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Lez. 14 - L' influenza sociale
Influenza sociale e tendenza all'uniformità
Origini degli studi sull'influenza sociale
Muzafer Sherif (1935; 1936), psicologo turco, è il primo a occuparsi dell'influenza sociale
Studia l'emergenza delle norme in gruppi posti in situazioni ambigue
Per questo è considerato uno dei padri della psicologia sociale
Solomon Asch (1952; 1955) studia il conformismo nel giudizio di situazioni non ambigue
Deutsch e Gerard (1955) collegano il paradigma di Sherif alla dinamica di gruppo
Temi che verranno trattati
Il conformismo, ossia l'influenza della maggioranza sul singolo, quindi il rifiuto di chi non si adegua
La maggioranza coincide con i gruppi sociali in cui l'individuo nasce e cresce, per questo si analizzano:
Tipologie di gruppo e funzioni psicologiche
Dinamiche e norme interne
Fenomeni specifici come pigrizia sociale e pensiero gruppale
Il ruolo dei gruppi nello sviluppo sociale, dalla famiglia al gruppo dei pari, che favorisce apprendimento scolastico e cognitivo
Esperimento di Sherif (1935) sull'effetto autocinetico
Stimolo ambiguo: punto luminoso in stanza buia che sembra muoversi perché mancano punti di riferimento (illusione ottica)
Fase 1: soggetto singolo a 4,5 m dal punto, stima lo spostamento in cm
La stima varia da persona a persona ma si stabilizza con l'aumentare delle prove
Fase 2: soggetti osservano in gruppi di tre
Il giudizio individuale si uniforma a quello altrui, quindi emerge una norma di gruppo
Fase 3: il soggetto giudica di nuovo da solo
La risposta resta quella di gruppo, non quella individuale stabilizzata in fase 1
Interpretazione di Sherif
Con stimoli ambigui il giudizio altrui è preso come informazione, perché si pensa che il gruppo abbia ragione (Sherif, 1936)
Per questo si crea una norma percettiva che influenza la percezione del singolo
Rohrer e coll. (1954): le norme percettive si interiorizzano
Vengono usate nei giudizi individuali anche dopo un anno, quindi anche in assenza del gruppo che le ha indotte
Esperimento di Asch (1952) sul conformismo in situazioni non ambigue
Asch, psicologo di origine polacca trasferito negli USA, studia le condizioni che portano a restare indipendenti o a cedere al gruppo
La situazione è chiara, non ambigua: la risposta giusta è facilmente individuabile, per mettere in evidenza la forza dell'influenza sociale
Procedura sperimentale
Il soggetto siede tra sei complici dello sperimentatore
Viene mostrata una linea standard e altre linee di lunghezza diversa
A turno tutti indicano quale linea è uguale allo standard, dopo che i complici danno risposte sbagliate
Risultati
Il 76% dei partecipanti si conforma almeno una volta alla maggioranza, quindi dà una risposta errata nonostante i propri dubbi
Interpretazione di Asch
Di fronte al conflitto tra percezione sensoriale e informazione sociale, il giudizio tiene conto anche del messaggio del gruppo
Sherif e Asch dimostrano insieme che la maggioranza influenza il giudizio del singolo, per questo si passa ad analizzare come si realizza questa influenza
I fattori di uniformità
Origine storica del concetto
J.M. Baldwin (1895): il comportamento uniforme è un istinto, l'individuo è una "macchina copiatrice"
La psicologia odierna individua invece 4 fattori determinanti: norme sociali, modelli, confronto sociale, autoconsapevolezza
Le norme sociali
Regole informali apprese sin dall'infanzia, per questo sembrano naturali
Emergono solo quando vengono infrante
Es. in una conversazione tra amici, se uno interrompe sistematicamente, la norma "non interrompere" viene infranta, quindi nascono tensioni
I modelli
Gli individui imitano comportamenti altrui giudicati efficaci e adatti a una data situazione
Il confronto sociale
Il consenso e l'osservazione degli altri servono a giudicare la validità del proprio comportamento
Per questo uniformarsi agli altri solleva dal dubbio
Kelley (1952): il gruppo fissa criteri che
Definiscono atteggiamenti, credenze e comportamenti appropriati
Distribuiscono premi e punizioni a seconda dell'adeguamento a tali standard
L'autoconsapevolezza
Capacità di riflettere sulle proprie azioni e su come si è percepiti dagli altri
Per questo permette di adeguare il comportamento alla situazione sociale
Deutsch e Gerard (1955): collegamento tra paradigma di Asch e dinamica di gruppo
