Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
Storia e Metodi delle Neuroscienze - Coggle Diagram
Storia e Metodi delle Neuroscienze
Tecniche di neuroimaging
neurometaboliche
Tecnica fMRI
Risonanza magnetica funzionale
Quando i neuroni sono attivi consumano ossigeno, trasformando l’ossiemoglobina in
desossiemoglobina
, la quale possiede proprietà paramagnetiche rilevabili dai sensori tramite l’
effetto BOLD
(blood oxygen level dependent)
Non invasiva
Eccellente risoluzione spaziale (nell’ordine del millimetro)
Risoluzione temporale limitata (3-15 s) Perché dipende dalla velocità del flusso sanguigno
Permette di visualizzare l’attività cerebrale indirettamente misurando le variazioni del metabolismo e dell’ossigenazione del sangue in risposta a stimoli sensoriali o compiti cognitivi
PET
Tomografia a emissione di positroni
Consente di misurare l’attività funzionale del cervello attraverso l’osservazione del metabolismo e del flusso sanguigno
Procedimento: iniezione in vena di un tracciante radioattivo (es. ossigeno-15), i cui isotopi instabili decadono emettendo dal nucleo un
positrone
. Quando il positrone collide con un elettrone, avviene una mini reazione nucleare detta
annichilazione
, che produce due fotoni (raggi gamma) separati in direzioni opposte di 180°. I sensori dello scanner registrano queste collisioni simultanee per costruire una mappa tridimensionale dell’attivazione cerebrale
Vantaggi: capacità di rilevare alterazioni del metabolismo (es. ipoperfusione) anche in assenza di lesioni anatomiche visibili alla TAC —> Fondamentale per la diagnosi precoce di malattie come l’
Alzheimer
o il
Parkinson
Svantaggi: tecnica
moderatamente invasiva
per l’uso di radiazioni;
risoluzione temporale scarsa
(minuti); costosa poiché richiede un
ciclotrone
nelle vicinanze e impone la completa immobilità del paziente
Usata con disegni a blocchi (compiti continuativi di almeno 40 secondi) e con il metodo sottrattivo
È stato impiegato in studi celebri sulla visione per identificare aree specializzate come
V4
(colore) e
V5
(movimento), sulle fasi dell’elaborazione del linguaggio e sulla memoria episodica (
modello HERA
)
Tecniche
neurofisiologiche
Single cell recording
Tecnica invasiva
Richiede l’impianto di microelettrodi nel cervello dell’animale per registrare la frequenza di scarica di singole cellule, permettendo di mappare con estrema precisione la specificità funzionale neuronale
Studio di Tsao e colleghi (2006)
Utilizzano entrambi i metodi
Condotto su macachi per indagare il riconoscimento dei volti
Inizialmente i ricercatori hanno impiegato la
fMRI
per identificare le aree del solco temporale superiore (STS) visibili ai volti (segnale BOLD) e successivamente hanno utilizzato
single cell recording
in quelle stesse regioni per confermare che la quasi totalità dei neuroni lì localizzati rispondeva selettivamente solo alle facce e non ad altri stimoli come frutta o oggetti
ERP
Misurano l’attività
bioelettrica
neuronale (potenziali d’azione o potenziali di superficie)
Risoluzione temporale altissima (millisecondo)
Test di Wada
Procedura invasiva
Inattivazione temporanea di un singolo emisfero cerebrale tramite l’iniezione intracarotidea di un barbiturico, l’
amobarbital
.
Mentre un emisfero è “spento”, il paziente sveglio esegue i compiti di linguaggio e motori per valutare le capacità dell’emisfero superstite
Permette di dimostrare con certezza la
lateralizzazione emisferica
delle funzioni linguistiche e mnemonica prima di interventi neurochirurgici, evidenziando ad esempio come la disattivazione dell’emisfero sx causi tipicamente perdita della capacità di parlare e contare
Contributo di Fritsch e Hitzig allo studio della corteccia cerebrale
Stimolando elettricamente il cervello in cani vivi nella regione frontale, scoprirono che venivano attivati i gruppi di neuroni nella corteccia motoria primaria, provocando contrazioni muscolari specifiche nel lato
controlaterale
del corpo
Questo contributo fondamentale evidenzia l’esistenza di una
mappa somatotopica
organizzata, e promosse l’idea che regioni cerebrali con funzioni diverse possiedano una diversa organizzazione cellulare, gettando le basi per la moderna cartografia cerebrale