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Lez. 3 - La folla come gruppo sociale - Coggle Diagram
Lez. 3 - La folla come gruppo sociale
Introduzione
Psicologia delle folle (inizio '900)
Idea che l'aggressività e i comportamenti antisociali nascano dall'imitazione
Tarde (1904): l'imitazione è il principio del comportamento sociale, soprattutto nei grandi gruppi
Le Bon (1895): spiega il fenomeno con la suggestione, una sorta di ipnosi collettiva
Teoria della deindividuazione di Le Bon (1895)
Gli individui di una folla coesa tendono a perdere
L'identità personale
La consapevolezza
Il senso di responsabilità
Quindi emergono impulsi antisociali
Le persone sanno essere razionali e censurare le pulsioni negative, ma perdono questo controllo nella folla
Per imitazione e suggestione si comportano secondo gli stimoli dell'ambiente sociale
Freud: differenza tra comportamento da soli e in folla
Trattata nel saggio "Il disagio della civiltà" (Freud, 1929)
Funzione dei gruppi sociali
In origine garantiva la sopravvivenza (cibo, accoppiamento, riproduzione) (Baumeister e Leary, 1995)
Nel tempo si è affermata l'esigenza innata di appartenenza, quindi di creare relazioni
Lewin (1948): gruppo = persone interdipendenti che si influenzano reciprocamente per bisogni e obiettivi comuni
I gruppi aiutano anche a definire meglio se stessi, tramite relazione con l'altro e norme condivise
Deindividuazione e comportamento nei gruppi
Le Bon (1895): la folla fa regredire a condotte primitive e istintive
Anonimato, contagio, suggestionabilità sono endemici delle folle
Determinano perdita di razionalità e identità, quindi si crea la "mente di gruppo"
Liberi dalle costrizioni sociali, si scatenano istinti distruttivi: violenza sfrenata, comportamento irrazionale
Teoria della deindividuazione di Zimbardo (1969)
Riprende Le Bon in un modello con input, cambiamenti psicologici e comportamento risultante
Tre input principali: anonimato, responsabilità diffusa, ampiezza del gruppo
Un gruppo ampio dà un velo di anonimato e diffonde la responsabilità personale
Per questo si perde identità e diminuisce la preoccupazione per il giudizio sociale: è lo stato di deindividuazione
Esperimenti con scariche elettriche (finte)
Condizione deindividuata: camice largo e cappuccio con fori
Condizione individuata: identità sottolineata da cartelli col nome
Con studenti: scariche quasi doppie in condizione di deindividuazione, conferma la teoria
Con soldati belgi: risultato opposto, scariche più brevi da anonimi
Perché in uniforme erano già deindividuati; camice e cappuccio li hanno invece ri-individuati
Mullen (1986): analisi sui linciaggi
Più ampia è la folla, più si perde consapevolezza di sé, quindi più atrocità si è disposti a compiere
Correlazione confermata tra dimensione della folla e crudeltà dell'attacco alla vittima
Il comportamento della folla
Classificazione dei gruppi per limite numerico
Piccolo gruppo: 6-15 componenti oltre i conduttori
Riconoscimento reciproco e rappresentazione definita di emozioni verso i membri e verso sé
Gruppo allargato: 15/20-60 persone
Serve più tempo per una rappresentazione chiara dei membri, quindi prevalgono relazioni di indifferenza
Gruppo vasto: fino a 300 persone
Folla: oltre il gruppo vasto
Identità nella folla
Le persone spesso assumono una nuova identità sociale invece di diventare anonime
Possono perdere identità personale ma rafforzare l'identità sociale come membri del gruppo
Quindi il comportamento delle folle implica un cambiamento, non solo una perdita di identità
Tema ricorrente: l'importanza dell'invisibilità nella deindividuazione
Le Bon (1895) e "La psicologia delle folle"
Dalla fine dell'Ottocento si diffondono le masse in scioperi, assemblee, manifestazioni
La folla si distingue dalla somma degli individui isolati