Esperimento con tre condizioni di giudizio percettivo
Faccia a faccia, come nei soggetti di Asch
Senza essere visti
Senza essere visti ma come parte di un gruppo con scopo condiviso
Risultati
Il conflitto cognitivo tra dati percettivi e fattori sociali è sempre presente
Il conformismo è maggiore se il giudizio è espresso di fronte agli altri, quindi è più forte se si agisce come membro di un gruppo piuttosto che da soli (Polmonari et al., 2002)
Teoria della Dipendenza
I membri di un gruppo sono cognitivamente e socialmente dipendenti tra loro e dalle norme del gruppo
Per influenza normativa: si cercano conseguenze positive ed si evitano quelle negative
Produce spesso solo un'acquiescenza conformistica pubblica, per evitare il conflitto
Per influenza informativa: si usa il pensiero e il comportamento altrui come fonte di informazioni sulla realtà
Produce cambiamenti duraturi nelle convinzioni personali
Il conformismo
Definizione
Uguaglianza realizzata quando l'individuo cede alle pressioni sociali che lo obbligano a essere simile agli altri (Gergen, Gergen, 1986)
Personalità e conformismo (Rosenberg e Hovland, 1960; Gergen, Gergen, 1986)
Bassa autostima → più conformismo, perché maggiore bisogno di sicurezze esterne
Alto bisogno di approvazione → più conformismo
Alta tendenza autoritaria → più conformismo
Per questo la conformità sembra un tentativo di placare bisogni psicologici
Fattori situazionali che favoriscono il conformismo verso la maggioranza
Dimensione del gruppo
La conformità aumenta fino a gruppi di 3-4 persone (Asch, 1955)
Perché i primi membri, pur con informazioni sbagliate, pensano che anche gli altri si adegueranno (Wilder, 1977)
Unanimità della maggioranza
Un solo complice con risposta corretta abbassa molto il conformismo (Allen e Levine, 1969)
Aumenta se la discrepanza tra risposta individuale e di gruppo è sopportabile (Tuddenham, 1961)
Aumenta se la maggioranza è considerata più credibile (Ross et al., 1976)
Coesione del gruppo
Più attrazione tra i membri, quindi più coesione, quindi più conformismo interno (Latanè, L'Herrou, 1996)
Rilevanza dell'argomento
Più l'argomento è rilevante per il gruppo, maggiore la pressione sul membro deviante (Schacter, 1951)
Prestigio della maggioranza
Maggiore qualificazione della maggioranza, quindi maggiore potere persuasivo (Turner, 1991)
Ambiguità dello stimolo
Giudizi più ambigui aumentano la tendenza al conformarsi (Shaw et al., 1957)
Interazione futura
Se si prevedono rapporti futuri col gruppo, aumenta il conformismo (Lewis et al., 1972)
Le ragioni del conformismo (Campbell, Fairey, 1989)
Le persone bilanciano correttezza della propria opinione e giudizio altrui, per dare una buona impressione
Due fonti di informazione: i propri sensi e ciò che dicono gli altri
Se le due fonti non coincidono, il soggetto prova stress, perché dubita dei sensi o delle opinioni altrui
Influenza dell'informazione: si aderisce perché si crede che gli altri abbiano più informazioni
Genera interiorizzazione personale delle opinioni del gruppo
Pressioni normative: bisogno di piacere ed essere accettati dagli altri
Genera conformismo solo pubblico, senza cambiamento delle opinioni personali
Reazione del gruppo verso i devianti: esperimento di Schacter (1951)
Ipotesi: la maggioranza tenta di far conformare i devianti, quindi mostra ostilità e rifiuto
Procedura: gruppi di 8-10 persone decidono in 45 minuti il trattamento per un giovane delinquente, con 3 complici
Il deviante, che vuole la punizione massima
Il volubile, che cede infine alla maggioranza
Il collaboratore modale, che segue sempre la maggioranza
Risultati fase 1 (primi 35 minuti): attenzione concentrata sul deviante, poi ignorato nel tempo restante
Risultati fase 2 (scelta di chi escludere dal gruppo): il deviante riceve il rifiuto più alto
Conferma di Tata e coll. (1996): rifiuto ed esclusione sono più probabili quando i devianti sono uno o due al massimo
Il significato del rifiuto sociale: Williams (1997)
Il rifiuto è la manifestazione estrema dell'influenza normativa della maggioranza
È pericoloso in adolescenza, quando l'immagine di sé è in discussione
Per questo può spingere ad adottare condotte a rischio se il gruppo dei pari le considera normali o positive
Più il gruppo è importante per il soggetto, più forte è il timore di esclusione, quindi maggiore la tendenza a conformarsi