Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
Lez. 23 - Conflitto genitoriale - Coggle Diagram
Lez. 23 - Conflitto genitoriale
Il conflitto nella separazione e nel divorzio
Premessa
Separazione/divorzio generano rabbia, sfiducia, ostilità nella famiglia
Nelle famiglie conflittuali: emozioni amplificate, risorse personali e finanziarie sottratte ai bisogni dei figli
Fonti del conflitto genitoriale (Carter, 2011)
Fonti esplicite: modalità allevamento figli, aspettative genitoriali, chi sia più adatto
Al momento della separazione: frequentazioni, comunicazione tra ex, stile genitoriale, questioni finanziarie
Fonti nascoste: motivazioni reali celate dietro i temi dichiarati
Fondamentale distinguere fonti dichiarate da fonti reali
Fasi del conflitto (Brahm, 2003)
Conflitto latente: potenziale conflittuale nei diversi bisogni, valori, interessi
Conflitto emergente: evento scatenante → due scenari possibili
Scenario 1 (de-escalation): coppia risolve controversia e raggiunge accordo
Scenario 2 (escalation): parti non trovano accordo, intensità cresce
Stallo: nessuna parte trae più vantaggio dalla situazione conflittuale
Stallo dannoso (Zartman, 1989): prosecuzione percepita più dolorosa della risoluzione → occasione per negoziazione
Costruzione della pace: accordo raggiunto, riparazione rapporti e riconciliazione
Percorso tra fasi non lineare, quindi genera impotenza nei genitori
Livelli di conflitto — continuum (Garrity e Baris, 1994)
Minimo: cogenitorialità cooperativa, attenzione bisogni figli, controllo emozioni negative
Blando: occasionali dispute davanti ai figli, commenti negativi sull'altro genitore
Moderato: scontri verbali forti e abuso verbale, senza violenza fisica
Moderatamente grave: genitori si danneggiano reciprocamente senza mettere figlio in pericolo
Grave: elevato pericolo violenza fisica, abuso alcool/droghe o grave patologia psicologica
Separazione e conflittualità
Conflittualità è fisiologica negli eventi separativi (Spadacini et al., 2009)
Se cronica: attenzioni spostate da cura bambino a lotta emotiva e finanziaria
Caratteristiche: controversie su compiti genitoriali, minacce, adulterio, fine rapporto riconosciuta da uno solo
Conflitto è motore del divorzio → effetti negativi su cogenitorialità e figli (Joyce e Deane, 2016)
Conseguenze — Impasse interattivo (Johnston, 1988)
Impasse tipo I: visione idealizzata dell'altro, ambivalenza sulla separazione
Ciclo riconciliazioni-delusioni alimenta fantasie riunificazione nei figli
Meno frequente ma minori possibilità successo della separazione
Impasse tipo II: visione estremamente negativa del coniuge
Evitamento contatti, resistenza ai contatti figli-altro genitore, ruolo di vittima
Funzione protettiva: ristabilisce autostima e protegge da depressione
Tipologie coppie divorzio conflittuale (Ahrons, 1995)
Amichevole: "colleghi collaboranti" + "amici perfetti" → separano responsabilità genitoriali da conflitto
Acerrimi nemici: "colleghi arrabbiati" + "nemici furenti" → confondono rabbia coniugale e ruolo genitoriale
Atipico: "diade disciolta" → rapporto completamente interrotto, un genitore esce dalla vita del figlio
Effetti sui figli
Elevata conflittualità = evento negativo pari ad abusi e violenza (Haddad et al., 2016)
Disturbi, aggressività, difficoltà scolastiche; se centrato su custodia/visite: senso di colpa e vergogna
Genitori in conflitto: meno presenti, meno calore/empatia
Allontanamento graduale dal genitore non affidatario → sentimenti perdita e abbandono (Cigoli, 2017)
Cogenitorialità ed alta conflittualità
Definizione di cogenitorialità (McHale, 1995; McHale e Cowan, 1996)
Grado di solidarietà, sostegno e supporto reciproco tra partner durante crescita figli
Limitazione di dissonanza e antagonismo (frequenza/intensità discussioni)
