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Lez. 21 - Identità sociale e relazioni intergruppi - Coggle Diagram
Lez. 21 - Identità sociale e relazioni intergruppi
La riduzione del pregiudizio attraverso il contatto
Ipotesi del contatto (Allport)
Libro "La natura del pregiudizio": analisi innovativa origini pregiudizio intergruppi
Idea base: contatto tra gruppi riduce tensioni e ostilità
Limite: solo contatto non basta per accordo
Condizioni perché contatto sia efficace (Allport)
Condizione 1: Contatto prolungato con attività congiunte
Non casuale né privo di scopo
Richiede impegno congiunto
Condizione 2: Sostegno istituzionale ufficiale
Sistema che fornisca supporto alla politica di integrazione
Commissioni garantiscano uguaglianza opportunità
Tribunali si occupino relazioni razziali
Condizione 3: Partecipanti status simile
Non opportuno contatto prolungato fra gruppi fondamentalmente diversi nello status/potere
Altrimenti: rinforzo pregiudizio e atteggiamenti superiorità gruppo dominante
Interventi politici secondo Allport
Alloggi integrati
Abolizione usanze discriminatorie nel lavoro
Opportunità educative e ricreative integrate
Tutti contribuiscono a riduzione pregiudizio e miglioramento relazioni
Ignoranza come base del pregiudizio (Stephan e Stephan)
Ignoranza elemento fondamentale del pregiudizio
Programmi dovrebbero fornire informazioni su outgroup
Scoprire somiglianza fra gruppi conduce ad attrazione fra membri
Limite: fuorviante insegnare che tutti sono simili ignorando differenze evidenti
Appartenenze intersecate di gruppo (Doise)
Quando gruppi entrano contatto: preesistenti sovrastati da altre dimensioni categorizzazione
Esempio: bianco/nero (profilo 1) e uomo/donna (profilo 2)
Due persone diversi gruppi sotto profilo 1 → possono appartenere stesso gruppo sotto profilo 2
Effetto: categorizzazione dupla cancella discriminazione categorie originarie
Probabilità ridotta: persistano giudizi intergruppi se dimensioni si intersecano
Limite: realtà esterna laboratorio produce effetti più complessi
Tre sviluppi ipotesi contatto (ultimi 20 anni)
Tutti riconoscono: appartenenze gruppo incorporate in concetti di sé, conseguenze su condotta
Propongono: ottimizzare contatto modificando salienza identità gruppo preesistenti
Approccio 1: Decategorizzazione (Miller e Brewer)
Confini fra gruppi meno rigidi e infine dissolti
Situazione si decategorizza, interazioni su piano interpersonale
Soggetti prestano attenzione a informazioni su singoli individui vs sul gruppo
Contatto interpersonale ripetuto → abbandono stereotipi negativi outgroup
Effetto allargato del contatto (Wright e colleghi)
Sapere che compagni propri gruppo sono amici di membro outgroup
Offre informazioni nuove sulla natura relazione intergruppi
Stimola clima normativo più tollerante
Persone consapevoli/testimoni amicizie intergruppi mostrano pregiudizio ridotto
Caso Finlandia: programma con modelli ruolo, storie amicizie vere → xenofobia studenti ridotta
Benefici contatto esteso (White e coll., 2021)
Riduzione pregiudizi intergruppo
Effetti additivi al contatto diretto: entrambi forme lavorano insieme
Cambiamento aspettative intergruppo: apertura inclusiva verso altro gruppo
Promozione norme positive dentro gruppi di appartenenza verso altro gruppo
Difficoltà approccio decategorizzazione
Esperimenti su gruppi laboratorio poco rilevanti per partecipanti
Ignorare differenze esistenti può perpetuare ineguaglianze preesistenti
Approccio 2: Ricategorizzazione (Gaertner e colleghi)
Ridisegnare confini cognitivi/fisici delle categorie, non eliminarle
Unire ingroup e outgroup in categoria ordine superiore
Outgroup percepito come compagni dell'ingroup
Scopo: rafforzare potenzialità processi identità sociale a scopi positivi
Difficoltà approccio ricategorizzazione
Benefici categoria superiore non necessariamente si estendono ad altri membri interessati
Rischio assimilazionismo: minoranze conformarsi norme/valori gruppo dominante
Approccio 3: Salienza moderata (Hewstone e Brown)
Non eliminare divisione ingroup/outgroup ma mantenerne salienza a livelli minimi
Ottimizzare condizioni Allport per riuscita contatto
Contatto a livello intergruppi non interpersonale
Se positivo: cambiamenti trasferiti prontamente ad altri membri outgroup
Perché: partner contatto considerati rappresentanti tipici del gruppo
Difficoltà approccio salienza moderata
Se contatto fallisce: rinforza stereotipi negativi outgroup
Partner contatto percepiti come rappresentativi: generalizzazione vale anche per atteggiamenti negativi
Incontri intergruppi causano ansia maggiore che interpersonali
Ansia conduce difficilmente a relazioni sociali armoniose
Se interazione cooperativa diventa competitiva: rischio mutuo di svalutazione
Conclusione
Decategorizzazione sembra migliore se allineata ethos liberale integrazione
Evita alcuni problemi confronti intergruppi aperti, particolarmente aumento ansia
Però approcci hanno tutti pro e contro: scelta dipende contesto applicativo
Identità sociale e conflitto intergruppi
Fondamenti della categorizzazione sociale
Divisione mondo in categorie: semplifica realtà, permette sensibilità
