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Lez. 18 - Individui versus gruppi - Coggle Diagram
Lez. 18 - Individui versus gruppi
GLI ALTRI FAVORISCONO O LIMITANO LA PRESTAZIONE?
Questione centrale
Se la presenza di altre persone influisce sulla prestazione individuale
Triplett: studi sulla prestazione ciclistica
Osservazione: ciclisti corrono più veloce in gara che da soli
Esperimento (ragazzi 9-12 anni): avvolgimento mulinelli da soli o in competizione
Risultato: prestazione più veloce in situazioni competitive
Allport: rimozione elemento competitivo
Compiti cognitivi (moltiplicazioni, cancellazioni, argomentazioni logiche)
Risultato differenziato
Compiti semplici: coattore facilita prestazione
Compiti complessi: coattore ostacola prestazione
Fenomeno: "facilitazione sociale" — enigma irrisolto per lungo tempo
Zajonc: teoria dell'attivazione
Ricerca su specie animali diverse (formiche, pulcini, scarafaggi, pesci, insetti, scimmie, umani)
Ipotesi: presenza di altri aumenta livello di attivazione dell'organismo (risposta evolutivamente adattiva)
Conseguenza dell'attivazione aumentata
Rinforza risposte consolidate/abituali → migliora prestazione compiti semplici
Inibisce risposte nuove/non consolidate → peggiora prestazione compiti complessi
Difficoltà: proprietà attivanti non universali, indicatori fisiologici incostanti
Modelli successivi (Monteil e Huguet): attentional focus
Attivazione aumenta ma restringimento dell'ambito attentivo
Compiti semplici: restringimento utile (focus su essenziale)
Compiti complessi: restringimento dannoso (perdita di flessibilità)
Seconda spiegazione: aspettative e confronto sociale
Prestazione determinata da aspettative su sé e confronto con altri
Compiti semplici: aspettative alte, amplificate da confronto
Compiti difficili: aspettative basse, rese più basse da confronto
PRODUTTIVITÀ POTENZIALE E EFFETTIVA
Teoria di Steiner: tre fattori determinanti
Richieste del compito (es. ingredienti e procedure per ricetta)
Risorse del gruppo (contenuti dispensa e aspirazioni cuoco)
Processo di interazione (come il gruppo esegue il compito)
Classificazione dei compiti
Divisibilità: divisibili (catena montaggio Henry Ford) vs unitari (alpinisti conquistano vetta insieme)
Massimizzazione vs ottimizzazione: quantità/velocità massime vs corrispondere a standard
Struttura contributi: additivi (brainstorming), disgiuntivi (decisione tra opzioni), congiuntivi (completare insieme), discrezionali (decide il gruppo)
Produttività potenziale vs effettiva
Potenziale: immagine riuscita ricetta (massimo teorico)
Effettiva: prestazione reale (raramente raggiunge potenziale)
Divario dovuto a processi imperfetti interni al gruppo
Processi imperfetti che limitano prestazione
Coordinamento: problemi di sincronizzazione (tiro della fune)
Dinamiche sociali: confronto sociale, imbarazzo, pressione del gruppo
Calo motivazione: studiato da Ringelmann e replica Ingham et al.
Social loafing (inerzia sociale)
Definizione: diminuzione impegno in compito collettivo
Latanè, Williams e Harkins: esperimento urlare forte
Gruppi 2 persone: 71% della capacità individuale
Pseudo-gruppi (bendati, cuffie): 82% della capacità
Conclusione: mancanza impegno dovuta a credere di essere in compito collettivo
Meccanismo: individuo come "economizzatore di sforzo", influenza diminuisce con ampiezza gruppo
Riduzione possibile rendendo identificabili i contributi, ma sforzo collettivo non supera individuale
Social labouring: effetto opposto
Aumentato impegno in compiti di gruppo
Fattori cruciali: importanza del compito, salienza del gruppo
Variabili riducenti inerzia: valutabilità del gruppo, cultura (culture orientali meno loafing)
DECISIONI DEGLI INDIVIDUI E DEI GRUPPI
Presupposto tradizionale (fino 1960)
Opinione di gruppo = media opinioni individuali membri
Basato su teoria conformismo: membri convergono verso posizione convenuta/normativa
Esperimento Stoner 1961: risultato sorprendente
Soggetti: studenti economia su dilemmi sociali (scelta tra opzioni a rischio diverso)
Es.: perito industriale sceglie tra lavoro sicuro/modesto o nuovo/rischioso/ben pagato
Procedura: individualmente, poi in gruppi 4 persone
Risultato: decisioni di gruppo PIÙ RISCHIOSE della media individuale (non media semplice)
Conferma e replicazione
Risultati replicati da altri autori
Spostamenti interiorizzati: riappaiono in opinioni individuali post-discussione
Decisioni di gruppo disponibili ad affrontare rischi maggiori rispetto individui
Tre fattori emergenti
Polarizzazione (ridefinizione "spostamento verso rischio")
Gruppi si spostano dal neutro verso il polo preferito dalla media iniziale
Non è movimento semplice, è direzionale verso inclinazione iniziale
Ampiezza correlata a posizione iniziale
Più estremo all'inizio → più estremo diventa
Più gruppo estremista inizialmente → più estremo finalmente
Effetti non limitati a dilemmi ideati
Polarizzazione generalizzabile a vari contesti decisionali
Tre approcci alla polarizzazione
Mediante confronto (Sanders e Baron)
Competizione tra membri per opinioni socialmente desiderabili
Individui percepiscono se stessi come più vicini al risultato desiderabile
Discussione rivela altri ancora più vicini al polo valorizzato
Spostamento per presentarsi favorevolmente
Mediante persuasione (Burnestein e Vinokur)
Scambio informazioni/discussioni precedenti la decisione
Su ogni argomento raramente equilibrio perfetto: prevale una direzione (valori sociali dominanti)
Discussione porta alla luce diverse informazioni
Membri elaborano informazioni razionalmente: spostano opinione verso punto prevalente
Differenziazione intergruppi (Turner/Wetherell)
Membri cercano adeguarsi a posizione normativa prototipica dell'ingroup
Quando appartenenza diventa saliente/minacciata
Esperimento Mackie e Cooper: atteggiamenti cambiano se attribuiti a ingroup (marcatamente) vs outgroup (minimamente)
Conclusione
Nella maggior parte decisioni reali presenti tutti e tre i processi
Pesi relativi variano da situazione a situazione
Improbabile che uno operi a esclusione completa degli altri