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LA MORTE DI STALIN, LA COESISTENZA PACIFICA, LA DESTALINIZZAZIONE E LA…
LA MORTE DI STALIN, LA COESISTENZA PACIFICA, LA DESTALINIZZAZIONE E LA CRISI UNGHERESE (parte 2)
Le reazioni nei Paesi satelliti
Polonia – Poznań (1956)
Grande sciopero politico
Richieste di:
allentamento dei vincoli con Mosca
maggiore autonomia
Ungheria – La crisi ungherese (1956)
Le cause
Crescente richiesta di libertà politica
Ascesa del leader riformista
Imre Nagy
Entusiasmo per la destalinizzazione
Le richieste ungheresi
Libertà di stampa
Uscita dal Patto di Varsavia
(annuncio ufficiale)
Riforme democratiche
La reazione sovietica
Il segretario comunista ungherese
János Kádár
chiede l’intervento dell’URSS
L’Armata Rossa entra a Budapest:
insurrezione soffocata nel sangue
migliaia di morti
Nagy arrestato e poi giustiziato
Conseguenze politiche
Kádár nominato capo del governo filorussso
Ripristino violento dello status quo sovietico
Reazioni internazionali e impatto politico
Occidente
Sdegno e proteste contro l’intervento sovietico
Il caso italiano
Critiche interne al PC
Di Vittorio (CGL) condanna l’intervento
Inizio di un lungo processo di revisione ideologica della sinistra italiana
culminerà nel
1989
con la fine del PCI
Rottura del patto di unità d’azione tra PSI e PCI
Conclusioni generali
La crisi ungherese dimostra i limiti del “disgelo”
La politica di Krusciov è ambivalente:
aperture diplomatiche,
ma repressione interna
La destalinizzazione crea speranze di cambiamento
URSS non è disposta a perdere il controllo sull’Europa orientale
Il 1956 segna un punto di svolta nella percezione mondiale dell’URSS