Autocategorizzazione: fondamento delle molte identità sociali
Ci poniamo in alcuni gruppi ma non in altri
Definizione di identità sociale (Tajfel)
Parte del concetto di sé derivante dall'appartenenza a un gruppo o più gruppi
Include valore emotivo riconosciuto a tale appartenenza
Preferenza per autoimmagine positiva (Tajfel e Turner)
Individui preferiscono concetto di sé più positivo che negativo
Perché: parte dell'identità definita in termini di affiliazioni gruppali
Quindi: preferiamo vedere ingroup positivamente vs outgroup
Confronti intergruppi (Festinger, rielaborazione Tajfel-Turner)
Stabiliamo valore/prestigio del nostro gruppo confrontandolo con altri
Risultati confronti decisivi per autostima: se ingroup superiore, riflesso positivo su sé
Eseguiamo confronti distorti affinché ingroup emerga favorevolmente
Discriminazione nel paradigma del gruppo minimo
Nonostante anonimato, differenziazione positiva dell'ingroup
Mezzo: assegnare più denaro ai compagni ingroup vs outgroup
Fenomeno: persiste anche senza vantaggi materiali
Asimmetria nei risultati negativi (Mummendey e Otten, 1998)
Ipotesi: ricategorizzazione spiega bassa discriminazione quando risultati negativi
Ragione: situazione inusuale attiva destino comune → categorizzazione sovraordinata
Effetto: outgroup reclassificato come compagni della nuova categoria superiore
Esperimento confermò: minore favoritismo in condizioni socialmente inappropriate
Distinguersi come gruppo (3 ambiti)
Tra gruppi di lavoratori
Interesse ai salari di altri gruppi
Attenzione alle differenze relative, non livelli assoluti
Raramente conflitto di interessi esplicito
Linguaggio nei contesti intergruppi
Doppia funzione: appartenenza etnica/nazionale connessa con uso linguaggio/dialetto
Identità sociale espressa direttamente attraverso il linguaggio
Scelta dialetto/accento: integrazione o taglio fuori dall'outgroup
Nel gioco infantile
Fin da piccoli: preferenza per compagni sulla base di criteri di gruppo
Dai 3 anni: bambini preferiscono compagni stesso genere
Prima delle bimbe: già visibile marcata preferenza genere
Risposte all'ineguaglianza di status
Gruppi status elevato
Acquisiscono superiorità rispetto ad altri gruppi nella società
Teoria dell'identità sociale: non soffrono particolari problemi di identità
In pratica: manifestano differenziazione intergruppi per mantenere posizione dominante
Risposte riflettono superiorità (presunta), mostrano orientamento a proprio favore
Gruppi status simile
Differenziazione intergruppi ha funzione di raggiungere diversità percepita vs outgroup
Circostanze uguaglianza status: massima rivalità intergruppi e discriminazione
Gruppi status subordinato
Svantaggio non solo materiale ma anche psicologico
Strategia 1: Mobilità individuale (abbandono del gruppo)
Tajfel e Turner: abbandono gruppo, entrata in secondo gruppo più prestigioso
Esempio: bambini colore USA mostravano preferenza per gruppo bianco dominante
Ellemers e colleghi: semplice sapere che passaggio è possibile riduce identificazione
Però: dove uscita possibile, se identificazione/attaccamento forti, non si verifica comunque
Strategia 2: Exit impossibile → altre vie (Tajfel e Turner)
Via 1: Confronti con gruppi simili o subordinati
Risultati confronti più favorevoli per ingroup
Ristrutturazione comparativa mantenendo autostima
Via 2: Ridimensionamento dimensioni di confronto
Accantonare dimensioni dove inferiori
Individuare nuove dimensioni di valore
Ridare valore a dimensioni conosciute
Scopo: acquisire prestigio su altre basi
Sfida dell'ordine stabilito
Perché subordinati non mettono in discussione superiorità dominanti?
Necessario: capacità di immaginare alternative allo status quo
Condizione critica: percezione che ordine non sia né giusto né inevitabile
Altrimenti: difficile impegno in confronto psicologicamente rischioso
Tre fattori per sviluppare alternative cognitive (Ellemers, Wilke, Van Knippenberg)
Fattore 1: Confini relativamente valicabili fra gruppi
Possibilità di movimento tra categorie
Riduce stabilità dello status quo
Fattore 2: Differenze status relativamente instabili
Status non percepito come fisso
Apre possibilità di cambiamento
Fattore 3: Illegittimità perceita di differenze
Arbitrarietà e iniquità dei principi su cui si reggono
Mancanza di giustificazione morale
Esperimento validazione (Ellemers, Wilke, Van Knippenberg)
Design: 2 gruppi, test problem solving, ruoli assegnati (superiore/subordinato)
Variabili manipolate:
Status legittimo (su prestazione) vs illegittimo (su numero risposte)
Status stabile vs instabile (possibilità cambiamento)
Confini valicabili (passaggio se prestazione eccezionale) vs invalicabili
Risultati: Identificazione massima
Condizione illegittima, invalicabile, instabile
Motivazione: minaccia identità spinge identificazione maggiore con ingroup
Risultati: Identificazione minima
Condizione legittima, impermeabile, stabile
Percepiti come assegnati correttamente: rassegnazione
Effetti su gruppo superiore
Relazioni status destabilizzanti e delegittimanti rappresentano minaccia identità
Reazione: sforzi rinnovati difendere superiorità ritenuta fragile