La personalità individuale svanisce, si forma un'"anima collettiva"
Idee e sentimenti nascono e si trasformano in atti concreti solo in essa
Le folle sono "poco inclini al ragionamento ma adattissime all'azione"
Spinte da istinto e moti incoscienti, mentre l'individuo isolato può controllarli con la ragione
Le folle obbediscono a impulsi diversi (retti/crudeli, vili/eroici), percependosi un potere invincibile
La persona nella folla perde coscienza di sé e si lascia trascinare dagli altri
Ogni folla cerca l'autorità di un capo, attorno alla cui volontà nascono le opinioni
Deindividuazione nella comunicazione elettronica
L'anonimato online può produrre deindividuazione e conseguenze negative
Flame: messaggio ostile inviato in comunità virtuali; flaming, flamer, flame war ("rissa virtuale")
Freud: "Psicologia delle masse e analisi dell'Io" (1921)
Contro Le Bon, nega che la psicologia delle folle sia diversa nella sostanza da quella individuale
Il comportamento collettivo nasce dall'identificazione tra i componenti, che assumono un'identità unica
Poi tutti si identificano in un capo visto come "Io ideale"
La massa è tenuta insieme dall'amore, potenza che "tiene unite tutte le cose del mondo"
Per questo la persona rinuncia al proprio modo d'essere e si lascia suggestionare per stare in armonia
Una massa poco organizzata resta unita tramite legami libidici col leader, quindi identificazione e ricerca dell'"Io ideale"
Cambiamenti nella persona dentro la massa
Scompaiono le inibizioni a favore di comportamento governato da pulsioni inconsce
Si riducono capacità cognitive e di ragionamento, intaccando il pensiero etico
Spiegati col meccanismo della regressione
I singoli creano un individuo collettivo tramite un esteso contagio emotivo
La mente di gruppo e le emozioni
Le Bon (1895): la nozione di "mente di gruppo"
Fa sentire, pensare e agire in modo diverso rispetto all'individuo isolato
Non è la somma delle menti dei singoli, ma una mente distinta su un altro livello
Si basa su emozioni, appelli, suggerimenti, slogan
È irresponsabile, poco razionale, di livello mentale basso, facilmente eccitabile, agisce in modo ipnotico
Per questo le persone si comportano in modo irrazionale in folla rispetto a quando sono sole
Sintesi delle idee di Le Bon
Le folle emergono con l'anonimato, che riduce la responsabilità personale
Le folle emergono per contagio, idee che si diffondono rapidamente nel gruppo
Le folle si formano per suggestionabilità: la psicologia individuale si subordina a una mentalità collettiva
In periodi di declino sociale, la società è minacciata dal dominio delle folle
McDougall (1950): comportamento dei gruppi non organizzati
Teoria simile a Le Bon: due fenomeni centrali sono intensificazione dell'emozione e abbassamento del livello intellettuale
Più persone condividono la stessa emozione simultaneamente, maggiore è il contagio emotivo
L'individuo sotto l'emozione perde la capacità critica
L'emozione collettiva si intensifica con l'interazione reciproca
Questo, insieme al non opporsi all'autorità della folla, inibisce i processi intellettuali
Descrive la folla come eccessivamente emotiva, impulsiva, suggestionabile, priva di autocoscienza e responsabilità, paragonabile a un bambino indisciplinato o a una bestia selvaggia
Evoluzione della teoria del comportamento della folla
Le teorie classiche (Le Bon, McDougall) non spiegano più pienamente il fenomeno oggi
Resta valido che il comportamento della folla può essere determinato emotivamente
Emozioni comuni come paura, rabbia, collera fanno formare, interagire e agire le folle
Fattori attuali da considerare: anonimato, stimolazione, emotività, suggestionabilità, iniziazione, contagio, mancanza di volontà, forza degli impulsi inconsci