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Lez. 5 - Empowerment e società liquida - Coggle Diagram
Lez. 5 - Empowerment e società liquida
Empowerment
Definizione
Dall'inglese "to empower" (favorire l'acquisizione di potere)
Processo dell'azione sociale con cui persone, organizzazioni, comunità acquisiscono competenza sulle proprie vite (Wallerstein, 2006)
Per cambiare l'ambiente sociale e politico, migliorando equità e qualità di vita
Rovescia la percezione dei propri limiti verso risultati superiori alle aspettative
Indica sia un processo che un risultato (Swift e Levine, 1987)
Storia del costrutto
Oggetto di interesse della psicologia di comunità dagli anni Ottanta (Rappaport, 1981; Kiefer, 1982)
Le definizioni variano per ambito d'uso, ma concordano: è un costrutto multidimensionale
Approccio multilivello proposto da Rappaport (1984), elaborato da Zimmerman
Tre livelli di analisi (Zimmerman, 2000)
Interconnessi: ognuno è causa e conseguenza degli altri
Empowerment psicologico (individuale): tre componenti
Intrapersonale: convinzione di poter influire sulle decisioni della propria vita
Interpersonale: capacità di comprendere l'ambiente sociopolitico
Comportamentale: partecipazione ad attività collettive per influenzare l'ambiente
Empowerment organizzativo: processi e strutture che aumentano la partecipazione dei membri e l'efficacia dell'organizzazione
Empowerment di comunità: azione collettiva per migliorare la qualità di vita, connessioni tra organizzazioni, partecipazione civica
Caratteristiche comuni dell'empowerment
Si articola su più livelli (individuo, organizzazione, comunità)
Ha una costruzione evolutiva non lineare: può esserci evoluzione o regressione
È specifico per cultura, società, popolazione, quindi va calato nel contesto locale
È interazione dinamica tra competenze interne acquisite e ostacoli esterni superati per accedere alle risorse
Si basa sul rafforzamento degli assetti culturali tramite dialogo e azione
Esempio pratico
Agenzie di collocamento con corsi di formazione professionale
Obiettivo: aumentare la forza lavorativa locale, collegando i membri direttamente ad aziende e imprese
Le comunità virtuali
Definizione
Insieme di persone con interesse o approccio comune che comunicano tramite rete telematica (Internet, telefonia)
Non vincolata al luogo: si partecipa tramite forum, gruppi di discussione, chat, messaggistica
Dibattito su effetti emancipatori ed egualitari
Oltre alla disuguaglianza nell'accesso, si discute se le reti favoriscano nuove relazioni sociali
Possibile rafforzamento della partecipazione delle persone più svantaggiate
Il cyberspazio favorisce situazioni sociali diversificate per cultura, finalità, strumenti di interazione
Wellman (2001): sociologia di internet
Pone sullo stesso piano relazioni fisiche e virtuali
Le comunità virtuali non vanno contrapposte a quelle fisiche: sono comunità diverse con regole proprie
"Comunità personali": reti sociali individuali con legami interpersonali informali, modificate da Internet
Le reti online, nate come strumentali, spesso forniscono sostegno materiale e affettivo (es. anziani, emarginati)
Esempio: forum di consulenza psicologica può aprire un legame terapeutico che passa dalla rete al mondo reale
I legami deboli online facilitano il collegamento tra persone con caratteristiche sociali diverse
Le chat aggregano per interesse comune, non per fattori socio-economico-culturali, quindi favoriscono sincerità e disinibizione
I timori di impoverimento della vita sociale reale sono infondati: i legami online possono rafforzare quelli fisici
Le reti personali diventano forma di aggregazione sociale, mescolando vincoli forti e deboli, individualismo e bisogno di scambio
Caratteristiche delle comunità virtuali
Differiscono dalle comunità reali per schemi di comunicazione e interazione
Basate su legami deboli, diversificati, capaci di generare reciprocità nel tempo
Superano le distanze, sono spesso asincrone, convivono con le altre forme di socialità
Favoriscono l'espressione di gruppi oppressi grazie alla protezione del mezzo (Castells, 2002)
Le somiglianze tra i membri creano senso di appartenenza (Lavanco, 2001)
Quando l'interazione virtuale diventa reale, si rafforza partecipazione e democrazia
Possono ridurre isolamento ed esclusione se usate consapevolmente (Freschi, 2002)
Effetti sociali e politici (Rheingold, 1994; Castells, 2002)
Considerate fenomeno "rivoluzionario" della società dell'informazione