Distribuzione condivisa ed equa dei compiti genitoriali
Coinvolgimento reciproco: ciascun genitore coinvolge l'altro nelle scelte sui figli
McHale (2007): semplice in teoria (comunicazione regolare + sostegno), complessa in pratica per opinioni divergenti
Importanza del sostegno reciproco (Minuchin, 1974)
Comportamento collaborante tra partner → migliore adattamento alle sfide della vita
Nella separazione con alta conflittualità: sostegno reciproco viene meno
Alleanza cogenitoriale può essere rinforzata se entrambi coinvolti e rispettano opinioni dell'altro (Weissman e Cohen, 1985)
Famiglie altamente conflittuali — Definizione (Birnbaum e Bala, 2010; Carter, 2011)
Caratteristiche: elevato numero litigi, rabbia, diffidenza, difficoltà comunicazione
Rifiuto di lasciare figlio con ex-coniuge, nei casi limite violenza domestica
Distorsione estrema eventi passati, negare accesso emotivo all'altro genitore
Dichiarare che figli rifiutano genitore non affidatario, insuccesso nelle mediazioni
Come figli percepiscono: rifiuto parlare con altro genitore, messaggi da recapitare, violente discussioni (Stewart, 2001)
Fattori determinanti alta conflittualità (Johnson, 1994)
Individuali: caratteristiche personali, vulnerabilità, abuso alcool/sostanze, disturbi personalità
Contestuali: complessità da professionisti e istituzioni, alleanze che possono migliorare o polarizzare il conflitto
I quattro cavalieri dell'apocalisse (Gottman, 1994)
Disprezzo: linguaggio non verbale, parole e azioni verso ex-coniuge
Criticismo: il più riconoscibile, può presentarsi in modalità passivo-aggressiva
Ostruzionismo: palese o sottile, quindi difficile da riconoscere
Atteggiamento difensivo: varie forme, spesso in risposta ad un attacco
Effetto: conducono a escalation e rottura comunicazione, impedendo risoluzione costruttiva
Personalità ad alta conflittualità (Eddy, 2006)
Conflittualità come espressione di malessere interiore, non risposta a circostanze esterne
Drammatizzazione eccessiva, incapacità di riflettere sui propri comportamenti
Attribuzione colpe all'esterno, nessun beneficio dai feedback
Emozioni espresse verso figli in modo disordinato e inappropriato
Conseguenza: ricerca di vincitore e perdente, non collaborazione
Cogenitorialità tra genitori separati (Ahrons, 1981)
Capacità post-divorzio dipende dallo stile cogenitoriale precedente
Coppie cooperative pre-separazione: mantengono modello collaborativo, si incontrano per figli con ascolto reciproco
Conflitto residuo su finanze/differenze attitudinali, ma non impedisce tempo insieme per eventi significativi
Buona cogenitorialità = fattore protezione figli, predice maggiore benessere e minore stress (Cigoli, 2017)
Se storia di disfunzionalità: necessario accompagnare ridefinizione ruoli, da coppia a genitori, per proteggere figli
Compito professionisti: aiutare genitori a gestire conflitti in maniera costruttiva mantenendo rapporto genitoriale (Demby, 2016)
Approcci alla risoluzione del conflitto
Stile antagonistico vs cooperativo (Deutsch, 2000)
Antagonistico (più frequente): comunicazioni fuorvianti, sospetto, incapacità condivisione compiti, rifiuto idee altrui
Cooperativo (auspicabile): comunicazione efficace, ascolto reciproco, coordinamento sforzi, orientamento all'obiettivo
Problemi e soluzioni visti come comuni punti di incontro tra valori e bisogni dei due
Approcci inefficaci (Weeks, 1992)
Approccio della conquista
Conflitto diventa battaglia: unico scopo vincere e acquisire potere
Parte perdente reitererà per vendetta → ciclo infinito di nuove battaglie
Approccio dell'evitamento
Non si evitano fonti esplicite ma si alimentano le fonti nascoste
Conflitto deviato su questioni marginali, mai affrontato nel merito reale
Approccio della negoziazione apparente
Una parte esprime bisogni e valori fino a quel momento ignorati
