordi; emozioni che possono rimanere nascosti.
La metafora dell’iceberg. La parte inconscia è molto più ampia rispetto a quella consapevole.
10. Perché alcuni contenuti diventano inconsci?
Secondo Freud, alcuni contenuti esclusi dalla coscienza perché sono: inaccettabili; dolorosi; in contrasto con valori morali o sociali.
La mente mantiene questi contenuti fuori dalla consapevolezza attraverso processi di difesa.
11. L’inconscio non è casuale
non è un insieme disordinato di pensieri> segue delle regole e possiede un significato. È possibile quindi interpretare: sogni; lapsus; sintomi; comportamenti apparentemente inspiegabili per comprendere i contenuti nascosti della mente.
La psicoanalisi freudiana: struttura della mente e istanze della personalità
1. La suddivisione della mente: conscio, preconscio e inconscio
Secondo Freud, i contenuti mentali essere suddivisi in base al loro livello di consapevolezza. La mente è composta da tre regioni:
Conscio
Preconscio
Inconscio
1) Il conscio
> tutti quei contenuti mentali di cui la persona è consapevole nel momento presente. pensieri attuali; sensazioni; percezioni; emozioni presenti. Es: il pensiero che sto formulando mentre leggo; la sensazione di fame o sete; È la parte mente direttamente accessibile alla consapevolezza.
2) Il preconscio
informazioni che non sono presenti nella coscienza in un determinato momento, ma possono diventarlo facilmente. contenuti recuperabili attraverso l’attenzione. es cosa ho mangiato ieri sera;
3) L’inconscio
contenuti mentali che non possono arrivare direttamente alla coscienza: desideri rimossi; ricordi dolorosi; impulsi inaccettabili; emozioni non riconosciute.
Secondo Freud questi emergere solo in determinate condizioni, ad esempio attraverso: sogni; lapsus; sintomi psicologici.
2. I due processi di pensiero
Freud due modalità di funzionamento mentale:
Processo primario
È il modo di funzionare tipico dell’inconscio.
È caratterizzato da:
Assenza di logica
. Nell’inconscio no normali regole razionali. convivere pensieri contraddittori.
Assenza di tempo
Nell’inconscio passato, presente e futuro mescolarsi. Un ricordo passato stessa forza emotiva di un’esperienza presente.
Assenza di spazi
o No limiti spaziali come realtà. Immagini e rappresentazioni combinarsi liberamente.
Processo secondario
È il funzionamento tipico parte conscia della mente.
È caratterizzato da: logica; razionalità; rispetto della realtà; organizzazione temporale. È il modo di pensare che utilizziamo nella vita quotidiana.
3. L’inconscio motivato
> concetti più importanti della psicoanalisi l’inconscio non è casuale. Secondo Freud: ogni pensiero, emozione e comportamento ha motivazione profonda, spesso inconscia. L’essere umano un: organismo desiderante, cioè una persona guidata continuamente da desideri e pulsioni.
Molti desideri però non diventano consapevoli perché possono essere: socialmente inaccettabili; dolorosi; fonte di ansia o disagio.
4. Come emergono i contenuti inconsci?
> desideri inconsci cercano comunque una via per manifestarsi. attraverso:
1) Lapsus>
errore apparentemente casuale nel parlare o nel comportamento
2) Sogni
> via privilegiata per accedere all’inconscio.
Freud distingue:
Contenuto manifesto
Ciò che ricordiamo del sogno.
Contenuto latente
Il significato nascosto del sogno, collegato ai desideri inconsci.
analista interpretare il sogno per arrivare al desiderio che lo ha originato.
3) Sintomi nevrotici
>sintomo psicologico può manifestazione indiretta di un conflitto inconscio. Es: Un malessere che impedisce alla persona di affrontare una situazione vissuta come difficile.
5. La seconda topica freudiana: Es, Io e Super-Io
Freud sviluppa un secondo modello della mente tre strutture fondamentali
Es
Io
Super-Io
Il comportamento umano deriva dall’interazione e dal conflitto tra queste tre istanze.
1) L’Es>
sede delle pulsioni >parte più primitiva della personalità. È presente fin dalla nascita. Funziona secondo: Principio di piacere> obiettivo gratificazione immediata dei desideri.
L’Es può accettare anche gratificazioni immaginarie.
2) Il Super-Io
> rappresenta; norme morali; valori; ideali; regole sociali interiorizzate.
Si sviluppa attraverso l’interiorizzazione dei divieti e delle richieste dei genitori.> controllare il comportamento; giudicare le azioni; stabilire ciò che è giusto o sbagliato.
Quando una persona viola le regole interiorizzate può comparire: senso di colpa> Il Super-Io può essere visto come un giudice interno molto severo.
3) L’Io
> mediatore tra pulsioni, morale e realtà, si sviluppa successivamente dall’Es attraverso il contatto con la realtà.> mediare tra: desideri dell’Es; richieste del Super-Io; condizioni della realtà.
L’Io funziona secondo: Principio di realtà= rimandare la gratificazione; valutare le conseguenze; distinguere realtà e fantasia; tollerare la frustrazione.