Indeboliscono il potere dello stato-nazione, accelerano la deterritorializzazione
Fondano aggregazione su interessi e valori condivisi, non su radici etniche o geopolitiche, quindi dissolvono le appartenenze di classe
Comunità virtuali e mercato
Partecipano al mercato globale creando nicchie per età, genere, hobby (Formenti, 2002)
Nascono comunità di clienti nel commercio elettronico
Le imprese devono aprirsi a interazioni vere, critiche, trasparenza (Hagele e Armstrong, 1997)
Ma spesso sono più una metafora di marketing che vero scambio di idee (Carlini, 1999)
Valori condivisi delle comunità virtuali
Libertà comunicativa assoluta per esprimere idee e scambiare informazioni
Flusso di dati senza filtri o censure
Paradigma orizzontale (da molti a molti) al posto di quello verticale dei media broadcast
Conclusione
Reti sociali virtuali relativamente compatte e aperte, capaci di rafforzare la partecipazione sociale
Non sono l'unico strumento di partecipazione, ma risorsa importante per i gruppi svantaggiati nell'accesso alle informazioni
Comunicazione e società liquida
Bauman (2007): la modernità liquida non offre più punti fermi o totalità stabili
Internet e nuove forme di comunicazione
Rende possibile una comunicazione rapida, quasi una forma di democrazia diretta
Ha accompagnato rivoluzioni sociali (Medio Oriente, Nord Africa) e trasformato il marketing
Le aziende devono rendere conto di qualità e affidabilità tramite il feedback continuo degli utenti
Rischi: assuefazione, dipendenza, sostituzione della vita reale con quella virtuale, nuove patologie
Vanno valutati senza pregiudizio, per usare consapevolmente lo strumento
Bauman (2003, 2007): annullamento delle distanze spazio-temporali
Polarizza la globalizzazione
La comunicazione nelle comunità virtuali è veloce ma spesso incapace di rendere la complessità di un messaggio
È una comunicazione consumistica, di scarso valore di scambio, priva di impegno reciproco
Vita online e offline (Bauman, 2013a, 2013b)
Circa metà del tempo è trascorsa davanti a uno schermo, ma l'offline resta insostituibile per la relazione faccia a faccia
In Italia il fenomeno è più contenuto per i forti vincoli familiari (Bauman, 2005), a differenza del Nord Europa
I social network rischiano di alimentare la solitudine, dando l'illusione di relazioni che restano solo virtuali
Bauman (2006): i giovani reagiscono alla solitudine con depressione o aggressività
Propone invece un lavoro collettivo, anche tramite nuove tecnologie e metodi educativi, per un mondo migliore
Il consumismo nelle relazioni (Bauman)
Ha trasformato anche i rapporti personali in rapporti consumistici, orientati alla sola soddisfazione individuale
Questo genera ansia da abbandono e timore di essere sostituibili, che i social non risolvono, anzi rendono i legami inaffidabili
La "società liquida"
Perdita di senso del tempo: dinamismo frenetico che travolge ogni dimensione della vita
Prevalgono la "cultura dell'adesso" e la "cultura della fretta", quindi mettono in crisi identità e relazioni stabili
Condizione un tempo tipica dei giovani, ora generalizzata a tutta la società
"Liquido": nulla ha più contorni fissi come nella modernità solida, tutto può essere rimodellato
Effetto anche sul piano politico: non si cerca più un sistema ideologico rigido e definitivo
La coazione consumistica mette in crisi identità, autonomia, rapporti umani significativi
Bauman (2013a, 2013b): viviamo un'incertezza permanente, causa ed effetto di precarietà emotiva e relazionale
Bauman propone una via d'uscita: una forma di empowerment
Inteso come capacità di compiere scelte e agire efficacemente in base ad esse
La globalizzazione ha alienato ma ha anche dato conoscenza e libertà di scelta
Per questo serve trovare una morale di solidarietà, riconoscendo il ruolo insostituibile di ciascuno
Propone l'ideale rinascimentale di equilibrio tra le parti (Leon Battista Alberti), non la rincorsa continua
La vera felicità sta nel saper progredire con calma e consapevolezza, non nella corsa
Conclusione: pro e contro della comunità virtuale
Se la globalizzazione diventa imitazione acritica, il rischio di perdersi è reale
Positivo o negativo dipende dall'uso e dal contesto che diamo alle cose
È utile se salvaguarda la coscienza individuale e stimola confronto critico; è pericoloso se spersonalizza e aliena
Sta a singoli e società dare una direzione giusta: un mondo più aperto può favorire controllo incrociato e benessere condiviso