Sembra funzionale perché entrambi vincono, ma spesso elemento nascosto di potere
Una parte tenta di far cedere l'altra per ottenere vantaggio
Approccio "cerotto"
Meno efficace di tutti: copre il conflitto per allontanare il problema
Non permette di sviluppare strategia efficace per uscirne
Approcci efficaci
Mediazione familiare (Carter, 2016)
Focus su richieste e bisogni insoddisfatti
Affronta questioni percepite come ingiuste/inique da entrambe le parti
Obiettivo: accordo tra interessi e bisogni dei due
Aiuta coppia a riconoscere interessi propri e dell'ex-partner, allontanandosi dalle posizioni rigide
Due approcci di Zartman (2000)
Approccio legato alla sostanza: quanto proposte di risoluzione siano accettabili per la persona
Approccio legato alla tempistica: momento in cui proposte vengono presentate = fattore cruciale
Teoria della maturazione (Zartman e Berman, 1982): spiega quando parti sono pronte a lavorare insieme
Concetto chiave: fase di stallo dannosa come momento in cui si cerca via d'uscita dal dolore
Squadra di supporto (Carter, 2011)
Aiuta famiglia a costruire nuova struttura che supporti il cambiamento
Obiettivo: mantenere ambiente familiare e relazioni liberi dal conflitto
Comprende supporti professionali (sulla base della storia conflittuale) e supporti non professionali (famiglie origine, famiglia allargata, sfera sociale)
Dal conflitto genitoriale alla Sindrome di Alienazione Genitoriale
Separazione giudiziale come guerra
Conflitto assume forma di accuse, pretese, rivendicazioni
Obiettivo: vittoria, il figlio è il "trofeo"
Battaglia in tribunale: scambio continuo di accuse e richieste spesso infondate
Figli strumentalizzati per vantaggi economici o assegnazione casa
Separazione consensuale vs giudiziale (Mercurio, 2021)
Consensuale: buona comunicazione, accordo su affidamento e mantenimento
Giudiziale: conflitto elevato e distruttivo
Se separazione ferisce profondamente: conflitto diventa ossessione, vendetta, rancore e odio reciproco
Evoluzione del conflitto genitoriale
Da comportamenti aggressivi fisiologici → risposte esagerate e discordanti rispetto alla genitorialità
Oggi: modo di confliggere devastante con scopo di allontanare figlio dalla vita dell'altro genitore
Genitori in conflitti intrattabili: altro percepito come minaccia all'esistenza
Sviluppano odio reciproco e desiderio di infliggere danno fisico e psicologico
Manipolazione e false accuse
Studi individuano spesso nella figura materna l'artefice di false accuse e manipolazioni
Obiettivo: alienare il figlio dall'altro genitore
Cause possibili: mandato familiare, traumi transgenerazionali, visione distorta del ruolo paterno
Il bambino nel doppio legame
Da un lato spinto a rifiutare l'altro genitore, dall'altro prova amore e affetto
Confusione lo paralizza, impedisce esprimere liberamente i sentimenti
Alla consegna: genitore affidatario mostra disaccordo → bambino confuso
Reazione del figlio interpretata dal genitore collocatario come rifiuto verso l'altro
Strategia frequente: pianificare storia basata su false accuse per far uscire padre di scena → decadenza responsabilità genitoriale
Gatekeeping (Austin et al., 2013)
Concetto: atteggiamento di apertura o chiusura del "cancello" relazionale genitore-figlio
Restrictive gatekeeping
Azione volta a interferire nel rapporto minore-altro genitore
Influenza negativa nel rapporto fra le parti
Facilitive gatekeeping
Azione di continuo coinvolgimento per mantenere attiva relazione minore-altro genitore
Atteggiamento inclusivo, apprezzato anche dal minore
Protective gatekeeping
Forma di restrictive gatekeeping motivata da preoccupazione per il minore
Azione restrittiva perché rapporto potenzialmente dannoso
Spesso giustificato: es. altro genitore con problemi di dipendenze che impattano su genitorialità/cogenitorialità